a cura di Pierpaolo Di Leva
Serie A 2026/27, 4ª giornata – Stadio Olimpico Grande Torino – Arbitro: Maresca
Torino-Roma 0-2. Non sempre serve dominare per vincere: a volte basta essere più forti nei momenti che contano. Nel posticipo del lunedì la Roma di Gian Piero Gasperini passa a Torino con il solito Donyell Malen nel primo tempo e con Niccolò Pisilli in pieno recupero, porta a casa la quarta vittoria in quattro giornate e si prende da sola la vetta della classifica. Quattro giorni dopo il pareggio di Istanbul, in Champions League, i giallorossi tornano a fare quello che in campionato riesce loro meglio: vincere.
Balerdi e Pisilli titolari, Wesley in panchina
Gasperini rimescola le carte dopo la trasferta turca. In difesa Balerdi prende il posto di Ndicka al fianco di Mancini e Hermoso, sulle fasce tocca a Lulli e Molina con Wesley lasciato a riposo, in mezzo Pisilli affianca Cristante. Davanti Dybala e Soulé sostengono Malen. Dall’altra parte il Torino di Ignazio Abate, reduce dalla prima vittoria stagionale a Firenze, si affida al 3-5-2 con Vlasic e Simeone in attacco.
La partita fatica a decollare. La Roma tiene meno il pallone del solito – chiuderà con il 48 per cento di possesso – ma è l’unica a costruire davvero: otto calci d’angolo contro uno e tredici conclusioni contro sei raccontano una superiorità territoriale che i granata non riescono mai a ribaltare. Il primo segnale arriva dall’asse argentino: Soulé scodella al centro e Dybala colpisce di testa, senza precisione.
Il gol di Malen: Dybala imbuca, l’olandese non sbaglia due volte
Al 40’ la giocata che sblocca il match è la fotocopia di quelle viste nelle ultime settimane. Dybala legge lo spazio e imbuca per Malen, che calcia in caduta: Perri devia, ma sulla seconda ribattuta, da terra, il numero 14 non perdona. È il sesto gol in quattro giornate di campionato per l’olandese, e per i cronisti la conferma di una cifra impressionante: venti reti in ventidue partite di Serie A da quando è arrivato in Italia. Curiosità: proprio a Torino, otto mesi fa, Dybala e Malen avevano giocato per la prima volta insieme.
Prima di uscire, al 57’, Malen sfiora anche il raddoppio con una combinazione nello stretto con Molina, la cui conclusione al volo finisce di poco alta. Gasperini lo richiama insieme a Soulé, inserendo Castro e Mora, e al 64’ manda in campo Koné e De Roon per Cristante e Dybala.
Il Torino ci prova, Svilar e Balerdi rispondono presente
Abate cambia due uomini all’intervallo – dentro Cacciamani, a lungo seguito dalla Roma in estate, e Bragança – e il Torino prova ad alzare i giri. Le tre conclusioni nello specchio dei granata trovano però sempre Svilar, attento e sicuro, mentre dietro Balerdi gioca la miglior partita da quando è in giallorosso: pulito negli anticipi, autoritario nel duello con Simeone, il migliore in campo secondo le pagelle. Hermoso al 61’ e Pisilli nel finale sono gli unici ammoniti, entrambi romanisti.
Pisilli con i crampi: il gol che vale il primo posto
Quando il Torino si sbilancia in cerca del pareggio, la Roma trova lo spazio per chiuderla. Al 92’, con le gambe piene di crampi, Niccolò Pisilli trova la forza per un diagonale preciso che batte Perri e fissa lo 0-2. Per il ragazzo di Roma è il secondo gol stagionale dopo quello contro la Fiorentina, e ancora una volta arriva allo scadere, come a dire che il finale è il suo momento preferito.
Dodici punti, dodici gol fatti, uno subito
I numeri di questa Roma cominciano a fare rumore: quattro vittorie su quattro, dodici reti segnate e una sola subita, la nona vittoria consecutiva in Serie A contando la scorsa stagione. Il primo posto è solitario, con il Como a ruota e l’Inter che deve ancora giocare il suo turno. Ed è proprio l’Inter l’avversario che aspetta i giallorossi sabato 19 settembre alle 18 all’Olimpico: il vero esame, contro l’unica squadra che finora ha tenuto il passo di Gasperini.
A Torino la Roma non ha incantato, e questo è forse il dato più interessante: ha vinto una partita sporca, tenendo il risultato e colpendo nel momento giusto. È il tipo di vittoria che a maggio vale quanto un poker. E la città, dopo anni, torna a guardare la classifica dall’alto.
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