a cura di Pierpaolo Di Leva
Serie A 2026/27, 7ª giornata – Allianz Stadium, Torino – Arbitro: Massa
Juventus-Lazio 0-3. Nove anni dopo la doppietta di Ciro Immobile, la Lazio torna a vincere in casa della Juventus, e lo fa nel modo più netto possibile. Il colpo di testa di Oliver Provstgaard, il sinistro a giro di Gustav Isaksen e la fuga di Fisayo Dele-Bashiru nel finale firmano una serata che a Formello ricorderanno a lungo. La squadra di Gennaro Gattuso, ancora imbattuta dopo sette giornate, sale a 19 punti e riaggancia l’Inter in testa alla classifica, rimettendo anche due lunghezze tra sé e la Roma.
Una Lazio coraggiosa contro una Juve senza Spalletti in panchina
Gattuso ha confermato il 4-3-3 che sta facendo volare la Lazio: Mandas in porta, Floriani Mussolini e Nuno Tavares sulle fasce, Šutalo e Provstgaard al centro della difesa, Frattesi, Belahyane e Taylor in mezzo, Isaksen, Noslin e Zaccagni davanti. Dall’altra parte una Juventus guidata dalla panchina dal vice Domenichini, con Spalletti squalificato, e con Woltemade inizialmente fuori.
L’approccio dei biancocelesti è stato quello di una squadra che non ha paura: palleggio, coraggio e idee chiare fin dai primi minuti. La Juventus ha chiuso con più possesso palla, il 56 per cento, ma in mezzo al campo hanno comandato Taylor e Belahyane, e la manovra bianconera non è mai riuscita a trovare la via per impensierire davvero Mandas.
Provstgaard sale in cielo e la sblocca
Il vantaggio è arrivato al 37’. Zaccagni ha messo in mezzo un cross preciso, Bremer non ne ha letto la traiettoria e Oliver Provstgaard, con i suoi 194 centimetri, ha staccato più in alto di tutti battendo Vicario di testa. Un gol che ha premiato una prestazione strepitosa del danese anche in fase difensiva, dove ha annullato prima Kolo Muani e poi Woltemade. Per la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport è tra i migliori in campo, con voti tra l’8 e l’8,5.
Poco dopo è arrivato il giallo per Taylor, che con quello rimediato da Zaccagni a inizio ripresa saranno gli unici cartellini della partita: segno di una Lazio che ha controllato il gioco senza bisogno di spezzarlo.
Woltemade spreca, Isaksen no: il raddoppio con il sinistro
All’intervallo la Juventus ha cambiato, inserendo Woltemade al posto di Alajbegović, e a inizio ripresa il tedesco ha avuto sul piede la palla del pareggio: piattone a lato da buona posizione, poi un colpo di testa alto. È stato l’unico vero momento di difficoltà per la Lazio, che da lì ha ripreso in mano la partita.
Al 66’ è arrivato il raddoppio. Gustav Isaksen, imprendibile per tutta la sera sulla corsia destra, ha piazzato un sinistro a giro sul secondo palo che non ha lasciato scampo a Vicario. Per il danese è la conferma di un momento d’oro: dopo il gol al Monza, un’altra serata da protagonista, premiata dalla Gazzetta con un 8,5.
Il sigillo di Dele-Bashiru e la notte di Gattuso
Al 69’ Gattuso ha richiamato Taylor e Noslin per Dele-Bashiru e Pinamonti, poi è stato il turno di Lazzari per Isaksen e di Pedraza per Zaccagni. Ed è proprio uno dei cambi a chiudere i conti. All’89’ Fisayo Dele-Bashiru ha vinto il duello in velocità con Bremer e ha firmato lo 0-3. Una rivincita personale per il centrocampista, che si era fermato per infortunio proprio alla prima giornata a Bologna, nella partita in cui era entrato Frattesi.
Il triplice fischio è arrivato tra i fischi dello Stadium per la Juventus, ora ottava e già a otto punti dalla vetta. Per Gattuso, invece, una pioggia di elogi: qualche quotidiano gli ha assegnato addirittura 9 in pagella. Il tecnico, a fine gara, ha fatto i complimenti ai ragazzi, parlando di una bella famiglia che si è creata nello spogliatoio.
Una Lazio da primato: cosa dice la vittoria di Torino
Sette partite, sei vittorie e un pareggio. Solo due mesi fa la Lazio usciva dalla Coppa Italia con il Mantova tra le contestazioni, oggi è in testa al campionato a pari punti con l’Inter campione d’Italia. E se fino a questa sera c’era chi parlava di una partenza costruita sulle vittorie di misura, la serata di Torino ha mostrato una squadra capace di dominare in casa di una big, con idee chiare e una solidità difensiva impressionante.
Ora non c’è tempo per festeggiare: sabato 24 ottobre all’Olimpico arriva il Parma, e la Lazio dovrà dimostrare di saper gestire anche il peso del primo posto. Ma intanto la classifica dice Lazio in vetta, e i tifosi biancocelesti hanno tutto il diritto di sognare.
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