Le associazioni in rete per i diritti delle Donne: nascono i Caschi Rosa

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La presentazione della Rete è avvenuta nella centrale piazza Anco Marzio di Ostia la mattina di Sabato 21 gennaio. Alla base dell’idea un corpo trasversale agli enti aderenti, hub a servizio delle donne e l’inclusività come principio dell’azione nei territori. Nei prossimi mesi si presenteranno negli altri municipi romani.

 

È stata scelta la rinomata piazza di Ostia per lanciare la rete civica dei Caschi Rosa, fondata dalle associazioni cittadine LiberaMente e Meraki all’inizio del 2023 e che ha subito ricevuto l’adesione di otto organizzazioni e realtà provenienti dai diversi quadranti della Capitale che, in diversi ambiti e con strumenti differenti, si interessano ai diritti e all’empowerment delle donne,

I Caschi Rosa, nome derivante dal copricapo che viene indossato dal corpo di volontari trasversale e a servizio di tutti gli enti aderenti, un elmetto che sta a simboleggiare la tenacia e il coraggio con cui si vuole perseguire gli obiettivi, il colore rosa per identificare la banalità con cui spesso è stato trattato il tema dei diritti, soprattutto sostanziali, delle donne.

I Caschi Rosa nascono per portare su un territorio più esteso i servizi già offerti dalle organizzazioni aderenti: dall’accesso al lavoro al sostegno legale, dalla prevenzione di atti violenti all’inclusione fino al benessere fisico e al microcredito all’imprenditorialità. Questo proprio grazie ad un corpo di volontariato che agisce per promuovere e informare i cittadini sulle iniziative di tutti i membri della rete, superando le divisioni che hanno spesso caratterizzate le associazioni impegnate in questo ambito. Questo avverrà nei prossimi mesi, dopo il lancio ad Ostia patrocinato dall’Assessorato capitolino alle politiche sociali, con iniziative negli altri municipi di Roma, con hub dedicati ad offrire alle cittadine l’opportunità di trovare l’eventuale informazione, servizio o supporto a loro necessario, e di permettere a tutti, senza distinzione, di entrare nei Caschi Rosa, come ente o singolo cittadino. Nel tempo si ambisce a costituire presidi permanenti nella città in cui ogni donna possa poter ricevere l’assistenza o i servizi di cui abbisogna o venire indirizzata nel luogo più idoneo. Un modello che potrà essere riprodotto altrove. Ampie energie saranno spese nel costruire una rete accogliente e in grado di ospitare non solo le organizzazioni femministe e in generale del terzo settore, ma anche imprese e istituzioni, una condizione necessaria per avviare una co-progettazione concreta e duratura sui temi relativi al rafforzamento del ruolo della donna nella società e alla tutela e promozione dei loro diritti, in particolare sociali e lavorativi.

A tal proposito Leonardo Ruggeri Masini, Presidente di LiberaMente, co-fondatore dei Caschi Rosa, ha dichiarato: “con i Caschi Rosa si propone un modello nuovo per affrontare le criticità nell’applicazione dei diritti sostanziali delle donne: da un lato l’assunzione di una visione ad ampio spettro del problema, ponendo l’accento sull’espressione concreta dei diritti conquistati in campo lavorativo, sociale e umano, dall’altro sull’inclusione dei cittadini di sesso maschile in questo percorso, rivolgendosi anche ai diritti da conquistare”. “Non dimentichiamo infatti” prosegue il Presidente “che se ancora si combatte per i diritti delle donne ciò è dovuto alla chiusura e all’ignoranza di una parte della popolazione maschile. Per superare questo muro è impensabile non coinvolgere nel processo gli uomini sensibili a questa importante tematica. L’alternativa è il fallimento della stessa”.

Giada Lutzu, Presidente di Meraki APS e co-fondatrice dei Caschi Rosa, aggiunge: “Il progetto Caschi Rosa nasce dal bisogno di entrare in contatto e di conoscere tutte quelle realtà sul territorio che operano a favore delle donne. La creazione di una Rete che possa operare in sinergia ed attivarsi in maniera celere e capillare sul territorio crediamo possa essere beneficio dell’intera cittadinanza e delle organizzazioni stesse”. Chiosa la Presidente: “Tutela, empowerment, diritti, pari opportunità, sono i punti cardinali del progetto Caschi Rosa. Alla nostra chiamata hanno risposto prontamente le organizzazioni e le istituzioni del Comune di Roma. Il primo evento del 21 gennaio svoltosi all’interno del Municipio X ha trovato l’accoglienza calorosa del Consiglio Municipale e dell’Assessorato”. “Ogni Info Day rappresenta una grande opportunità per le organizzazioni, gli enti e la cittadinanza di fare network, di entrare a conoscenza dei servizi offerti e trovare il sostegno di cui hanno bisogno” Conclude la Lutzu.

 

 

Ai Caschi Rosa aderiscono:

 

LiberaMente

Meraki APS

Crisalide

Toponomastica femminile

Donna e politiche familiari

Gustamundo

Observo ONLUS

Muovi Municipio I

Animenta

Giovani Soluzioni APS

 

All’evento di lancio dei Caschi Rosa, tra gli altri, hanno partecipato:

 

Promotori:

Leonardo Maria Ruggeri Masini, Presidente LiberaMente

Giada Lutzu, Presidente Meraki APS

 

Istituzioni

Denise Lancia, Assessora politiche sociali e pari opportunità Municipio X,

Gianpaola Pau, Presidente Consiglio Municipale Municipio X

Mirella Arcamone, Presidente commissione politiche sociali e abitative Municipio X

Silvia Fiorucci, Presidente commissione pari opportunità Municipio X

Silvia D’Oro, Consigliera di parità della Regione Lazio

 

Aderenti:

Aurora Caporossi, Animente

Luana Sciamanna, Crisalide

Roberta Primavera, Donna e politiche familiari

Giulia Sessa, Giovani Soluzioni APS

Pasquale Compagnone, Gustamundo

Silvia Giovannetti, Muovi Municipio I

Salvatore Fiaschi, Observo onlus

Maria Chiara Pulcini, Toponomastica femminile