Meloni incassa la fiducia: “Mai avuto simpatia per il fascismo”

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Alla Camera dei Deputati i sì sono stati 235 e 154 no. In 5 si sono astenuti.

Ieri è stato  il giorno del voto di fiducia: nell’aula della Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha esposto le dichiarazioni programmatiche del suo Governo in un discorso di circa 70 minuti. A seguire, la premier si è recata al Senato per la consegna del testo scritto. In serata quindi il voto. Alla Camera dei Deputati il governo Meloni ha incassato la fiducia con 235 sì e 154 no. Gli astenuti sono stati 5.


DAL DISCORSO DI MELONI ALLE REPLICHE: LA GIORNATA

Il discorso di Meloni alla Camera è un manifesto programmatico in cui la leader di FdI spazia dalla guerra (“sostegno al valoroso popolo ucraino”) ai diritti (“non limiteremo le libertà dei cittadini”), dalle tasse (taglio del cuneo fiscale e flat tax) alle pensioni (rinnovo degli strumenti in scadenza), dalle donne (“grande responsabilità essere la prima premier”) al lavoro (“non disturbiamo chi vuole fare”), dal reddito di cittadinanza (“stop per chi è in grado di lavorare”) ai migranti (“chi entra non lo decidono gli scafisti”).

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Un discorso spesso interrotto dagli applausi dei deputati, tanto che Meloni a un certo punto scherza con il vicepremier Matteo Salvini, seduto accanto a lei: “Così finiamo alle tre…“. Particolarmente calorosa la reazione dell’Aula quando la premier rivolge “un ringraziamento alle donne e agli uomini delle forze armate che hanno sempre operato in contesti difficili. La Patria vi sarà sempre riconoscente“.

L’impegno del governo Meloni, sottolinea la premier, è “dare agli italiani una nazione migliore. A volte riusciremo, a volte falliremo, ma state certi che non ci arrenderemo, non indietreggeremo, e non tradiremo le speranze che in noi sono state riposte”.

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C’è emozione e senso di rispetto“, spiega la leader di FdI all’Aula di Montecitorio. Secondo la premier “questi sono momenti di democrazia a cui non dobbiamo mai assuefarci”. E assicura: “Gli elettori hanno scelto il centrodestra e all’interno della coalizione hanno premiato alcune proposte. Manterremo quegli impegni. Sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa e rieletta, per rendere il destino dell’Italia più agevole”.

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MELONI: “MENO BUROCRAZIA E REGOLE, SERVE TREGUA FISCALE”

“Il compito di questo Governo sarà di non disturbare chi vuole fare – le parole di Meloni – Abbiamo bisogno di meno regole più chiare per tutti, meno burocrazie, non uno Stato tiranno che frustra le ambizioni dei cittadini”. “Per noi un lavoratore è un lavoratore”, spiega la premier, per i lavoratori autonomi, “spesso trattati come figli di un dio minore”, servono “tutele simili a quelle dei lavoratori dipendenti”. La ricetta del governo Meloni è “una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese in difficoltà, in particolare alle Pmi, di regolarizzare la propria posizione con il fisco”.

DIRITTI, MELONI: “GOVERNO NON LIMITERÀ LIBERTÀ”

Sul tema dei diritti, la presidente del Consiglio non si sottrae e lancia la sfida alle opposizioni: “Un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà di cittadini e imprese: vedremo anche su diritti civili e aborto chi mentiva e diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni. Combatteremo qualsiasi forma di razzismo, antisemitismo, violenza politica, discriminazione“.

MELONI: “SOSTEGNO AL VALOROSO POPOLO UCRAINO”

Sulla guerra, Meloni garantisce “sostegno al valoroso popolo ucraino che si oppone all’invasione della Federazione russa“. L’Italia andrà in Europa “a testa alta, da Paese fondatore, senza subalternità e senso di inferiorità come ci è parso sia successo in passato”, scandisce la premier. E per quanto riguarda la Nato, Meloni afferma: “L’Italia continuerà a essere partner affidabile dell’Alleanza atlantica“.

