Fenerbahçe-Roma 1-1: Cristante illude, Brown risponde. Il ritorno in Champions vale un punto

Fenerbahçe Roma Champions League
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a cura di Pierpaolo Di Leva

Champions League 2026/27, 1ª giornata – Chobani Stadyumu, Istanbul – Arbitro: Gil Manzano (Spagna)

Fenerbahçe-Roma 1-1. Sette anni dopo l’ultima volta, la Roma torna in Champions League e lo fa in una delle bolge più calde d’Europa: 40.577 spettatori a Istanbul, fischi assordanti a ogni tocco giallorosso, un avversario che ha aspettato diciotto anni per rivedere questo palcoscenico. Ne esce un punto, firmato dal primo gol in Champions della carriera di Bryan Cristante e macchiato dal pareggio immediato di Archie Brown a inizio ripresa. Un risultato che non fa male, ma che lascia la sensazione di un’occasione non sfruttata fino in fondo.

Gasperini sceglie Rensch e Soulé, la Roma controlla ma non punge

Rispetto alla vittoria sull’Atalanta, Gasperini cambia due pedine: Rensch al posto di Lulli sulla destra e Soulé per Mora accanto a Dybala, alle spalle di Malen. Dall’altra parte Ismail Kartal, privo di Guendouzi squalificato dopo i fatti dei playoff con il Lione, schiera Greenwood, Muriqi e Aktürkoğlu davanti, con Kanté in regia e l’ex laziale Skriniar al centro della difesa.

Il primo quarto d’ora è tutto di possesso giallorosso, ma sterile: la Roma gira il pallone senza mai avvicinarsi alla porta, mentre il Fenerbahçe aspetta e riparte. Sono infatti i turchi a costruire le prime due conclusioni della partita, all’11’ con Elmaz e al 12’ con Aktürkoğlu, e in entrambi i casi Svilar deve sporcarsi i guanti. La prima vera occasione della Roma arriva solo al 21’: Dybala si ritrova libero in area sulla destra, calcia di prima ma Ederson gli chiude lo specchio.

Il gol di Cristante: il capitano si prende la scena

Con il passare dei minuti la Roma alza il ritmo e il vantaggio arriva al 39’, da una giocata di pazienza. Malen, sulla sinistra, non trova il varco per entrare in area, ma non forza: scarica all’indietro per Cristante, e il capitano lascia partire un destro dal limite che si infila nell’angolo basso, imprendibile. È il suo primo gol in Champions League, e arriva nella serata del ritorno della Roma nella competizione: difficile immaginare una firma più simbolica.

Prima dell’intervallo Malen prova anche il raddoppio dalla distanza, ma il destro finisce a lato. Si va al riposo sull’1-0, senza recupero, con la sensazione che la Roma abbia trovato la chiave della partita.

Brown gela la Roma, Svilar salva più volte

La sensazione dura tre minuti. Al 48’, per la prima volta in tutta la sera, la difesa giallorossa si apre in mezzo: Greenwood infila la verticale, Archie Brown si presenta davanti a Svilar e lo scavalca con un pallonetto di sinistro. Uno a uno, e lo stadio si accende definitivamente.

Da quel momento la Roma tiene il pallone – chiuderà con il 58 per cento di possesso e oltre seicento passaggi – ma il Fenerbahçe è più pericoloso. Al 52’ Muriqi si ritrova tutto solo davanti a Svilar e il portiere giallorosso gli dice di no in uscita bassa; al 66’ ancora Svilar blocca un sinistro di Aktürkoğlu, al 73’ si allunga a terra per anticipare Aydin. Nel mezzo, l’episodio che poteva cambiare tutto: al 68’ Gil Manzano concede un rigore per un contatto tra Aktürkoğlu e Dybala, ma il VAR verifica che il fallo è avvenuto appena fuori area. Punizione dal limite, nulla di fatto.

La traversa di Aké e un finale di sofferenza

Gasperini prova a cambiare la partita con Pisilli al 53’ e poi con un triplo cambio al 74’ – Molina, Mora e Balerdi per Rensch, Soulé e Mancini – ma le occasioni giallorosse si contano sulle dita di una mano: un colpo di testa di Soulé alto su cross di Wesley, un destro di Malen sopra la traversa su assist dello stesso Soulé. Dall’altra parte il Fenerbahçe, con Lukaku entrato al 72’, sfiora il colpaccio all’86’: cross dalla sinistra, Nathan Aké svetta in area e colpisce in pieno la traversa. Nel recupero la Roma non riesce nemmeno a tirare, e il triplice fischio arriva dopo cinque minuti oltre il novantesimo.

Un punto da accettare, una lezione da imparare

I numeri raccontano una partita a due facce: più possesso e più passaggi per la Roma, ma undici tiri contro otto e cinque nello specchio contro tre per il Fenerbahçe. Tradotto: i giallorossi hanno avuto il pallone, i turchi le occasioni. Svilar è stato il migliore in campo dei suoi, e non è un bel segnale quando il migliore è il portiere.

Eppure, per una squadra che mancava dalla Champions dal 2019, un punto in una trasferta così non è un dramma. Il gol di Cristante resta il momento da incorniciare, e la Roma ha mostrato di poter reggere l’urto di un ambiente ostile. Il calendario però non concede pause: lunedì la trasferta di Torino in campionato, dove la squadra è in testa a punteggio pieno, e a metà ottobre il ritorno in Champions all’Olimpico contro il Real Madrid. Lì servirà qualcosa in più di quanto visto a Istanbul.


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