Roma-Real Madrid 3-4. Dal paradiso all’inferno in sette minuti. La Roma di Gian Piero Gasperini gioca per settanta minuti la partita più bella della sua stagione, va avanti 3-1 contro il Real Madrid con il gol di Marten de Roon e la doppietta di Donyell Malen, e poi crolla nel finale sotto i colpi dei calci d’angolo: Espí all’83’, Endrick all’85’, l’ex Antonio Rüdiger al 90’. Sulla panchina avversaria, a festeggiare, c’era José Mourinho, nella notte del suo ritorno all’Olimpico. Una sconfitta che fa male, ma che lascia anche la consapevolezza di poter stare a questo livello.
Il ritorno di Mourinho: cori, striscioni e un bacio alla Sud
La serata era cominciata come una festa. L’Olimpico ha riabbracciato la Champions League in casa per la prima volta dal marzo 2019, quando la Roma ospitò il Porto negli ottavi, e la Curva Sud ha preparato una coreografia da brividi. Poi l’omaggio al grande ex: striscioni, cori e uno stendardo che ritraeva Mourinho con la Conference League vinta nel 2022. Il portoghese si è alzato dalla panchina, ha ringraziato e ha mandato un bacio al suo vecchio pubblico.
Gasperini, ancora senza Svilar e Cristante, ha confermato Gollini tra i pali e la coppia de Roon-Koné in mezzo, con Mancini, Ndicka e Hermoso dietro, Wesley e Molina sulle fasce e Soulé alle spalle di Dybala e Malen, regolarmente in campo in Champions nonostante il rosso rimediato a Como in campionato. Mourinho ha risposto con Mbappé, Vinícius e Diomandé davanti, Bellingham e Valverde in mezzo e l’ex Rüdiger al centro della difesa.
Un avvio travolgente e il gol a sorpresa di de Roon
L’inizio della Roma è stato straordinario. Al 4’ Courtois è dovuto volare per deviare in angolo il sinistro a giro di Hermoso, all’11’ Dybala ha mancato di poco la porta in spaccata su un cross basso di Molina. Al quarto d’ora la prima tegola: Koné si è accasciato a terra coprendosi il volto con la maglia ed è uscito in lacrime, sostituito da Pisilli.
La Roma non si è scomposta e al 20’ ha trovato il vantaggio con il protagonista più inatteso. Dybala ha rubato palla in scivolata a Tchouaméni, Malen ha allargato per Soulé e l’argentino ha servito l’arrivo di Marten de Roon al limite dell’area: destro di prima, una leggera deviazione di Konaté e Courtois sorpreso. Al 23’ il raddoppio è sfumato per un soffio: il tiro di Malen da posizione defilata è scivolato sotto il corpo di Courtois, che lo ha recuperato sulla linea.
Mbappé pareggia, poi Malen fa esplodere lo stadio
Alla prima vera occasione il Real ha pareggiato. Al 25’ un intervento a vuoto di Hermoso ha lasciato strada libera a Mbappé, servito da Diomandé: destro dal limite, deviazione di Mancini e Gollini battuto. Da lì la partita si è fatta più equilibrata, con gli spagnoli vicini al sorpasso con Cucurella al 31’ e con Bellingham nel recupero del primo tempo.
All’intervallo Dybala è rimasto negli spogliatoi per un fastidio muscolare, sostituito da Mora. Ed è proprio il giovane portoghese a cambiare la ripresa. Al 51’, dopo un errore di Vinícius e un recupero alto di Ndicka, Mora ha apparecchiato per Malen, che ha firmato il 2-1. Sei minuti dopo l’olandese ha chiuso il cerchio: imbucata perfetta di Soulé e 3-1, con i primi due gol in Champions League con la maglia giallorossa. Quattro giorni dopo l’espulsione di Como, il miglior modo possibile per farsi perdonare.
Il crollo: tre gol da calcio d’angolo in sette minuti
Sul 3-1 la Roma sembrava aver messo il Real al tappeto, ma Mourinho ha ribaltato la partita dalla panchina. Al 59’ ha inserito Endrick e Güler per Vinícius e Dumfries, poi Bernardo Silva, Carreras ed Espí. Gasperini, dal canto suo, ha dovuto rinunciare a Mancini e Soulé, sostituiti da Balerdi e Pellegrini, e poi a Hermoso per Koulierakis.
Il resto lo hanno fatto i calci piazzati. All’83’, su angolo, Espí ha accorciato le distanze, appena entrato. Due minuti dopo, sempre dalla bandierina, Endrick ha girato di testa il 3-3. All’87’ Bellingham ha sfiorato il palo con un altro colpo di testa, e al 90’ è arrivata la beffa finale: ancora un corner, ancora un pallone in area, e Antonio Rüdiger, ex romanista, a firmare il 3-4. Tre gol in sette minuti, tutti nati da calcio d’angolo, dopo che al Real erano già state annullate altre reti nel corso della serata.
Applausi e rabbia: cosa resta alla Roma
Al triplice fischio l’Olimpico ha applaudito, ed è il dato che meglio racconta la serata. Per settanta minuti la Roma ha messo sotto la squadra più titolata d’Europa, con un’intensità, una qualità e un coraggio che le ultime quattro sfide contro il Real, tutte perse senza segnare, non avevano mai mostrato. Malen ha confermato di essere un attaccante da grandi palcoscenici, Soulé ha firmato due assist, de Roon si è preso una serata che ricorderà a lungo.
Ma la Champions non perdona, e la gestione dei calci piazzati nel finale è una lezione da imparare in fretta. La classifica dice un solo punto in due partite, mentre il Real vola a sei. E il bilancio della serata si aggrava con gli infortuni di Koné e Dybala, in una settimana in cui le italiane hanno perso tutte e quattro le gare del turno europeo. Sabato all’Olimpico arriva il Genoa di Daniele De Rossi, e la Roma dovrà rialzarsi senza Malen, squalificato. Il modo migliore per non sprecare quanto di buono visto contro il Real è ripartire subito.
a cura di Pierpaolo Di Leva
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