MELONI: “ESSERE PRIMA DONNA PREMIER GRANDE RESPONSABILITÀ”

“Tra i tanti pesi che sento gravare sulle mie spalle, oggi non può non esserci quello di essere la prima donna capo del governo della nostra nazione”, dice Meloni alla Camera. “Pensare alla responsabilità che ho davanti a tutte le donne che hanno difficoltà ad affermare il loro talento o vedere apprezzato i loro sacrifici quotidiani”. La premier si rivolge “a tutte le donne che hanno costruito le assi che mi consentono di salire e rompere il pesante tetto di cristallo che sta sulle nostre teste”. A tutte le “donne che hanno osato per impeto o per amore”.

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MELONI: “SIAMO NEL PIENO DI UNA TEMPESTA, NON SCAPPIAMO”

La presidente del Consiglio aggiunge: “Siamo in un contesto molto complicato, forse il più difficile dal secondo dopoguerra a oggi. Siamo nel pieno di una tempesta, la nostra imbarcazione ha subito danni, gli italiani ci hanno affidato il compito di portare la nave in porto in questa difficilissima traversata. Non ci tiriamo indietro – garantisce Meloni -, consapevoli del macigno che ci stavamo caricando sulle spalle, perché non siamo persone abituate a scappare e perché la nostra imbarcazione, l’Italia, con tutte le sue ammaccature, rimane la più bella del mondo. Un’imbarcazione solida a cui nessuna meta è preclusa”. E alle opposizioni dice: “Sia chiaro che non rinunceremo a riformare l’Italia se ci troveremo di fronte a opposizioni pregiudiziali“.

MELONI: “INTERROMPIAMO ANOMALIA GOVERNI TECNICI”

“Il mio ringraziamento più sentito va al popolo italiano, che è il titolare della sovranità – dichiara la presidente del Consiglio -. Con il rammarico per i moltissimi che hanno rinunciato a questo diritto e reputano sempre più spesso inutile il proprio voto. Perché pensano che tanto poi si decide nei palazzi e circoli esclusivi. Oggi interrompiamo questa anomalia italiana, dando vita a un governo politico pienamente rappresentativo della volontà degli italiani“.

MELONI: “MAI PROVATO SIMPATIA PER IL FASCISMO”

“A dispetto di quanto sostenuto da alcuni, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti regimi antidemocratici, fascismo compreso“, garantisce la presidente del Consiglio nel corso del suo discorso programmatico nell’Aula di Montecitorio.

“Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 come il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà la nostra storia per sempre”, prosegue Meloni.

MELONI: “TAGLIARE CUNEO FISCALE DI ALMENO CINQUE PUNTI”

“Imprese e lavoratori chiedono da tempo, come priorità non rinviabile, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo – sottolinea la premier alla Camera – L’eccessivo carico fiscale sul lavoro è uno dei principali ostacoli alla creazione di nuova occupazione e alla competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali”.

“L’obiettivo che ci diamo – aggiunge meloni – è intervenire gradualmente per arrivare a un taglio di almeno cinque punti del cuneo in favore di imprese e lavoratori, per alleggerire il carico fiscale delle prime e aumentare le buste paga dei secondi. E per incentivare le aziende ad assumere, abbiamo in mente un meccanismo fiscale che premi le attività ad alta densità di lavoro. ‘Più assumi, meno paghi‘, lo abbiamo sintetizzato, ma ovviamente questo non deve far venire meno il necessario sostegno all’innovazione tecnologica”.

PENSIONI, MELONI: “NELLA LEGGE DI BILANCIO FLESSIBILITÀ IN USCITA”

“Tutele adeguate vanno riconosciute anche a chi dopo una vita di lavoro va in pensione o vorrebbe andarci – sottolinea Meloni – . Intendiamo facilitare la flessibilità in uscita con meccanismi compatibili con la tenuta del sistema previdenziale, partendo, nel poco tempo a disposizione per la prossima legge di bilancio, dal rinnovo delle misure in scadenza a fine anno. La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo”.

