La Giunta Capitolina approva le nuove Linee guida per la micromobilità condivisa. Fino a tre operatori per monopattini e tre per biciclette, parcheggi regolamentati, controlli automatici, maggiore presenza nelle periferie e tariffe agevolate per gli abbonati al trasporto pubblico. Patanè: «Vietare è la risposta comoda e sbagliata, abbiamo scelto di governarli».
Roma cambia le regole per monopattini e biciclette in sharing
Nuove regole in arrivo per monopattini e biciclette elettriche in sharing a Roma. La Giunta Capitolina ha approvato le nuove Linee guida per l’autorizzazione dei servizi di noleggio a flusso libero, aprendo la strada al prossimo avviso pubblico che definirà il futuro della micromobilità condivisa nella Capitale.
Il nuovo sistema prevede fino a tre autorizzazioni per il servizio di monopattini e fino a tre per quello delle biciclette a pedalata assistita, con una durata di tre anni e la possibilità di proroga per un periodo compreso tra quattro mesi e un anno.
Le attuali regole risalgono al 2022 per i monopattini e al 2023 per le biciclette e scadono rispettivamente il 31 agosto e il 31 ottobre 2026. È prevista una breve proroga tecnica per consentire l’allineamento temporale dei due servizi.
Monopattini a Roma: casco, targa e assicurazione
Il nuovo quadro capitolino recepisce innanzitutto le disposizioni introdotte a livello nazionale dalla legge 177 del 2024.
Per i monopattini sono previsti l’obbligo del casco per tutti i conducenti indipendentemente dall’età, targa e contrassegno identificativo, copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e divieto di sosta sui marciapiedi al di fuori degli spazi individuati dai Comuni.
A queste disposizioni Roma aggiunge una serie di norme specifiche sulla gestione dello spazio urbano, sulla distribuzione dei mezzi, sui tempi di intervento e sulle responsabilità degli operatori.
L’obiettivo è mantenere il modello della micromobilità come strumento per il primo e ultimo miglio, riducendo però i problemi legati soprattutto alla sosta irregolare e alla concentrazione dei mezzi nelle zone maggiormente frequentate della Capitale.
Parcheggi obbligatori e limiti nel centro storico
Uno dei punti centrali delle nuove Linee guida riguarda il decoro dello spazio pubblico, in particolare nel centro storico e nelle aree di maggior pregio.
Monopattini e biciclette potranno essere lasciati soltanto negli stalli individuati. Alcune strade saranno interdette alla circolazione, mentre in determinate zone la velocità dovrà scendere sotto i 6 chilometri orari, come previsto dalla normativa nelle aree pedonali.
Saranno inoltre introdotti parcheggi dedicati obbligatori e postazioni dove gli utenti potranno reperire il casco.
Particolarmente stringenti i limiti numerici previsti nelle zone centrali per ciascun operatore e per ogni tipologia di mezzo:
- 30 mezzi nella ZTL Tridente;
- 300 nella ZTL Centro Storico diurna, escluso il Tridente;
- 70 nella ZTL Trastevere notturna;
- 800 nel resto del Municipio I.
L’obiettivo è evitare un’eccessiva concentrazione di monopattini e biciclette nelle aree turistiche e più frequentate.
Più monopattini e biciclette anche nelle periferie
La strategia cambia completamente fuori dal centro.
L’area operativa di ciascun gestore non potrà essere inferiore a 95 chilometri quadrati e nelle zone periferiche individuate dal Piano generale del traffico urbano dovrà essere assicurata una densità minima di 12 monopattini e 6 biciclette per chilometro quadrato.
La presenza del servizio dovrà quindi essere garantita anche nei quartieri nei quali la domanda potrebbe risultare economicamente meno redditizia per gli operatori.
Le regole sul dispiegamento prevedono inoltre almeno 70 metri di distanza tra i mezzi disponibili dello stesso operatore, gruppi non superiori a cinque unità e almeno due metri di distanza tra raggruppamenti appartenenti a operatori differenti.
Foto obbligatoria quando termina il noleggio
Cambieranno anche le modalità con cui gli utenti potranno terminare una corsa.
La chiusura del noleggio sarà subordinata all’acquisizione di una fotografia che dimostri il corretto parcheggio del mezzo.
Le applicazioni dovranno inoltre impedire automaticamente di terminare il noleggio nelle zone nelle quali la sosta o la circolazione risultano vietate.
I mezzi lasciati irregolarmente dovranno essere rimossi entro sei ore dalla segnalazione. Nei casi urgenti o qualora l’operatore non intervenga, potrà provvedere direttamente l’Amministrazione, addebitando i costi al gestore.
Stop ai monopattini con due persone a bordo
Il nuovo bando punterà anche sull’innovazione tecnologica.
Gli operatori dovranno proporre dispositivi capaci di impedire l’avvio del monopattino quando i sensori rilevano la presenza di due persone a bordo.
Una misura pensata per contrastare uno dei comportamenti irregolari maggiormente associati all’utilizzo dei monopattini condivisi.
Sarà verificata anche l’intera catena di fornitura, compreso il rispetto delle norme antincendio nelle attività di ricarica delle batterie. Le responsabilità rimarranno in capo agli operatori autorizzati anche per le attività affidate ad appaltatori.
Sconti sui monopattini per chi ha l’abbonamento Metrebus
Tra le novità più significative figura l’integrazione tariffaria tra sharing e trasporto pubblico romano.
