Retroscena apre a Roma: vino, pizza e cocktail allo Spazio Diamante

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In via Prenestina 230 nasce la Vineria del Teatro: un luogo d’incontro aperto al pubblico, agli artisti e al quartiere, da frequentare prima e dopo gli spettacoli. Il progetto unisce Alessandro Longobardi, Patrick Pistolesi, Richard Ercolani e Federico Norveti.

 Il foyer torna a essere uno spazio di relazione, dove fermarsi per un bicchiere di vino, condividere una pizza e parlare anche dopo la chiusura del sipario. Ha aperto Retroscena – Vineria del Teatro, il nuovo locale all’interno dello Spazio Diamante di Roma, in via Prenestina 230.

L’apertura accompagna l’arrivo della stagione teatrale 2026/2027, ma la proposta si rivolge anche a chi non assiste agli spettacoli. Retroscena nasce infatti per accogliere pubblico, artisti e abitanti del quartiere, restituendo al foyer la funzione di luogo d’incontro.

Retroscena Roma: il progetto di Longobardi, Pistolesi, Ercolani e Norveti

La nuova vineria nasce dall’incontro tra Alessandro Longobardi, direttore artistico dello Spazio Diamante, e Patrick Pistolesi e Richard Ercolani, fondatori del gruppo Drink Kong. Al progetto si è unito Federico Norveti, esperto di impasti e lievitati, socio del locale e responsabile della gestione in prima persona.

Le loro esperienze si intrecciano attorno a tre elementi: teatro, cultura del bere e ricerca sui prodotti da forno.

Longobardi porta il percorso di rilancio dello Spazio Diamante, ristrutturato nelle sue tre sale e dedicato al teatro contemporaneo. Pistolesi ed Ercolani contribuiscono con l’esperienza maturata nel mondo dei cocktail e dell’ospitalità. Norveti mette al centro il lavoro su farine, lieviti e rapporti con i produttori artigiani del Lazio.

«Il rilancio di uno spazio del contemporaneo come Spazio Diamante passa per l’aggregazione di nuovo pubblico, prevalentemente under 40», afferma Longobardi. «Prima e dopo uno spettacolo, vivremo un altro spettacolo: quello del gruppo Drink Kong».

Una vineria da vivere anche senza andare a teatro

L’idea di Retroscena è racchiusa nell’immagine del luogo in cui “il teatro si toglie il trucco”: uno spazio nel quale la relazione tra artisti e spettatori può proseguire fuori dalla sala.

Il locale è pensato per essere frequentato prima di una rappresentazione, al termine dello spettacolo oppure indipendentemente dal cartellone.

«Una volta il foyer era vivo», racconta Pistolesi. «Si arrivava presto, si parlava, si beveva, e dopo lo spettacolo si restava a discuterne. Retroscena vuole riportare quella vita lì, per chi va a teatro e per chi passa semplicemente a bere un bicchiere».

Il menu come un copione: l’identità di Retroscena

Il legame con il teatro emerge nei dettagli dell’identità visiva. Il progetto prende ispirazione dai vecchi copioni dattiloscritti, con richiami alla carta, alla macchina da scrivere e ai segni editoriali, mentre il cognac è il colore guida.

Un elemento distintivo è la “e” leggermente fuori registro, un refuso voluto che ritorna nelle parole del menu.

La carta è organizzata in atti, come un copione, e sulle tovagliette compaiono battute dedicate al vino di Shakespeare, Goldoni, Molière e Oscar Wilde. Riferimenti che accompagnano l’esperienza senza trasformare il foyer in una scenografia.

Quasi sessanta vini, con una forte presenza del Lazio

Il vino costituisce il punto di partenza della proposta. La carta di Retroscena comprende quasi sessanta etichette di vignaioli che lavorano in modo artigianale, tra bianchi, rossi, rosati, bollicine e metodo classico.

I prezzi delle bottiglie sono compresi tra 24 e 39 euro. Oltre un terzo della selezione è dedicato al Lazio, con vitigni come cesanese, bellone, passerina e procanico.

Accanto alle produzioni laziali trovano spazio vini di Abruzzo, Marche, Molise, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, oltre a due incursioni in Austria e nella Loira.

Al calice vengono proposti il Bianco e il Rosso “del Teatro”, insieme a una selezione di bollicine.

La definizione scelta dal locale è “vini ben fatti”: bottiglie che raccontano il lavoro dei vignaioli, la terra e le differenze tra le annate.

Cocktail classici, vermouth e birre artigianali romane

La proposta del bere comprende anche vermouth e amari italiani, da gustare lisci oppure con ghiaccio e soda, insieme a distillati, aperitivi italiani, cocktail classici e long drink.

Completano la selezione le birre artigianali romane di Jungle Juice, affiancando al percorso sul vino altre possibilità per accompagnare la cucina o fermarsi nel foyer.

Pizza e lievitati: la cucina firmata dall’esperienza di Norveti

La cucina di Retroscena ha un’impronta legata al forno. In carta figurano pizzette, lievitati, taco di pizza, fritti della tradizione romana e piatti da condividere.

Al centro della ricerca di Federico Norveti c’è l’impasto, del quale il condimento deve completare il gusto senza coprirne la personalità.

«Nella pizza cerco equilibrio, digeribilità, friabilità e soprattutto personalità e sapore», spiega Norveti. «Il topping la completa, ma la protagonista deve restare lei, a partire dall’impasto».

Il percorso di Norveti è iniziato in un agriturismo nella Tuscia, a contatto con agricoltori, allevatori e piccoli produttori laziali. Tornato a Roma, ha gestito fino al 2025 l’attività e il laboratorio di Elettroforno Frontoni, in zona Ostiense.

La proposta dolce di Retroscena comprende invece prodotti firmati da Casa Manfredi e dal forno Cipriani.

Spazio Diamante: una stagione con 54 titoli e tre festival

L’apertura della vineria si inserisce nella nuova stagione dello Spazio Diamante, inaugurata il 2 ottobre.

Il cartellone 2026/2027 comprende 54 titoli, tre festival, incontri culturali e residenze, offrendo al locale un contesto frequentato da artisti e spettatori.

Per Patrick Pistolesi, il progetto rappresenta anche un ritorno al teatro. Formatosi come attore prima di dedicarsi al bar, nel 2026 è tornato sul palco dello Spazio Diamante con “Dio c’è”, liberamente ispirato ad Aspettando Godot. Con Richard Ercolani ha fondato Drink Kong nel 2018; Ercolani ne segue la gestione e lo sviluppo.

Con Retroscena, il foyer di via Prenestina amplia così la propria funzione: alla programmazione teatrale si affianca un luogo aperto al quartiere, dove vino, cucina e conversazione proseguono prima e dopo lo spettacolo.

Photo credits: Veronika Udod


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