Proprio quest’ultimo punto per Meloni è “una bomba sociale che continuiamo a ignorare ma che investirà in futuro milioni di attuali lavoratori, che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli già inadeguati che si percepiscono attualmente”.

MELONI: “FLAT TAX PER PARTITE IVA FINO A 100MILA EURO”

Sulle tasse per Meloni va fatta una “rivoluzione copernicana”, da cui “dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri. Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità; riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65mila euro a 100mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato”.

MELONI: “GRAZIE A MATTARELLA PER I PREZIOSI CONSIGLI”

“La celerità era naturale e doverosa. La condizione difficilissima dell’Italia non consente di titubare e perdere tempo. Non intendiamo farlo”, assicura Meloni. “Un ringraziamento sincero va al presidente Mattarella che nell’aver dato seguito all’indicazione espressa dagli italiani non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli”.

MELONI RINGRAZIA DRAGHI: “HA OFFERTO TUTTA LA DISPONIBILITÀ”

“Voglio ringraziare il mio predecessore, il presidente Draghi che ha offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno, anche se per ironia della sorte il nuovo governo è guidato dall’unico partito all’opposizione“, sottolinea Meloni, che sull’ex premier aggiunge: “Si è molto ricamato, ma non credo ci sia nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, nelle grandi democrazie”.

MELONI: “CINQUE ANNI DI LIBERTÀ, IL CORAGGIO NON CI MANCA”

“Saremo per cinque anni al servizio degli italiani: vogliamo liberare le migliori energie di questa nazione e garantire un futuro di maggiore libertà, giustizia e benessere – nota Meloni – Se dovremo scontentare qualcuno non ci tireremo indietro perché il coraggio non ci difetta”.

MELONI: “STRAVOLGERÒ I PRONOSTICI”

“Sono la prima donna incaricata come presidente del Consiglio dei ministri nella storia d’Italia, provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti – ricorda Meloni – . Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l’underdog. Lo sfavorito, per semplificare, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici, con l’aiuto di una valida squadra di ministri e sottosegretari, con la fiducia e il lavoro dei parlamentari che voteranno favorevolmente, e con gli spunti che arriveranno dalle critiche di coloro che voteranno contro”.

MELONI: “SÌ AUTONOMIA E PRESIDENZIALISMO”

Il Governo intende portare avanti “il percorso virtuoso di autonomia differenziata in un quadro di coesione nazionale”, spiega Meloni. E sul presidenzialismo osserva: “Siamo fermamente convinti che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e centralità alla sovranità popolare. Un riforma per passare da una democrazia interloquente a una decidente”. La maggioranza, secondo Meloni, è disponibile a partire dal modello francese, ipotizzato in passato “anche dal centrosinistra, ma siamo aperti ad altre proposte”.

MELONI CITA IL PAPA: “POVERTÀ NON SI COMBATTE CON ASSISTENZIALISMO”

“Rivolgo un affettuoso saluto al Papa che ha ribadito recentemente un concetto importante: la povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro – le parole di Meloni – una verità profonda, solo chi la povertà l’ha conosciuta da vicino può apprezzarla davvero. Questa è la strada che vogliamo percorrere”.

MELONI: “STOP REDDITO DI CITTADINANZA A CHI PUÒ LAVORARE”

A proposito delle misure di welfare, Meloni nell’Aula di Montecitorio sottolinea: “Ai pensionati in difficoltà o agli invalidi non sarà negato il doveroso aiuto dello Stato. Per altri, per chi è in grado di lavorare, la soluzione non è il reddito di cittadinanza ma il lavoro, la formazione e l’accompagnamento al lavoro. Il reddito di cittadinanza, per come è stato pensato e realizzato, è stata una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, per sé e per la sua famiglia”.

COVID, MELONI: “NON REPLICHEREMO IL MODELLO DEL PASSATO”

Sulla gestione della pandemia da Covid-19, Meloni sembra avere le idee chiare. E se da una parte ammette che “non sappiamo come si svilupperà la situazione”, la premier tiene però a precisare: “Non replicheremo in nessun caso quel modello, prevenzione e responsabilità sono più efficaci della coercizione in tutti gli ambiti“.

