Manchester United-Roma 3-2: Soulé e Malen illudono, Cunha ribalta tutto. Un’altra rimonta subita in Champions

Manchester United-Roma 3-2
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a cura di Pierpaolo Di Leva

Champions League 2026/27, 4ª giornata – Old Trafford, Manchester – Arbitro: Gil Manzano (Spagna)

Manchester United-Roma 3-2. Un primo tempo perfetto, una ripresa da incubo. A Old Trafford, davanti a oltre settantatremila spettatori, la Roma di Gian Piero Gasperini va avanti 2-0 con Matías Soulé e il rigore di Donyell Malen, sembra avere la partita in pugno contro uno United in grande difficoltà, e poi si fa rimontare: il rigore di Bruno Fernandes e la doppietta in tre minuti di Matheus Cunha consegnano la vittoria agli inglesi. Come già contro il Real Madrid all’Olimpico, la Roma butta via un doppio vantaggio in Champions League, e questa volta fa ancora più male.

Emergenza tra i pali: c’è Vasquez

Gasperini è arrivato a Manchester con un’altra assenza pesante: dopo Svilar, anche Gollini non era disponibile, e tra i pali è toccato a Devis Vasquez. Per il resto il solito 3-4-2-1, con Soulé e Mora alle spalle di Malen. Dall’altra parte Michael Carrick, sotto pressione per i risultati negativi dello United, ha schierato Cunha unica punta.

Soulé e Malen: la Roma gela Old Trafford in diciotto minuti

L’avvio è stato tutto giallorosso. All’11’ Rodrigo Mora ha servito Soulé, che tutto solo in area ha battuto Lammens con il mancino. Pochi minuti dopo la Roma ha raddoppiato: rigore per i giallorossi e Malen freddo dal dischetto per lo 0-2. Old Trafford ha cominciato a manifestare il proprio malcontento, e la squadra di Gasperini sembrava padrona assoluta del campo.

Il primo tempo ha avuto però anche le sue ombre. Al 21’ Rensch si è fermato per un problema muscolare ed è stato sostituito da Lulli, che ha sofferto l’atmosfera e ha rimediato un giallo ingenuo. Ammoniti anche Soulé e Malen. Lo United ha provato a reagire soprattutto con Cunha. All’intervallo il 2-0 sembrava una base solida.

Il rigore contestato e il doppio palo di Mbeumo

All’intervallo Gasperini ha inserito Pisilli al posto di Mora, mentre Carrick ha mandato in campo Tielemans. La partita è cambiata quasi subito. Lo United ha alzato ritmo e pressione, e attorno al 55’ l’arbitro Gil Manzano ha assegnato un rigore molto discusso per un contatto tra Mancini e Cunha. Dal dischetto Bruno Fernandes ha accorciato al 58’.

Da quel momento la Roma ha smesso di giocare. Mbeumo ha sfiorato il pareggio con un clamoroso doppio palo, e Gasperini ha provato a ridare energia con Ghilardi e Ndicka al posto di Mancini ed Hermoso, poi con Castro per Malen. Ma la squadra ha continuato a soffrire, incapace di ritrovare la qualità del primo tempo.

Tre minuti di Cunha: dal 2-2 al 3-2

All’83’ è arrivato il pareggio. Bruno Fernandes ha suggerito in area, Balerdi ha mancato l’intervento e Cunha ha sfruttato l’errore per il 2-2. Old Trafford è diventato una bolgia. Tre minuti dopo il brasiliano ha completato la rimonta: assist di Shea Lacey, conclusione potente sul primo palo e 3-2.

Cunha si è tolto la maglia per esultare, rimediando un giallo, e nel recupero si è fatto espellere per un secondo cartellino dopo un’entrata in ritardo su Balerdi. Ma la Roma, in superiorità numerica negli ultimi minuti, non ha trovato la forza di reagire.

Una lezione che la Roma deve imparare

La Roma resta a quattro punti in classifica, lo United sale a sei. Ma al di là dei numeri, la sconfitta di Old Trafford pone una domanda che dopo il Real Madrid non si può più ignorare: perché questa squadra, capace di dominare un tempo intero in uno degli stadi più importanti d’Europa, crolla così nella ripresa? Le pagelle sono state severe, soprattutto con Balerdi, decisivo in negativo sul pareggio, e con lo stesso Gasperini, per una ripresa in cui la squadra ha smesso di giocare.

Restano i quarantacinque minuti iniziali, tra i migliori della stagione, e i gol di Soulé e Malen. Ma in Champions League non basta giocare bene per un tempo. Sabato 7 novembre all’Olimpico arriva il Sassuolo: la Roma dovrà ripartire subito in campionato, dove resta nelle zone alte della classifica, e lasciarsi alle spalle un’altra notte europea amarissima.