Sanità privata, Fatebenefratelli Isola Tiberina: cambio di proprietà e posti di lavoro a rischio

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Situazione sempre più difficile all’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina: lavoratori con retribuzioni tagliate e posti di lavoro a rischio nella ventilata ipotesi di vendita dell’azienda. Marilena De Feudis, Fp Cgil Roma Lazio, Antonio Cuozzo, Cisl Fp Lazio e Giancarlo Salmeri, Uil Fpl Roma e Lazio, si preparano a dare battaglia, con un presidio già in programma per l’11 maggio, e denunciano lo stato di totale incertezza che grava sullo storico nosocomio romano tra crisi finanziaria, procedura di concordato e gravi irregolarità nei confronti del personale. Ultimo schiaffo, la fuga dalle responsabilità dell’attuale presidenza che, dopo mesi di pressioni da parte dei sindacati, ha disertato l’incontro di ieri.

“Mille dipendenti e mille famiglie allo sbando, mentre il futuro del Fatebenefratelli è appeso a un filo e le trame di un possibile passaggio di proprietà al Gruppo Dan Donato si tessono nell’ombra, ignorando ogni obbligo di legge sulla trasparenza nei confronti dei dipendenti e dei loro rappresentanti”, attaccano i sindacalisti. “Siamo al caos: gli uomini della (presunta) nuova governance presidiano incessantemente l’ospedale senza che nessuno sappia con certezza a quale titolo convochino primari e coordinatori, l’ancora (presunto) vice-presidente operativo dell’ospedale si nasconde dietro porte chiuse e improrogabili impegni istituzionali, senza neanche il coraggio di mettere il naso fuori dalle sua stanza. Tutto ciò in spregio della più elementare considerazione di chi continua responsabilmente a far funzionare reparti e servizi, avendo già pagato un prezzo durissimo alla crisi finanziaria dell’ospedale e all’emergenza pandemica”.

“Senza pensare che a quegli stessi lavoratori è negato anche il riconoscimento per intero degli aumenti contrattuali stabiliti dal nuovo CCNL, siglato dopo 14 anni di lotta e trattative”, rimarcano De Feudis, Cuozzo e Salmeri. “Abbiamo già indetto lo stato di agitazione contro la scelta unilaterale di erogare solo il 50% degli aumenti, cioè la quota coperta da risorse pubbliche, dividere l’una tantum di 1000 euro in due tranches e spalmare gli arretrati da luglio 2020 fino a tutto il 2023. Mentre si continuano a sperperare risorse pagando migliaia di euro al mese a società di consulenza. Ora basta oltraggi ai lavoratori, metteremo in campo una mobilitazione durissima”, proseguono i sindacalisti.

“Per questo martedì prossimo, 11 maggio, saremo in presidio al Fatebenefratelli dalle ore 10 alle 12, per protestare e per denunciare ogni irregolarità su questa vicenda che va avanti dal 2014. Pretendiamo che anche la Regione Lazio intervenga: è inaccettabile che una struttura sanitaria accreditata, che vive anche di risorse pubbliche si permetta di calpestare i diritti dei lavoratori e dei contribuenti”, concludono De Feudis, Cuozzo e Salmeri. “Noi non ci fermeremo. Se non otterremo trasparenza, garanzie sui posti di lavoro e applicazione piena del nuovo contratto di lavoro, siamo pronti alle più eclatanti iniziative di protesta”.

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