MELONI: “GRAZIE ALLE DONNE CHE HANNO OSATO”

Nel corso del suo intervento alla Camera, Meloni cita “le donne che hanno osato, per impeto, per ragione, o per amore”. E le chiama per nome: “Come Cristina (Trivulzio di Belgioioso), elegante organizzatrice di salotti e barricate. O come Rosalie (Montmasson), testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia. Come Alfonsina (Strada), che pedalò forte contro il vento del pregiudizio. Come Maria (Montessori) o Grazia (Deledda) che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell’istruzione alle bambine di tutto il Paese. E poi Tina (Anselmi), Nilde (Jotti), Rita (Levi Montalcini), Oriana (Fallaci), Ilaria (Alpi), Mariagrazia (Cutuli), Fabiola (Giannotti), Marta (Cartabia), Elisabetta (Casellati), Samantha (Cristoforetti), Chiara (Corbella Petrillo)”. “Grazie – conclude Meloni – per avere dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io”.

MELONI: “STRADA MAESTRA PER RIDURRE IL DEBITO È LA CRESCITA”

“La strada maestra per ridurre il debito non è la cieca austerità ma una crescita economica duratura e strutturale”. Così Meloni in aula alla Camera. “Ci apriremo agli investimenti esteri se non avranno logiche predatorie, se porteranno in Italia sviluppo, occupazione e know how, con benefici reciproci”.

MELONI: “ORA SERRATA LOTTA ALL’EVASIONE”

Il Governo, dichiara Meloni, si impegnerà in “una serrata lotta all’evasione fiscale a partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva” che deve essere “vera lotta all’evasione, non caccia al gettito, accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora”.

MELONI SULL’EUROPA: “FAREMO SENTIRE NOSTRA VOCE, PATTO STABILITÀ DA CAMBIARE”

Sui rapporti internazionali, la presidente del Consiglio segnala: “Faremo sentire forte la voce dell’Italia in Europa, non per frenare o sabotare l’integrazione, ma per contribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia e più vicina alle persone e alle imprese. Questo governo rispetterà le regole attualmente in vigore e offrirà il suo contributo per cambiare quelle che non hanno funzionato, a partire dal patto di stabilità“.

No a una Europa come “circolo elitario con membri di serie A e B”, chiede Meloni, con “un consiglio di amministrazione con il solo compito di tenere i conti in ordine. L’Europa è la casa dei popoli“. La postura dell’Italia “sarà dentro le istituzioni europee”, osserva la premier che cita le radici giudaico-cristiane dell’Europa e ricorda che “noi siamo gli eredi di San Benedetto, patrono dell’intera Europa“.

MIGRANTI, MELONI: “SELEZIONE DI CHI ENTRA NON LA FANNO GLI SCAFISTI”

“Sicurezza e legalità riguardano anche una corretta gestione dei flussi migratori – nota Meloni – secondo un principio semplice: in Italia, come in qualsiasi altro Stato serio, non si entra illegalmente, si entra solo attraverso i decreti flussi”. La premier spiega: “In questi anni di terribile incapacità nel trovare le giuste soluzioni alle diverse crisi migratorie, troppi uomini e donne, e bambini, hanno trovato la morte in mare nel tentativo di arrivare in Italia. Troppe volte abbiamo detto ‘mai più’, per poi doverlo ripetere ancora e ancora. Questo governo vuole quindi perseguire una strada, poco percorsa fino ad oggi: fermare le partenze illegali, spezzando finalmente il traffico di esseri umani nel Mediterraneo“.

Per Meloni “la nostra intenzione è sempre la stessa. Ma se non volete che si parli di blocco navale lo dirò così: è nostra intenzione recuperare la proposta originaria della missione navale Sophia dell’Unione europea che nella terza fase prevista, anche se mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal nord Africa. Intendiamo proporlo in sede europea e attuarlo in accordo con le autorità del Nord Africa, accompagnato dalla creazione sui territori africani di hotspot, gestiti da organizzazioni internazionali, dove poter vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto ad essere accolto in Europa da chi quel diritto non ce l’ha. Perché non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni. Il nostro obiettivo è impedire che sull’immigrazione l’Italia continui a farsi fare la selezione in ingresso dagli scafisti”.

