LAZIO, BONAFONI SU ROCCA: VUOLE LASCIAR MORIRE I CENTRI ANTIVIOLENZA NELLE UNIVERSITÀ DEL LAZIO?

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“Preoccupa decisamente, ad oggi, il destino dei Centri Antiviolenza aperti all’interno delle università della nostra Regione. Un CAV chiuso a novembre all’Università di Cassino e uno, quello a Roma Tre, il cui finanziamento è arrivato a scadenza senza esser rinnovato, mentre per altri i finanziamenti arrivano a scadenza a breve, senza che siano ancora usciti i nuovi bandi.

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Insomma, Rocca vuole realmente far morire i centri antiviolenza nelle università della Regione? È questo che intendeva dire l’assessora Baldassare quando affermava di avere proprie idee su cosa finanziare per l’antiviolenza? Veramente spegnere dei servizi essenziali in questo momento storico è la scelta migliore?

 

Dietro quei CAV, aperti nelle università delle nostre città, ci sono storie, volti e voci di centinaia di ragazze che si sono rivolte alle operatrici antiviolenza e ora rischiano di ripiombare nel vuoto, senza neanche una comunicazione ufficiale. Senza parlare delle decine di professioniste dell’antiviolenza, che dall’oggi al domani restano senza un lavoro e senza una spiegazione.

 

Per questo, chiediamo al presidente Rocca di rifinanziare le attività dei CAV nelle università, garantendone la continuità. E anziché chiuderli, poter prevedere nuovi servizi. Per mostrare e dimostrare che veramente il contrasto alla violenza di genere è una priorità irrinunciabile per la Regione Lazio, soprattutto in questo preciso momento e di fronte al grande dibattito che percorre tutto il Paese”.

 

Così in una nota la consigliera regionale  Marta Bonafoni, presidente della XIII Commissione “Trasparenza e pubblicità”.