Tutti gli operatori saranno tenuti ad applicare una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A in corso di validità.
Lo sconto dovrà rimanere invariato per tutta la durata dell’autorizzazione.
Il riconoscimento dell’abbonato sarà automatico: Roma Servizi per la Mobilità consentirà agli operatori di verificare in tempo reale la validità dell’abbonamento e la tariffa ridotta sarà applicata direttamente nell’app utilizzata per il noleggio.
Il nuovo bando premierà inoltre l’estensione dei servizi lungo le principali direttrici metropolitane e ferroviarie urbane, favorendo l’utilizzo di biciclette e monopattini per raggiungere la destinazione finale dalle stazioni.
Flotta più giovane e servizio riservato ai maggiorenni
I veicoli utilizzati dagli operatori non potranno avere una vetustà superiore a 24 mesi, requisito che dovrà essere documentato sia all’avvio del servizio sia in occasione dei successivi reintegri della flotta.
Il servizio sarà inoltre riservato ai maggiorenni, che dovranno registrarsi attraverso un documento di identità, preferibilmente in formato digitale.
I gestori dovranno mettere a disposizione un call center attivo 24 ore su 24, in italiano e inglese, e autocertificare sia l’impiego esclusivo di energia rinnovabile per la ricarica sia le procedure adottate per il riciclo delle batterie.
La disponibilità dei mezzi non potrà scendere sotto il 90% della flotta autorizzata tra aprile e ottobre e sotto il 70% tra novembre e marzo.
Sette controlli automatici al giorno
Roma Capitale introduce anche un sistema di monitoraggio molto più stringente.
Il rispetto dei limiti relativi alla densità e alla consistenza delle flotte sarà verificato automaticamente da Roma Servizi per la Mobilità attraverso sette rilevazioni giornaliere, effettuate ogni 180 minuti tra le 5:30 e le 23:30.
Le irregolarità determineranno automaticamente un aumento del canone del mese successivo.
In caso di violazioni reiterate il sistema prevede una progressione delle sanzioni: sospensione per sette giorni, successivamente due sospensioni da trenta giorni con ritiro dei mezzi in deposito e, come misura finale, decadenza dell’autorizzazione e scorrimento della graduatoria.
Anche durante la sospensione l’operatore continuerà a versare il canone.
Prima dell’adozione dei provvedimenti sarà comunque garantito il contraddittorio, con dieci giorni a disposizione per presentare le controdeduzioni.
I gestori saranno inoltre obbligati a trasmettere i dati dinamici in tempo reale al Dipartimento competente e a Roma Servizi per la Mobilità. È previsto anche un tavolo di coordinamento trimestrale tra aziende e Polizia Locale.
Patanè: «Vietare i monopattini sarebbe la risposta sbagliata»
La scelta di Roma arriva mentre diverse grandi città europee hanno assunto decisioni restrittive nei confronti dei monopattini condivisi.
A sottolineare la strategia della Capitale è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, ricordando le esperienze di Parigi e Madrid e i problemi causati dalla sosta selvaggia dei mezzi.
«Il monopattino rovesciato sul marciapiede, davanti a uno scivolo o a una fermata dell’autobus, è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte», osserva Patanè.
Secondo l’assessore, tuttavia, eliminare completamente il servizio significherebbe rinunciare a uno strumento utile per coprire il primo e l’ultimo miglio.
«Vietare è la risposta comoda e sbagliata: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio, cioè esattamente il pezzo di viaggio che il trasporto pubblico fa più fatica a coprire. La strada che abbiamo scelto è più faticosa: governarli».
Dalla situazione del 2021 al nuovo modello di sharing
Patanè ha ricordato anche l’evoluzione della micromobilità romana.
Nel 2021 nella Capitale operavano sette società con oltre 26mila mezzi, mentre il successivo regolamento ha ridotto a tre gli operatori e redistribuito migliaia di veicoli dal centro verso gli altri quartieri.
Secondo l’assessore, anche le abitudini di utilizzo mostrano come lo sharing sia progressivamente diventato uno strumento di mobilità quotidiana.
I giorni di maggiore utilizzo non sarebbero infatti più il sabato e la domenica, ma mercoledì e giovedì, elemento che indicherebbe un utilizzo crescente da parte dei residenti per gli spostamenti ordinari.
«Non è più il gioco del fine settimana o il noleggio del turista – sottolinea Patanè – è il modo in cui i romani coprono l’ultimo pezzo del viaggio».
Roma punta sulla micromobilità integrata con metro e autobus
Il nuovo modello punta quindi a trasformare ulteriormente monopattini e biciclette condivise in una componente del sistema della mobilità urbana di Roma, anziché considerarli semplicemente un’alternativa a metro e autobus.
Due gli elementi strategici: da una parte gli sconti automatici per gli abbonati annuali Metrebus, dall’altra l’obbligo per gli operatori di garantire una presenza significativa anche fuori dal centro.
«La micromobilità condivisa deve servire chi vive a Roma, non soltanto chi la visita», conclude Patanè.
Con l’approvazione delle Linee guida, il prossimo passaggio sarà ora la pubblicazione dell’avviso pubblico per la selezione dei nuovi operatori, che tradurrà la cornice stabilita dalla Giunta Capitolina nelle condizioni operative del servizio per i prossimi tre anni.
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