LA LOTTA AL CARO ENERGIA

Per la premier “senza una risposta comune” dell’Europa sull’energia “si rischia di minare il mercato interno con il rischio che la speculazione riparta. Bisogna rafforzare le misure nazionali su bollette e carburanti con un investimento finanziario imponente”, sottolinea Meloni.

“Spenderemo al meglio i fondi del Pnrr senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione Ue gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa” visto l’aumento dei prezzi, annuncia Meloni. Per combattere l’inflazione arriveranno “misure concrete in legge di bilancio: vogliamo accrescere il reddito disponibile delle famiglie e allargare la platea dei beni primari che godono dell’Iva ridotta al 5%“.

MELONI: “COMBATTEREMO MAFIA SECONDO ESEMPIO BORSELLINO E ALTRI EROI”

Ho cominciato a fare politica a 15 anni, dopo la strage di via D’Amelio – ricorda Meloni nell’Aula di Montecitorio – Il mio percorso nasce da quell’eroe, da Paolo Borsellino. Affronteremo il cancro mafioso a testa alta, come ci hanno insegnato i tanti eroi che hanno rifiutato di girare lo sguardo e scappare. Legalità vuol dire anche una giustizia che funzioni”.

MELONI: “ITALIA NON È PAESE PER GIOVANI, NON BASTA DIRE CANNABIS LIBERA”

A proposito delle nuove generazioni, Meloni spiega: “L’Italia non è un Paese per giovani, la risposta più facile è stata permettere la cannabis libera a tutti. Noi non lo faremo, lo dobbiamo a questi ragazzi ai quali abbiamo tolto tutto per lasciare loro solo debiti da pagare“.

Poi un messaggio rivolto direttamente ai ragazzi: “Penso di conoscere più di altri l’universo dell’impegno giovanile. Una meravigliosa palestra di vita per i ragazzi e le ragazze, indipendentemente dalle idee politiche che sceglieranno di difendere e promuovere. Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo – dice Meloni – Mi torneranno inevitabilmente alla memoria le mille manifestazioni a cui ho partecipato con tanta passione. Senza mai prendere ordini da alcuno. Al famoso ‘Siate folli, siate affamati’, di Steve Jobs, io vorrei aggiungere ‘siate liberi’. Perché è nel libero arbitrio la grandezza dell’essere umano”.

MELONI: “MAI PIÙ BIBBIANO”

“Abbiamo assunto l’impegno di limitare l’eccesso di discrezionalità nella giustizia minorile, con procedure di affidamento e di adozione garantite e oggettive, perché non ci siano mai più casi Bibbiano, e intendiamo portarlo a termine”, è l’impegno di Meloni.

MELONI: “DIFENDERE IL CLIMA CON L’UOMO DENTRO”

“Servono investimenti strutturali per affrontare l’emergenza climatica, le sfide ambientali, il rischio idrogeologico, l’erosione costiera”, sottolinea Meloni, che promette di impegnarsi sul tema. “Non c’è un ecologista più convinto di un conservatore, vogliamo difendere la natura con l’uomo dentro: coniugando sostenibilità economica, ambientale e sociale”.

L’obiettivo per la premier è “accompagnare imprese e cittadini verso la transizione verde senza consegnarci a nuove dipendenze strategiche e rispettando il principio di neutralità tecnologica: sarà questo il nostro approccio”.

MELONI: “COLLEGARE NORD E SUD, TIRRENO E ADRIATICO, PENISOLA E ISOLE”

“Se le infrastrutture a Sud non sono più rinviabili – è il ragionamento di Meloni alla Camera – anche nel resto d’Italia è necessario realizzarne di nuove, per potenziare i collegamenti di persone e merci ma anche di dati e comunicazione, con l’obiettivo di ricucire non solo il Nord al Sud, ma anche la costa tirrenica alla costa adriatica, e le Isole al resto della Penisola”.

