Grande successo a Roma per la chiusura della 7ª edizione del Salone delle Lingue:
Oltre 800 partecipanti al WeGil per la kermesse promossa da IALCA
Chiusa con un’affluenza record la due giorni dedicata allo study travel e alla formazione internazionale. Il presidente Giovanni Pappalardo: «Un’edizione straordinaria che conferma la centralità della formazione all’estero».
Si è conclusa ieri con un grande successo di pubblico la 7ª edizione del Salone delle Lingue, il principale appuntamento nazionale dedicato all’orientamento per lo study travel e la formazione internazionale, promosso da IALCA (Associazione Italiana degli Agenti e Consulenti Linguistici) negli spazi del WeGil a Roma.
La manifestazione, che ha registrato la partecipazione di oltre 800 presenze tra studenti, famiglie, docenti e professionisti, ha offerto una panoramica completa sulle opportunità di studio all’estero, confermando il valore strategico della mobilità internazionale per i giovani italiani. Un traguardo reso possibile dall’impegno organizzativo condiviso dal presidente Giovanni Pappalardo, dalla vicepresidente Ketty Mangoni e da Pina Foti, fondatrice e presidente onoraria di IALCA.
Nel tracciare il bilancio di questa settima edizione, il presidente di IALCA, Giovanni Pappalardo, ha dichiarato: «Siamo estremamente soddisfatti dell’enorme partecipazione registrata in queste due giornate, con oltre 800 persone che hanno affollato i desk espositivi e i percorsi di approfondimento. Questo grande afflusso di famiglie, studenti e docenti conferma che la formazione internazionale non è più considerata una semplice parentesi estiva, ma un pilastro fondamentale e un investimento prioritario per il futuro e la crescita professionale delle nuove generazioni».
A sottolineare il valore trasformativo di queste esperienze è stata la vicepresidente di IALCA, Ketty Mangoni: «Oggi celebriamo la settima edizione del Salone delle Lingue, ma in realtà celebriamo molto di più. Celebriamo i nostri giovani che scelgono di uscire dalla propria comfort zone per imparare una lingua dove quella lingua si vive. Quando i genitori mi chiedono perché sia importante studiare all’estero, la risposta è semplice: una lingua non si studia, si vive. In due settimane di immersione si ottiene quello che in Italia richiede mesi. È il British Council a ricordarci che la permanenza media è di 2,2 settimane, ma l’impatto dura una vita».
Un ringraziamento speciale per il successo dei percorsi formativi è arrivato dalla presidente onoraria Pina Foti, che ha voluto sottolineare l’altissimo livello scientifico e culturale dei relatori protagonisti dei seminari di questa edizione: «Desidero esprimere un ringraziamento profondo e sincero a tutti i relatori che hanno reso eccezionale il nostro programma di approfondimento e i Teacher Lab di quest’anno, offrendo contributi di altissimo livello. Un grazie speciale va a Gisella Langè, ispettrice del Ministero dell’Istruzione e del Merito per le lingue straniere; a Barbara Antonucci, docente di lingue e traduzione inglese presso il Dipartimento di Lingue, Letteratura e Culture Straniere all’Università Roma Tre; a Mario Alì, professore di Capitale immateriale, sviluppo e sostenibilità presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre; e a Iolanda Giovidelli del Liceo Quinto Orazio Flacco di Napoli».
La giornata conclusiva ha visto una forte affluenza di visitatori attorno ai desk delle scuole e delle agenzie accreditate – in rappresentanza di Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Spagna, Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Messico e Sud Africa – e una numerosa partecipazione ai seminari tematici e ai Teacher Lab dedicati all’innovazione didattica e all’uso dell’intelligenza artificiale per i docenti.
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