Presentati in Campidoglio i nuovi step del progetto dedicato ai bambini orfani delle vittime di femminicidio: Airone

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È stato presentato lo scorso 11 ottobre, negli spazi della Sala della Protomoteca del Campidoglio, con un parterre di giornalisti, addetti del settore e cariche pubbliche, il Progetto Airone dedicato agli organi di femminicidio e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Capofila del progetto, che include una rete di ben 28 partner, Il Giardino Segreto, associazione no profit che da anni si occupa non solo degli orfani ma anche delle famiglie affidatarie.

Tanti i temi trattati nel corso della giornata di lavori moderata dalla giornalista Rai Sabrina Carreras. Al microfono, insieme a Patrizia Schiarizza, Avvocata e Presidente de Il Giardino Segreto, si sono avvicendati, tra gli altri, per i saluti istituzionali, , Marco Rossi Doria, Presidente dell’Impresa Sociale Con i Bambini,  Enrica Onorati, Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della Regione Lazio Maria Masi, Avvocata e Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Scorza, Avvocato e Componente del Garante per la protezione dei dati sensibili, Mariantonia Secconi, Maggiore dei Carabinieri e Comandante della Sezione Atti Persecutori RACIS e Valeria Valente, Senatrice già Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio.

“Il Progetto Airone è di grande importanza. Il lavoro da fare è tanto e complicato. Non c’è in Europa un altro progetto simile. Quando si è apripista ci si chiede, spesso, se si stia facendo un buon lavoro. Il lavoro è grande perché le istituzioni si sono attivate ma non sono ancora allineate. Lo Stato è troppo lento, nonostante la buona volontà. I tempi dei bambini, però, sono oggi. Adesso” dichiara Rossi Doria.

“Questo è un progetto ambizioso quanto necessario di ritrovo della felicità per i bambini e le bambine che hanno vissuto quello che noi, come istituzioni, tentiamo di fronteggiare cioè la violenza sulle donne. È un progetto che si interseca con quelle che sono le politiche interne alla Regione Lazio che a partire dal 2017 ha introdotto un contributo economico e psicologico, fino ai 29 anni di età, per i bambini figli delle vittime di femminicidio” dichiara l’Assessora Onorati.

“La violenza domestica è un problema anche culturale che noi cittadini, tutti noi, dobbiamo combattere. Possiamo farlo attraverso la cultura già a partire dalle scuole primarie, possiamo farlo attraverso l’informazione alle vittime circa i loro diritti ma anche attraverso la formazione degli agenti che devono essere empatici ma anche efficaci. Noi Carabinieri siamo i primi ad approcciare alle vittime. Siamo l’avamposto dello Stato. Ma dopo il soccorso iniziale, però, non sappiamo che fine fanno le vittime. Grazie a questo progetto riusciamo a seguire i casi anche dopo il procedimento preliminare” sottolinea Mariantonia Secconi.

Toccanti e di grande importanza, sono stati poi gli interventi di alcuni testimoni. Tre storie differenti tra loro che hanno dato la percezione a tutti i presenti di ciò che realmente si trovano ad affrontare le famiglie affidatarie di questi bambini e di quanto può esser utile l’incontro con il Progetto Airone non solo per la dote educativa che questo può fornire, ma anche per l’affiancamento di un team di esperti per il sostegno psicologico. Il progetto nasce proprio con la consapevolezza dei suoi promotori dell’esistenza di un “dopo” e di chi resta, soprattutto dell’esistenza dei bambini ai quali vengono strappate le ali della spensieratezza ma che meritano di tornare ad esser felici. Bambini traditi da chi ha ucciso la loro madre e traditi dallo Stato, di cui tutti facciamo parte, che avrebbe dovuto proteggerla.
I partecipanti alla conferenza hanno quindi potuto conoscere la storia di Francesca che negli anni ’70, all’età di cinque anni, ha assistito all’omicidio della madre, quella di Matteo a cui hanno ucciso la figlia e si è ritrovato a combattere contro le istituzioni per l’affidamento dei nipoti, e quella di Carmelo che si è fatto carico dei figli di sua cugina, che neanche conosceva, affrontando, sempre con sorriso e positività, i problemi economici e sociali che questo ha comportato.