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MELONI: “CHI VIGILA DALL’ESTERO MANCA DI RISPETTO A POPOLO ITALIANO”

“Negli ultimi giorni parecchi fuori dai confini nazionali hanno detto di voler vigilare sul Governo, direi che possono spendere meglio il loro tempo – attacca la premier – In quest’aula ci sono valide e battagliere forze di opposizione più che capaci di far sentire la propria voce senza soccorso esterno. Chi dall’estero dice di voler vigilare sull’Italia non manca di di rispetto a me o a questo Governo ma al popolo italiano che non ha lezioni da prendere”.

MELONI: “SFRUTTARE GAS MARI E RINNOVABILI MEZZOGIORNO”

Sul tema dell’energia, ecco la posizione di Meloni: “La nostra priorità deve essere mettere un argine al caro energia e trovare altre fonti di approvvigionamento: i nostri mari possiedono giacimenti di gas che abbiamo il dovere di sfruttare appieno e il Mezzogiorno è il paradiso delle rinnovabili, un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili. Con coraggio e spirito pratico l’Italia potrebbe uscire da questa crisi più forte e autonoma di prima”.

MELONI: “ITALIA PUNTI A MARCHIO, MODA, LUSSO E DESIGN”

A proposito di Made in Italy, Meloni afferma: “L’Italia deve tornare ad avere una politica industriale puntando su settori quali il marchio, fatto di moda, lusso, design di alta tecnologia e prodotti di assoluta eccellenza in campo agroalimentare”. E sulle polemiche per la nuova denominazione del ministero dell’Agricoltura, la premier commenta: “La piena sovranità alimentare non è più rinviabile. Questo non significa mettere fuori commercio l’ananas come qualcuno ha detto, ma non dipenderemo da nazioni distanti per dare da mangiare ai nostri figli“.

MELONI: “STUPITA DA POLEMICA SU MERITO, SCUOLA APPIATTITA AL RIBASSO”

La premier torna su un altro appunto fatto sulla denominazione di un ministero, quello dell’Istruzione. “Si è polemizzato sulla correlazione fra istruzione e merito, rimango francamente colpita. Chi vive in una famiglia agiata ha la possibilità di recuperare le lacune di un sistema scolastico appiattito al ribasso, mentre gli studenti dotati di minori risorse vengono danneggiati perché quelle lacune non le colmerà nessun altro”.

MELONI: “VIOLENZA POLITICA HA ALLONTANATO PACIFICAZIONE DA NOI AUSPICATA”

“Ho conosciuto giovanissima il profumo della libertà, l’ansia per la verità storica e il rigetto per qualsiasi forma di sopruso o discriminazione proprio militando nella destra democratica italiana”, dice Meloni. Ch aggiunge: “La destra democratica italiana è una comunità di uomini e donne che ha sempre agito alla luce del sole e a pieno titolo nelle nostre istituzioni repubblicane, anche negli anni più bui della criminalizzazione e della violenza politica, quando nel nome dell’antifascismo militante ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese“. Secondo la premier, “quella lunga stagione di lutti ha perpetuato l’odio della guerra civile e allontanato una pacificazione nazionale che proprio la destra democratica italiana ha da sempre auspicato. Nell’abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta. Una comunità di uomini e donne che ha sempre agito alla luce del sole e a pieno titolo nelle nostre istituzioni repubblicane, anche negli anni più bui della criminalizzazione e della violenza politica, quando nel nome dell’antifascismo militante ragazzi innocenti venivano uccisi a colpi di chiave inglese”. Così Giorgia Meloni, parlando alla Camera, dove aggiunge: “Quella lunga stagione di lutti ha perpetuato l’odio della guerra civile e allontanato una pacificazione nazionale che proprio la destra democratica italiana, più di ogni altro, da sempre auspica”.

