Udinese-Lazio 1-2: Frattesi e Gudmundsson ribaltano i friulani, Gattuso è primo con Inter e Roma

Udinese-Lazio 1-2
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a cura di Pierpaolo di Leva

Udinese-Lazio 1-2. Tre partite, tre vittorie, e stavolta anche una rimonta. La Lazio di Gennaro Gattuso passa a Udine dopo essere andata sotto a inizio ripresa, la ribalta negli ultimi quindici minuti con il solito Davide Frattesi e con Albert Gudmundsson al debutto in biancoceleste, e aggancia Inter e Roma in vetta alla classifica a punteggio pieno. Per una squadra che venti giorni fa usciva dalla Coppa Italia con il Mantova, è una partenza che ha del clamoroso.

Un primo tempo di sofferenza: Mandas tiene a galla la Lazio

Gattuso conferma il 4-3-3 e cambia due pedine rispetto al Genoa: Belahyane in mezzo al posto di Rovella, Isaksen e Pinamonti dal primo minuto con Zaccagni a completare il tridente. L’avvio però è tutto dell’Udinese di Runjaic, che in pochi minuti costruisce due grandi occasioni: Mandas risponde presente prima su Davis e poi su Kamara, con due interventi che valgono quanto un gol.

La Lazio si scuote con un’incursione di Zaccagni, ma Miller anticipa Pinamonti sul possibile tap-in a centro area. I padroni di casa perdono per problemi fisici Piotrowski al 15’ e Solet al 38’, e la partita si trascina all’intervallo sullo 0-0 tra tanti falli e quattro ammoniti, con Isaksen unico biancoceleste sul taccuino.

Karlstrom gela i biancocelesti, Gattuso cambia tutto

La ripresa si apre nel modo peggiore. Al 49’ Davis fa un grande lavoro spalle alla porta, Doekhi non riesce a fermarlo e il centravanti serve Karlstrom, che sorprende Mandas tra le gambe. Uno a zero Udinese, e per la prima volta in stagione la Lazio deve inseguire.

Gattuso non aspetta: al 53’ fuori Isaksen e Pinamonti, opachi, dentro Cancellieri e Noslin. La squadra alza il baricentro e chiude la gara con il 62 per cento di possesso e 18 conclusioni. Cancellieri prova al volo sulla ribattuta di un tiro di Frattesi, ma Okoye si supera; Zaccagni sfiora il pari e trova ancora il portiere nigeriano; Noslin e Cancellieri pasticciano su un pallone che poteva valere l’1-1. Nuno Tavares è una spina nel fianco costante, tanto da costare l’ammonizione a Bayo.

Frattesi non si ferma più, Gudmundsson la decide di testa

Il pareggio arriva al 75’ e porta la firma che ormai è un’abitudine: cross perfetto di Zaccagni, inserimento di Frattesi sul primo palo e pallone in rete. È il terzo gol in tre partite di campionato per l’ex Inter, che si conferma l’acquisto più azzeccato dell’estate biancoceleste e l’uomo che ha cambiato il volto di questa squadra.

All’80’ Gattuso lo richiama in panchina e manda in campo Gudmundsson, appena arrivato. All’87’ Zaccagni colpisce un palo clamoroso con un bolide dalla distanza, e sembra la serata delle occasioni sprecate. Un minuto dopo, invece, Doekhi si spinge sulla sinistra e mette un cross forte e teso: l’islandese incorna e la mette dentro. Primo pallone toccato davvero, primo gol con la nuova maglia, tre punti per la Lazio. Nei cinque minuti di recupero l’Udinese non trova la forza per reagire.

Una Lazio che vince anche quando non gioca bene

Sarebbe sbagliato raccontare una Lazio brillante: per un’ora i biancocelesti hanno sofferto il ritmo dei friulani, Provstgaard e Taylor non sono stati impeccabili, Isaksen e Pinamonti hanno deluso. Ma è proprio qui che sta il segnale più importante. Le squadre di Gattuso vincono di misura, cambiano in corsa, trovano il gol dalla panchina, e a Udine hanno mostrato per la prima volta di saper rimontare uno svantaggio.

Nove punti su nove, quattro gol fatti e uno solo subito. Il Milan che arriva sabato all’Olimpico sarà un banco di prova di tutt’altro livello, e lo stesso capitano Zaccagni sa che il palo dell’87’ e le tre parate di Okoye raccontano una partita che poteva finire in modo diverso. Ma la classifica dice Lazio prima, insieme a Inter e Roma. E a Formello, dopo l’estate più turbolenta degli ultimi anni, nessuno ha voglia di svegliarsi.


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