Da ieri, a Roma, c’è un dolce che può cambiare la vita a 12 donne rifugiate

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L’appello di Compagnone, ideatore del progetto “In cammino… con Gustamundo”:

<<Mi rivolgo ai ristoratori romani: adottate uno di questi dolci, per voi non è un costo gravoso ma per queste donne è una possibilità di futuro e speranza>>

Si è tenuta ieri “Un dolce che cambia la vita”, la presentazione e degustazione dei dolci preparati dalle 12 donne rifugiate che hanno partecipato al primo Laboratorio di Pasticceria Etnica e Solidalesicurezza sul lavoro e controllo degli alimenti (HACCP) presso il Ristorante Gustamundo, in via Giacinto De Vecchi Pieralice, 38. Diverse persone, associazioni, clienti e sostenitori/amici di Gustamundo, sono accorsi alla degustazione curata dal gruppo di cuoche migranti e richiedenti asilo dell’Associazione di Promozione sociale “In cammino con Gustamundo”.

Il progetto alla base dell’iniziativa è stato ideato da “In Cammino con Gustamundo” e sostenuto dal bando di PartecipAzione, il programma di Intersos e UNHCR ITALIA – Agenzia ONU per i Rifugiatiche promuove la partecipazione attiva delle persone rifugiate.  L’obiettivo: creare e promuovere opportunità e attività volte a favorire l’integrazione di beneficiarie e beneficiari di protezione internazionale e di richiedenti asilo, rafforzando la loro partecipazione attiva alla vita sociale, economica e culturale. Al corso hanno partecipato 12 donne rifugiate provenienti da: UCRAINA, ALGERIA, KURDISTAN, AFGHANISTAN, SOMALIA, BANGLADESH, SUDAN, AZERBAIJAN, NIGERIA E MAROCCO.

Tutto è nato da Pasquale Compagnone, dal suo progetto innovativo e unico nel suo genere: la cucina come luogo di riabilitazione e di speranza per chi fugge dal proprio Paese a causa di miseria, guerre e violenze subite.

Un modello di impresa e di lavoro che si sviluppa in tre fasi: Accoglienza, Formazione, Autonomia.

Mankouche, Warbat, Baklava, Richebond sono alcuni dei dolci presentati e offerti ieri al pubblico dalle 12 donne rifugiate. Afnan dal Bangladesh, Jamila dall’Algeria, Imman dal Kurdistan, Roxana dall’Azerbaijan, Mamoul dal Marocco, alcune delle donne presenti.

Al termine della presentazione, Compagnone, visibilmente emozionato, ha lanciato un appello ai ristoratori per far inserire i dolci del laboratorio etnico e solidale nei menù dei ristoranti romani; un piccolo gesto che può fare la differenza offrendo alle 12 donne una vera opportunità di lavoro.

A settembre, presso Gustamundo Roma, si terrà una degustazione riservata solo ai ristoratori.