MELONI: “SERVE NUOVO PIANO CARCERI, 71 SUICIDI DA INIZIO ANNO È INDEGNO”

Per la presidente del Consiglio “serve un nuovo piano carceri, da inizio anno sono stati 71 i suicidi in carcere. Non è degno di una nazione civile, cosi come sono spesso indegne le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria”.

MELONI: “POTERI E RISORSE A ROMA CAPITALE”

Nel campo delle riforme istituzionali oltre al presidenzialismo e all’autonomia differenziata il Governo intende dare a Roma “i poteri e le risorse che competono a una grande capitale europea“. Lo dice la premier Giorgia Meloni nell’aula della Camera sulla fiducia. Per la provincia di Bolzano “tratteremo del ripristino degli standard di autonomia” e infine il Governo intende “dare nuova centralità ai nostri Comuni“.

ALLUVIONE MARCHE, MELONI: “NON VI ABBANDONEREMO”

Nel suo discorso alla Camera, Meloni si rivolge anche alle popolazioni delle Marche colpite dall’alluvione: “Cordoglio e vicinanza a tutta la comunità della Marche colpite dall’alluvione. Siamo al vostro fianco, non vi abbandoneremo, contate su di noi”.

MELONI: “SONO UNA PERSONA LIBERA, FARÒ CIÒ CHE DEVO”

Meloni conclude il suo discorso programmatico alla Camera citando un altro Pontefice: “Nel giorno in cui il nostro governo ha giurato nelle mani del capo dello Stato, ricorreva la memoria liturgica di Giovanni Paolo II – ricorda la premier – Un pontefice, uno statista, un santo, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente. Mi ha insegnato una cosa fondamentale, della quale ho sempre fatto tesoro. ‘La libertà non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che si deve’. Io sono sempre stata una persona libera, per questo intendo fare ciò che devo. Grazie”.

ALLA CAMERA PRESENTE L’INCARICATO DELL’AMBASCIATA USA

C’è anche l’incaricato d’affari ad interim dell’ambasciata Usa, Shawn Crowley, ad ascoltare il discorso di Giorgia Meloni alla Camera. Crowly, a Roma da luglio 2022, è arrivato a Montecitorio intorno alle 10.30 per seguire l’intervento della presidente del Consiglio dalla tribuna dell’aula.

LE PAROLE DI MELONI IN FASE DI REPLICA

Nel pomeriggio, Meloni torna nell’Aula di Montecitorio per la replica prima del voto di fiducia.

Sul Pnrr: “Non mi risulta che abbiamo mai remato contro Next Generation Eu e Pnrr. Con l’aumento dei costi delle materie prime le gare andrebbero deserte. Le risorse del Pnrr devono essere spese con la massima efficacia possibile e non capisco la tesi di chi dice che niente è possibile toccare”.

Sui rapporti con l’opposizione: “Sono d’accordo con Plutarco, gli avversari hanno una grandissima utilità perché ti attaccano e ti aiutano mettere a fuoco i tuoi punti deboli, dove magari stai sbagliando. Non avrò mai timore di parole franche e dirette, di critiche anche molto decise”.

Sul reddito di cittadinanza: “Hanno detto che abbiamo ritenuto colpevoli i percettori del reddito di cittadinanza ma noi non li abbiamo mai considerati un problema, piuttosto abbiamo considerato un problema che la classe politica voleva tenere le persone in quella condizione pur di farci cassa elettorale“.

Sulla lotta alla criminalità organizzata: “Sulle mafie spero si possa lavorare insieme, ad esempio per impedire che venga meno uno degli istituti più efficaci nel contrasto alla mafia che è il carcere ostativo“.

Sul ruolo della donna: “Le donne non hanno nulla da temere e penso che in cuor loro lo sappiano. Credo che le donne si debbano giudicare per il merito, non ho mai pensato che la libertà delle donne fosse quella di farsi chiamare ‘capatrena’ ma si basi su cose più concrete“.

