Sovranità digitale, Nicastri (AIDR): «Poste, Leonardo e Sogei diventino la porta unica dello Stato»

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Il presidente della Fondazione AIDR propone una nuova governance nazionale per i servizi digitali pubblici: Poste Italiane come hub per cittadini e imprese, Leonardo per le infrastrutture strategiche e Sogei per le banche dati. «Serve una regia unica a Palazzo Chigi».

 Superare la frammentazione della pubblica amministrazione digitale e costruire una vera governance nazionale capace di integrare servizi, infrastrutture e banche dati. È la proposta avanzata da Mauro Nicastri, presidente della Fondazione AIDR, che torna sul tema della sovranità digitale italiana chiedendo un ruolo centrale per Poste Italiane, Leonardo e Sogei.

Secondo Nicastri, il processo di trasformazione digitale del Paese avrebbe bisogno di passare dalla fase dei progetti e dei tavoli di confronto a quella di una più precisa attribuzione di competenze e responsabilità.

Poste Italiane come porta d’accesso digitale dello Stato

Al centro della proposta della Fondazione AIDR c’è innanzitutto Poste Italiane, indicata come possibile principale punto di accesso ai servizi digitali destinati a cittadini e imprese.

Nicastri richiama in particolare il ruolo sempre più ampio assunto dal gruppo nell’ecosistema digitale nazionale e ritiene che la sua presenza territoriale possa rappresentare un’infrastruttura fondamentale anche sul fronte dell’inclusione.

La proposta è quella di affidare a Poste una vera e propria missione nazionale di educazione civica digitale, sfruttando la capillarità della rete degli uffici postali per assistere soprattutto le fasce della popolazione che incontrano maggiori difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Gli uffici potrebbero così diventare, nella visione avanzata da AIDR, presìdi territoriali contro esclusione digitale, truffe online, disinformazione e scarsa alfabetizzazione tecnologica.

Competenze digitali, il ritardo dell’Italia

Il tema delle competenze rappresenta uno dei nodi centrali della trasformazione digitale italiana.

Nicastri richiama la Relazione sul Decennio Digitale 2026 della Commissione europea, sottolineando le criticità ancora presenti sul fronte delle competenze digitali di base e della disponibilità di specialisti ICT.

Per il presidente di AIDR, gli investimenti realizzati attraverso iniziative come i Punti Digitale Facile e il Servizio Civile Digitale non avrebbero ancora prodotto risultati sufficienti per colmare il divario.

Il problema, secondo Nicastri, non sarebbe nell’attività svolta dagli operatori sul territorio, ma nella frammentazione del modello organizzativo.

La sfida diventa quindi avvicinare concretamente la digitalizzazione alla vita quotidiana delle persone, facendo incontrare innovazione tecnologica e presenza fisica sul territorio.

Il modello AIDR: Poste, Leonardo e Sogei

La proposta della Fondazione AIDR individua tre grandi soggetti nazionali ai quali assegnare responsabilità specifiche.

Poste Italiane dovrebbe assumere il ruolo di hub dei servizi pubblici digitali e dell’educazione civica digitale; Leonardo quello di riferimento per le infrastrutture strategiche; Sogei dovrebbe invece assumere, nella proposta, una responsabilità centrale nella governance delle banche dati strategiche necessarie al funzionamento del Paese.

A coordinare il sistema dovrebbe essere una regia presso Palazzo Chigi, con l’obiettivo di garantire interoperabilità tra le diverse infrastrutture informatiche pubbliche.

Un modello che, nelle intenzioni di AIDR, permetterebbe lo scambio automatico delle informazioni tra le amministrazioni, riducendo gli adempimenti richiesti a cittadini e imprese e definendo con maggiore precisione responsabilità e obiettivi.

Nicastri: «La sovranità digitale si costruisce decidendo chi fa cosa»

La posizione della Fondazione punta quindi a trasformare il concetto di sovranità digitale in un modello organizzativo concreto.

«La sovranità digitale non si costruisce con altri tavoli, ma decidendo chi fa cosa. E facendolo adesso», afferma Mauro Nicastri.

La Fondazione AIDR annuncia inoltre l’intenzione di portare la proposta all’attenzione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo di proseguire nel percorso verso una governance più unitaria dell’innovazione e della trasformazione digitale.

La questione va oltre la semplice modernizzazione tecnologica della pubblica amministrazione. In gioco ci sono infatti la capacità dello Stato di dialogare digitalmente con cittadini e imprese, la sicurezza delle infrastrutture, la gestione dei dati strategici e soprattutto la possibilità di evitare che la trasformazione digitale produca nuove forme di esclusione.

Per AIDR, la risposta passa da una struttura più semplice: meno frammentazione, responsabilità definite e un sistema nazionale nel quale tecnologia e prossimità territoriale procedano insieme.


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