Gli assessori di Roma Capitale all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, e al Patrimonio e alle Politiche abitative, Andrea Tobia Zevi, hanno illustrato alla Commissione regionale Lazio dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) il nuovo quadro di interventi e strumenti che l’Amministrazione sta mettendo in campo per affrontare il fabbisogno abitativo della città e sviluppare una nuova stagione di housing sociale e di edilizia residenziale accessibile.
L’obiettivo dell’incontro
Al centro dell’incontro è stata posta la necessità di ampliare significativamente l’offerta di abitazioni a prezzi sostenibili, intervenendo a favore della fascia di popolazione che, pur avendo un reddito da lavoro, rimane esclusa sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato libero. Si tratta di una domanda che riguarda lavoratori precari, giovani famiglie, nuclei monoparentali e lavoratori essenziali, come insegnanti, infermieri, operatori sociali e forze dell’ordine.
I numeri del fabbisogno
A Roma il fabbisogno complessivo è stimato in 70 mila alloggi nei prossimi dieci anni, di cui circa 20 mila di edilizia pubblica, 30 mila di housing sociale e 20 mila destinati al mercato libero per la fascia di reddito intermedia.
Gli strumenti normativi
Un passaggio fondamentale è rappresentato dalla Delibera 203/2025, che mette a disposizione aree, strumenti urbanistici e patrimonio pubblico per consentire nuovi interventi di edilizia accessibile senza ulteriore consumo di suolo. A questo si aggiunge il Regolamento Capitolino per l’Abitare Sociale, in corso di chiusura, che punta a definire regole certe e prevedibili per l’intero territorio capitolino, stabilendo criteri per l’accesso, modalità di gestione, determinazione dei canoni e individuazione dei gestori sociali.
Le leve finanziarie
Per rendere sostenibili gli interventi, Roma Capitale ha individuato diverse possibili leve: contributi a fondo perduto, opzioni di acquisto a tempo, partecipazione in equity, garanzie sulla morosità e strumenti legati al canone. Il principio adottato è quello di un sostegno pubblico che cresce in misura più che proporzionale all’aumentare della quota di edilizia residenziale sociale prevista nell’intervento, secondo un meccanismo premiale e non redistributivo.
Il ruolo dell’Agenzia Sociale
Un ruolo strategico sarà svolto dall’Agenzia Sociale per l’Abitare di Roma Capitale, che accompagnerà proprietari e conduttori nel rapporto locativo e gestirà il “Registro dei soggetti” idonei all’assegnazione degli alloggi. È inoltre in fase di attivazione un fondo di garanzia destinato a ridurre il rischio di morosità per i proprietari, per favorire l’immissione sul mercato di nuove abitazioni a canone concordato.
La collaborazione con la BEI
Sul fronte degli investimenti, Roma Capitale sta lavorando con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) alla strutturazione di un veicolo finanziario pubblico-privato per acquisire, rigenerare e realizzare alloggi a canone accessibile. Il modello prevede il conferimento da parte dell’Amministrazione di capitale e patrimonio pubblico — terreni, immobili e diritti di superficie — insieme a una visione strategica integrata e alle competenze amministrative, mentre investitori privati e istituzionali possono apportare capitale e capacità progettuale e di sviluppo.
Le dichiarazioni degli assessori
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha dichiarato che l’incontro con la Commissione regionale ABI è stata un’importante occasione di confronto, sottolineando la necessità di costruire un’alleanza tra istituzioni e sistema del credito per far lavorare insieme pubblico e privato, mettendo a sistema patrimonio, risorse e capacità progettuale, e di creare le condizioni perché investire nell’housing sociale torni a essere possibile anche per il privato.
L’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, ha osservato che la crisi abitativa non riguarda più soltanto le fasce in condizione di maggiore fragilità, ma coinvolge una parte sempre più ampia della popolazione che lavora e non riesce ad accedere a una casa a condizioni sostenibili. Zevi ha aggiunto che Roma Capitale è pronta a svolgere il proprio ruolo mettendo a disposizione patrimonio e garanzie, definendo regole certe e tutelando la funzione sociale degli interventi, e che con l’Agenzia Sociale per l’Abitare e il veicolo finanziario allo studio con la BEI l’obiettivo è costruire un sistema in cui l’investimento privato concorra al raggiungimento di obiettivi pubblici chiari.
Scopri di più da Gazzetta di Roma
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




