Sui migranti: “Parlo da tempo con associazioni di patrioti africani, anche loro non se ne vogliono andare da casa loro. Combattere la fuga di cervelli italiani deve valere anche per gli africani che chiedono aiuto per crescere nella loro comunità, non vogliono lasciare il proprio Paese, la propria famiglia”.

Sulla scuola: “Si è detto che il merito, nell’istruzione, è nemico dell’uguaglianza. Non sono d’accordo, è esattamente su questo che cerchiamo di invertire la rotta. L’impronta progressista che si è voluto dare alla scuola italiana aveva come obiettivo il voler livellare il punto di arrivo per avere la certezza dell’uguaglianza. Ma quella non è uguaglianza, uguaglianza e merito non sono avversari ma fratelli l’uno dell’altroL’uguaglianza va garantita al punto di partenza, indipendentemente da famiglia e provenienza, ma non sulla stessa linea di arrivo. Quella dipenda da te, altrimenti non esisterà alcuna uguaglianza. Non voglio una nazione in cui il destino delle persone si decide in base alle amicizie ma in base al lavoro e al valore“.

Sulla transizione digitale: “Sul ministero della Transizione digitale non disperate, il dipartimento è al suo posto e sarà affidato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e non perderà nemmeno un minuto del lavoro fatto”.

Sulle autonomie: “Il riferimento specifico a Bolzano non era un tentativo di creare una gerarchia per le varie autonomie. Tutte le Regioni e le Province a statuto speciale devono essere difese“.

Sui rapporti internazionali e con l’Europa: “Io non devo fare nessuna scelta. La mia scelta è sempre e solo difendere l’interesse italiano, non farò mai la cheerleader di nessuno. Si è sempre tentato di farci passare per mostri ma una volta che è diventato difficile dimostrare che il mostro non esiste allora si racconta che c’è stato un cambiamento. In politica le giravolte ci sono sempre state ma non aspettatevele da noi”.

L’ultimo passaggio della replica di Meloni alla Camera è dedicata ancora al rapporto con le opposizioni: “In fin dei conti mi interessa il giudizio della maggioranza e dell’opposizione, anche se si tradisce sempre il tentativo di voler dare una legittimazione, come se ci fosse sempre qualcuno che vale di più di qualcun altro”. La premier dice che “non sono i partiti a dare la legittimazione a qualcun altro, ma sono i cittadini che danno la legittimazione ai partiti. Questo tentativo di delegittimare l’avversario ha finito per indebolire la politica. Dialogare con l’avversario, anche con forza e veemenza, riconoscendo che quel partito è legittimato dalla democrazia non serve all’avversario, ma al ruolo della politica e alla credibilità delle istituzioni”.

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DOMANI AL SENATO DISCUSSIONE E FIDUCIA

L’aula del Senato è stata convocata oggi, alle 12.30, per la consegna del testo delle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio. “Come da ordine del giorno consegno il testo delle dichiarazioni rese questa alla Camera dei deputati”. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale l’emiciclo tributa un applauso al suo arrivo, lo dice visibilmente emozionata nell’Aula del Senato dove si è recata per depositare il testo del suo discorso alla Camera.

Un intervento impegnativo“, le dice scherzoso il presidente del Senato Ignazio La Russa, mentre scrosciano di nuovo gli applausi. Mercoledì, poi, avrà luogo la discussione generale sulla fiducia al nuovo governo. Alle 16.30, la replica del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che precederà le dichiarazioni di voto sulla fiducia e la chiama.

“Come concordato con i gruppi la discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri si svolgerà nella seduta di domani mercoledì 26 ottobre con inizio alle ore 13. Per la discussione generale sono stati ripartite tre ore e 33 minuti, tenendo conto delle richieste dei gruppi. La replica del presidente del Consiglio dei ministri è prevista intorno alle ore 16.30 e le successive dichiarazioni di voto sulla fiducia avranno luogo, con trasmissione diretta televisiva, immaginiamo presumibilmente con inizio della chiama alle ore 19”. Questo quanto comunica il presidente del Senato Ignazio La Russa in Aula dopo il deposito da parte di Giorgia Meloni del testo dell’intervento alla Camera.