Sanità, da oggi cambiano le regole per le impegnative: nuovi tempi di validità e priorità

Sanità, da oggi cambiano le regole per le impegnative: nuovi tempi di validità e priorità
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Da oggi, 1° febbraio, entra in vigore una novità importante per chi deve prenotare visite specialistiche o esami diagnostici nel Servizio sanitario nazionale. La Regione introduce nuove regole sulla validità delle impegnative — le ricette mediche necessarie per accedere alle prestazioni — con l’obiettivo di rendere più ordinato e tempestivo il percorso di prenotazione.

Impegnativa obbligatoria per accedere alle prestazioni

Per effettuare visite o esami, sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private accreditate, resta indispensabile l’impegnativa rilasciata dal medico di famiglia, dal pediatra o da un medico del Servizio sanitario regionale o nazionale. La ricetta può essere dematerializzata oppure, solo in casi eccezionali, cartacea.

Validità dell’impegnativa: le nuove scadenze

La riforma riguarda esclusivamente il tempo entro cui è necessario prenotare la prestazione, non la data in cui verrà eseguita. La validità decorre dalla data di compilazione riportata sulla ricetta. Se la prenotazione non avviene entro i tempi stabiliti, l’impegnativa scade e non può più essere utilizzata.

I nuovi limiti temporali sono:

  • U – Urgente: prenotazione entro 10 giorni
  • B – Breve: entro 20 giorni
  • D – Differibile: entro 40 giorni per le visite ed entro 70 giorni per le prestazioni diagnostiche
  • P – Programmata: entro 130 giorni

Perché cambiare: il problema delle ricette valide sei mesi

Il presidente Rocca, in un video diffuso sui social, ha spiegato che fino a oggi tutte le ricette avevano una validità uniforme di sei mesi. Una regola che, secondo quanto riferito, aveva generato un problema rilevante: un’urgenza che avrebbe dovuto essere eseguita entro tre giorni poteva invece essere prenotata anche molto tempo dopo rispetto all’indicazione clinica del medico. Rocca ha evidenziato che nel 2025 un esame o una visita urgente su tre era stato prenotato con un ritardo significativo, e lo stesso era accaduto per le altre classi di priorità. Ha aggiunto che si trattava di circa 200mila cittadini che avevano contattato i servizi di prenotazione molto tempo dopo l’emissione della ricetta, finendo così per scavalcare chi aveva ricevuto la prescrizione solo pochi giorni prima.

Secondo il presidente, questa situazione aveva reso più difficile distinguere le urgenze reali da quelle che non lo erano, penalizzando i pazienti con un bisogno effettivo e immediato. Per questo motivo ha ritenuto necessario intervenire con una modifica strutturale del sistema.

Classi di priorità: i tempi massimi di erogazione

Accanto alla validità per la prenotazione, restano in vigore le classi di priorità che indicano entro quanto tempo la prestazione deve essere erogata:

  • U – Urgente: entro 72 ore
  • B – Breve: entro 10 giorni
  • D – Differibile: entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per gli esami strumentali
  • P – Programmabile: entro 120 giorni

La priorità viene definita dal medico in base alla situazione clinica del paziente.

Primo accesso: quando si tratta della prima valutazione

La prima visita o il primo esame rappresentano il momento in cui il problema del paziente viene valutato per la prima volta e viene formulato un quadro diagnostico iniziale. Sono considerati primi accessi anche quelli dei pazienti cronici che presentano una riacutizzazione o un nuovo sintomo che richiede una rivalutazione della terapia.

Follow up: le visite di controllo

Le visite o gli esami di controllo — o follow up — riguardano invece la fase successiva al primo accesso. In questo caso il paziente ha già una terapia impostata e le prestazioni servono a monitorare l’evoluzione della patologia, verificare eventuali complicanze o confermare la stabilità del quadro clinico.

Le impegnative per il follow up sono generalmente prescritte dallo specialista che segue il paziente. L’appuntamento può essere fissato direttamente dallo specialista, dalla struttura in cui opera o tramite il CUP della stessa struttura.

Un sistema più chiaro, ma attenzione alle scadenze

Le nuove regole puntano a migliorare l’efficienza del sistema e a garantire tempi certi per l’accesso alle cure. Per i cittadini diventa però fondamentale prestare attenzione alle scadenze: prenotare entro i tempi indicati sarà essenziale per non perdere la validità dell’impegnativa.

 


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