Anna Magnani è ancora la ‘Lupa regina’

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Anna Magnani in un'immagine d'archivio. A 40 anni dalla morte esce la biografia dell'attrive firmata da Matilde Hochkofler mentre il Festival del Cinema di Roma le dedica una mostra, 'Ritratto di Anna' realizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Roma, 9 novembre 2013. ANSA/ US +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Se ne è andata quasi 50 anni fa ma Anna Magnani resta il volto del più grande cinema italiano, la sacerdotessa del neorealismo, la Pina di “Roma città aperta” (1945), la prima italiana a vincere l’Oscar (“La rosa tatuata”, 1955), Nannarella per tutti i romani, la “Lupa romana” secondo la celebre definizione coniata per lei da Gilles Jacob, per decenni patron di Cannes. E il festival rinnova l’antico legame con quella che il Times definì “Divina, semplicemente divina” presentando il sorprendente documentario di Enrico Cerasuolo “La passione di Anna Magnani” coprodotto con Istituto Luce – Cinecittà. Non è certo il primo ritratto dell’attrice ma il lavoro di Cerasuolo sorprende per la cura filologica, i rari e spesso inediti materiali d’archivio (anche dati dalla famiglia), le voci di chi la descrive con rara partecipazione, da Luchino Visconti a Burt Lancaster. Dopo la passerella a Cannes Classics il documentario sarà tra i gioielli del “Cinema ritrovato” a fine giugno dalla Cineteca di Bologna.

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