Ad Anagni, nello stabilimento laziale di Sanofi, si è tenuto l’incontro ‘Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro‘, per discutere degli strumenti necessari a rafforzare attrattività degli investimenti, filiere, competenze e capacità produttiva delle Life Sciences in Italia.
Rafforzare la competitività dell’industria farmaceutica italiana ed europea, creare le condizioni per attrarre investimenti, rinforzare filiere volte all’innovazione, accompagnando allo stesso tempo l’evoluzione di tecnologie e competenze e una transizione sostenibile della manifatturafarmaceutica avanzata. Ecco i temi al centro dell’appuntamento a cui hanno preso parte o dato il sostegno i principali interlocutori istituzionali a livello nazionale e del territorio. Al confronto hanno partecipato il consigliere del Presidente del Consiglio dei ministri per le politiche di bilancio, Renato Loiero, il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, il vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, Luciano Ciocchetti, Salvatore De Meo, Deputato del Parlamento Europeo, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la vicepresidente e assessora allo Sviluppo Economico Regione Lazio, Roberta Angelilli, il presidente del Consiglio regionale Lazio, Antonello Aurigemma, il vicepresidente della Provincia di Frosinone, Alessandro Cardinali.
E ancora: Daniele Natalia, sindaco di Anagni, don Roberto Martufi, vicario generale per la Diocesi di Anagni-Alatri, Antonio Matonti, direttore Divisione Policy e Advocacy, Confindustria, Giuseppe Biazzo, presidente Unindustria, Stefano Piccaluga, responsabile Grandi Investimenti Invitalia, Lorenzo Solimene, partner responsabile sostenibilità Kpmg Italia, Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta, Michele Ghinizzini, Head of Global Engineering, Manufacturing and Supply, Sanofi, Daniela Ottini, Global Head of Strategy and Launch, Manufacturing and Supply, Sanofi Daniele Scorretti, responsabile Prodotti Innovativi, Stabilimento Sanofi di Anagni.
In una fase in cui Italia ed Europa sono chiamate a rafforzare la propria capacità industriale, il confronto parte dal settore farmaceutico per allargare la riflessione al ruolo della manifattura avanzata nello sviluppo del Paese, come dimostra la presenza di Sanofi in Italia e nel Lazio. Ogni anno Sanofi investe in Italia complessivamente circa 70 milioni di euro nelle principali leve dell’innovazione, tra Ricerca e Sviluppo, trasformazione dei siti industriali e sviluppo delle competenze: 45,2 milioni di euro in R&S, 21,9 milioni nei siti produttivi e 1,6 milioni nella formazione delle persone.
Nel 2024, secondo lo studio realizzato da Sanofi con Kpmg, le attività di Sanofi nel Lazio hanno generato un contributo al Pil di 62 milioni di euro, grazie anche alla collaborazione con numerosi attori locali e oltre 120 fornitori attivati. Il sito di Anagni ha contribuito ad attivare 1.050 posti di lavoro complessivi, distribuendo 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Un risultato che testimonia come gli investimenti industriali di Sanofi generino valore economico e sociale duraturo per il territorio.
Sostenibilità e innovazione non sono più obiettivi distinti, ma dimensioni interconnesse: la prima indica la direzione, la seconda lo strumento per raggiungerla. Regolamenti come Eudr e Ppwr spingono le imprese a investire in digitalizzazione, tracciabilità e nuovi modelli produttivi, trasformando gli obblighi normativi in leve di competitività. Il sito di Anagni è un esempio concreto di come efficienza energetica, economia circolare e sviluppo delle competenze possano rafforzare insieme innovazione e sostenibilità nel lungo periodo.
È da questa prospettiva che il confronto di Anagni mette in relazione politica industriale, innovazione, sostenibilità e bisogni del sistema sanitario, per valorizzare un ecosistema che integra ricerca, produzione e competenze.
La mattinata si è articolata in diversi momenti di confronto dedicati al contributo delle Life Sciences alla crescita economica e alla tutela della salute, alla trasformazione della rete manifatturiera, alle condizioni necessarie per sostenere competitività e investimenti e al ruolo dei territori nel creare ecosistemi capaci di favorire sviluppo industriale, innovazione e ricerca.
‘La capacità di produrre salute- ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Sanofi Italia e Malta, Marcello Cattani– è una componente strategica della competitività di una nazione. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori. In una fase in cui Italia ed Europa si interrogano su come rafforzare la propria autonomia strategica e attrarre investimenti, crediamo sia necessario riconoscere pienamente il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita’.
‘Il confronto che abbiamo voluto promuovere oggi ad Anagni- ha sottolineato- nasce proprio da questa convinzione: industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme per creare condizioni capaci di sostenere gli investimenti nel lungo periodo, accompagnare l’innovazione e rendere l’Italia sempre più competitiva. Anagni rappresenta un punto di osservazione ma anche un esempio concreto di evoluzione costante da cui partire per costruire una visione più ampia sul futuro delle Scienze della Vita in Italia’.
‘Il settore farmaceutico- ha commentato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini- rappresenta un asset strategico per la competitività e la sicurezza industriale del Paese. Per attrarre e consolidare investimenti ad alto valore aggiunto servono un quadro regolatorio stabile, strumenti di sostegno efficaci e una collaborazione strutturata tra istituzioni, imprese e territori’.
‘La trasformazione dello stabilimento di Anagni- ha proseguito- dimostra come innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo delle competenze possano procedere insieme, rafforzando la capacità produttiva nazionale e generando occupazione qualificata. Come Ministero siamo impegnati a creare le condizioni perché esperienze come questa possano crescere e contribuire al posizionamento dell’Italia nelle filiere europee delle Scienze della Vita’.
‘Come Regione- ha dichiarato il governatore del Lazio, Francesco Rocca– stiamo lavorando fianco a fianco con le associazioni di categoria e le imprese, ascoltandone le esigenze di sviluppo: dal sostegno alla componente energetica al rafforzamento del dialogo con il mondo della ricerca’.
‘Il protocollo d’intesa firmato con Farmindustria sulle sperimentazioni cliniche va proprio in questa direzione, per semplificare la burocrazia che spesso frena la ricerca e sviluppo delle aziende farmaceutiche. Gli investimenti di Sanofi ad Anagni, insieme ad altri progetti oggi allo studio di grandi multinazionali sul nostro territorio- ha evidenziato Rocca- confermano un interesse costante verso il Lazio: un patrimonio che dobbiamo proteggere, continuando a far sentire forte la nostra voce anche in Europa’.
IL ‘CASO ANAGNI’: DALLA SINTESI CHIMICA AL BIOTECH, UNA TRASFORMAZIONE IN CORSO
Lo stabilimento Sanofi di Anagni è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l’integrazione della produzione del vaccino Hib. La trasformazione produttiva procede in parallelo con quella tecnologica e digitale, con investimenti nell’upskilling del personale e nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi. La sostenibilità è una leva chiave della sua competitività industriale: le emissioni di CO2 sono state ridotte del 37% rispetto al 2019, l’energia proviene interamente da fonti rinnovabili e l’Idra project punta al riciclo di circa 100.000 m³ di acqua l’anno. Negli ultimi tre anni gli investimenti nel sito, supportati anche dal Mimit, hanno raggiunto circa 36 milioni di euro, in linea con gli obiettivi globali di Sanofi: -55% di emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 e net zero entro il 2045.
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