a cura di Pierpaolo Di Leva
Ci sono vittorie che valgono tre punti e vittorie che valgono qualcosa di più. Quella conquistata sabato sera dalla Roma appartiene alla seconda categoria: sotto di un gol fino al 90’ contro l’Atalanta di Maurizio Sarri, dopo aver sbattuto per un’ora e mezza contro un Carnesecchi in stato di grazia, i giallorossi ribaltano tutto nel recupero con il colpo di testa di Mario Hermoso e il sinistro di Matías Soulé al 93’. Terza vittoria su tre, nove punti, primo posto condiviso con l’Inter. E la sensazione che questa squadra non abbia intenzione di fermarsi.
Un primo tempo a una porta sola, ma Carnesecchi dice sempre no
Gasperini ritrova Ndicka dal primo minuto e rischia un Dybala non al meglio; Sarri, alla prima trasferta in campionato sulla panchina della Dea, lancia Samardzic ed Elmas. La partita è subito quella che l’Olimpico si aspettava: ritmo alto, catene laterali che girano, Wesley che sforna cross a ripetizione. Al quarto d’ora Mancini colpisce di testa ma trova Carnesecchi, poco dopo il portiere nerazzurro si supera sull’incornata di Cristante. Un gol di Ndicka viene annullato per fuorigioco.
Dopo la mezz’ora si accende Rodrigo Mora, che sfiora il vantaggio su un passaggio all’indietro di Dybala e poi prova il tiro a giro. Malen si presenta alla conclusione una sola volta e trova ancora Carnesecchi. L’Atalanta, in tutto il primo tempo, tira una volta con Scamacca. Eppure si va al riposo sullo 0-0, con la Roma padrona del campo ma incapace di tradurre il dominio in un vantaggio.
La doccia fredda di Ederson e l’assedio
Sarri cambia la punta all’intervallo, dentro Krstovic per Scamacca, e al 47’ la partita si capovolge: sgasata di De Ketelaere sulla sinistra, batti e ribatti in area con un contrasto tra Mancini e Samardzic, e sul pallone vagante arriva Ederson, che di destro trafigge Svilar. Primo gol in campionato del brasiliano e Olimpico gelato.
La reazione è immediata: al 53’ Koné prova il tiro a giro, ancora murato da Carnesecchi. Ma l’Atalanta, sbloccata, diventa pericolosa: Samardzic devia male sotto porta un cross di Bellanova, poi Krstovic approfitta di un’amnesia di Mancini e calcia fuori di poco. Al 56’ Sarri viene ammonito per proteste, e nel corso della serata finirà sul taccuino anche Gasperini.
Il tecnico giallorosso rimescola tutto: Molina e Soulé al 54’ per Lulli e Mora, Ghilardi e Castro al 63’ per Mancini e Malen, Balerdi al 67’ per Ndicka. È Castro il primo a far tremare la Dea: al 64’ salta Kossounou su una verticalizzazione di Wesley e colpisce il palo esterno, all’88’ centra la traversa di testa su cross di Molina. In mezzo, un Dybala dolorante all’adduttore che rifiuta di uscire, e Carnesecchi che all’89’ nega il gol prima all’argentino e poi ancora a Castro.
Il minuto 90 di Hermoso, il minuto 93 di Soulé
Quando sembra una di quelle serate in cui tutto va storto, arriva il corner del 90’. Lo batte Soulé, Hermoso si stacca dalla marcatura e disegna di testa una parabola imprendibile: 1-1, e lo stadio diventa una bolgia. La Roma non si accontenta. Al 91’ Soulé in tuffo non trova la porta, al 92’ Castro calcia di pochissimo a lato.
Poi, al 93’, la giocata che decide tutto. Dybala serve Soulé in area, l’argentino va sul fondo, sterza sul mancino lasciando sul posto Zappacosta e infila Carnesecchi sul primo palo. È il 2-1, è il delirio dell’Olimpico, è la firma di un giocatore che nelle prime due giornate era stato al centro delle voci di mercato e che in pochi minuti ha messo lo zampino su entrambi i gol. Al triplice fischio Gaetano viene espulso per proteste, provvedimento che Sarri contesterà con durezza in sala stampa.
Otto vittorie di fila: non succedeva dai tempi di Spalletti
I numeri della serata raccontano una superiorità netta: 66 per cento di possesso, oltre trenta conclusioni, quattordici calci d’angolo contro uno. Ma il dato che pesa di più è un altro: con questo successo la Roma infila otto vittorie consecutive in Serie A, cosa che non accadeva dal periodo gennaio-marzo 2016 con Luciano Spalletti in panchina.
C’è anche il sapore della rivincita personale per Gasperini, che ritrovava per la prima volta da avversario l’Atalanta costruita in quasi dieci anni di lavoro, e che ha battuto Sarri nel modo più crudele. Il mercato ha portato Castro, subito protagonista con due legni, e Balerdi, entrato nel finale. Ora la sosta per le nazionali, poi la trasferta di Torino di lunedì 14 settembre. La Roma ci arriva prima in classifica, imbattuta, e con la consapevolezza di poter vincere anche quando non tutto gira per il verso giusto. Che è esattamente ciò che distingue le squadre buone da quelle che possono ambire a qualcosa di grande.
Scopri di più da Gazzetta di Roma
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.





