Grazie a queste testimonianze si è entrati poi nel vivo del progetto Airone descrivendo tutte le azioni che vengono compiute a supporto dei bambini e delle famiglie affidatarie. Prima fra tutte la presa in carico dei bambini da parte del Tutor familiare che deve saper accogliere e ascoltare, creando un ponte di fiducia tra la famiglia e il progetto. A questa figura poi è associata un’equipe multidisciplinare formata da professionisti di diverse aree della crescita del bambino, da quella sportiva, psicologica, medica, a quella scolastica. Attraverso queste professionalità viene così costruito un piano educativo, concordato con la famiglia, che si avvale di una dote che può arrivare a diecimila euro per ogni bambino.

A parlare del Progetto Airone e delle sue linee di intervento sono state Emanuela Iacchia Docente di psicologia della famiglia presso l’Università Ludes di Lugano, socia de Il Giardino Segreto, Maria Rita Mancaniello Professoressa Associata di Pedagogia Generale e sociale e Direttrice del Master di I livello su bambini /e adolescenti orfani/e di femminicidio presso l’Università di Firenze, Carmela Pace, Presidente del comitato italiano Unicef, Renato Briante, Responsabile Progetti Fondazione Assistenti Sociali, Nicola Malorni, Analista per l’infanza e l’adolescenza e Presidente Kairos Coop. Sociale Onlus, e Marco Aguzzi, psicologo e psicoterapeuta, Responsabile e Consulente Associazione Conte di Montevecchio Onlus.

In questo scenario grazie alla collaborazione con il partner tecnico Wind Tre, è stato presentato il primo Numero verde del progetto Airone, un servizio di assistenza attivo 7 giorni su 7 dalle ore 09.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. Una voce “amica” in grado di rendere tempestiva ed efficace la risposta alla richiesta di aiuto. Il numero verde di Airone è 800990044, gratuito e anonimo.

“Poter contribuire ad aiutare le piccole vittime, perché di vittime si tratta, rende noi di Wind Tre particolarmente orgogliosi. – dichiara Francesca Chiocchetti, Public Affair Director – Noi siamo impegnati nel dare attenzione a tematiche che riguardano l’educazione al digitale dei giovani e al loro approccio ai dispositivi e a internet. È il nostro modo di dare un valore a quello che la telefonia, la rete, può fare. La digitalizzazione può essere un grande strumento di supporto”.

La seconda parte della mattinata è stata invece dedicata alla tavola rotonda dal titolo Conoscere e riconoscere la violenza e l’importanza della narrazione con Maria Montelone Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Oria Gargano Presidente Be Free Cooperativa Sociale, Vincenzo Carretti Professore Ordinario di Psicologia Dinamica Università LUMSA di Roma, Arianna Armanini Sostituta Procuratrice della Repubblica presso la Procura della Repubblica di Tivoli. Un momento di confronto sulla violenza, su come riconoscerla e come prevenirla e sull’importanza della narrazione contro stereotipi e pregiudizi retaggio di una società ancora troppo patriarcale.

“Abbiamo presentato il Progetto Airone, entrando così nella fase operativa. Durante la mattinata in Campidoglio abbiamo voluto raccontare, insieme ai nostri partner di progetto, il lavoro che svolgiamo da circa sette anni sulla sensibilizzazione nei confronti dei bambini orfani di crimini domestici. Airone è un progetto di presa in carico che si basa sulla figura dei tutor che raccolgono quelli che sono i bisogni dei beneficiari del progetto e delle famiglie affidatarie condividendo le informazioni con le equipe multidisciplinare per la creazione di un vero e proprio piano educativo all’interno del quale ci sarà una dote educativa che potrà arrivare a circa 10 mila euro per ogni bambino. Questo progetto vuol dire restituire opportunità di vita e far sì che questi bambini non siano più chiamati orfani speciali ma siano bambini con le stesse opportunità degli altri” conclude Patrizia Schiarizza.