CORONAVIRUS. OMCEO ROMA: FOCOLAIO SAN RAFFAELE? INDAGINE SIA RAPIDA MAGI ALLA ‘DIRE’: IN CITTÀ MANIFESTAZIONI PREOCCUPANTI, NON ABBIAMO IMPARATO NULLA

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Roma – “I numeri tornano a crescere, speriamo di riuscire a controllare il focolaio del San Raffaele. Il solo fatto che sia stato identificato e’ gia’ un successo, ma ora la ricerca epidemiologica deve essere fatta in tempi rapidi, per ricostruire tutti i contatti di chi e’ risultato positivo”. Risponde cosi’ il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire sul focolaio
dell’Irccs San Raffele Pisana.
Il primo bilancio, non definitivo,
parla di 37 persone risultate positive al test del Covid-19 (sono
stati eseguiti per ora oltre 700 test, 300 sui degenti e piu’ di
400 sugli operatori).
“Ancora non e’ chiaro se siano stati i pazienti ad infettare
il personale sanitario o viceversa – prosegue Magi – Ma il concetto
importante da sottolineare e’ che il virus ancora circola ed e’
facile creare nuovi focolai. Il contagio parte da una persona e
serve molta attenzione, perche’ questa persona poi torna a casa e
incontra i suoi familiari, i quali vanno poi a fare la spesa,
magari a cena in un ristorante oppure al parco o in spiaggia. Non
ci vuole niente a tornare alla situazione di partenza”.
Magi ricorda anche che “ci sono persone asintomatiche che girano in strada” e che “e’ assurdo non proteggersi. In questi giorni – sottolinea ancora il presidente dei camici bianchi capitolini – ho visto manifestazioni e ‘bagni di folla’ veramente preoccupanti. Vuol dire che non abbiamo imparato nulla. E attenzione: ripiombare in una situazione di emergenza sarebbe un secondo errore anche a livello economico, proprio ora che stiamo cercando di far ripartire l’economia con tutte le difficolta’ del caso. Un’altra chiusura sarebbe letale”. Secondo Magi, allora, bisogna essere “piu’ responsabili e
rispettare le regole. A volte ci scontriamo con l’incoscienza delle persone e con la totale mancanza di un’educazione civica e del rispetto verso il prossimo. In alcuni casi siamo arrivati persino al negazionismo- conclude- forse quelle persone dovrebbero andare a farsi un giro al San Raffaele…”.