SETTIMANA BLUES all’ALEXANDERPLATZ da martedì 7 a domenica 12 novembre

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L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, da martedì 7 a domenica 12 novembre, una rassegna blues, organizzata in collaborazione con il Big Mama, locale blues di Trastevere che ha chiuso i battenti nel 2020. Entrambi i locali hanno iniziato l’attività 40 anni fa, nel 1984, e hanno recentemente iniziato una collaborazione per continuare ad offrire al pubblico romano quegli appuntamenti Blues e non solo che hanno caratterizzato la programmazione del Big Mama per tanti anni.

Martedì 7 novembre, Lorenzo Simoni Trio, omaggio a Massimo Urbani. Lorenzo Simoni, sax, con Marco Valeri alla batteria ed Alessandro Bintzios al contrabbasso. Ha vinto il Premio Internazionale Massimo Urbani. Lorenzo Simoni è un sassofonista e compositore italiano, nasce a Barga il 20 dicembre 1998 e si avvicina al sassofono all’età di 11 anni. Sassofonista di stampo classico e jazz, consegue la laurea specialistica in sassofono classico con lode e menzione d’onore al Conservatorio P. Mascagni di Livorno e un’ulteriore laurea di secondo livello all’accademia di SienaJazz. Inizia ad esibirsi in pubblico sin da piccolo, all’età di tredici anni. Suona in veste di solista con le orchestre del Conservatorio Boccherini di Lucca e del CAM di Empoli ed è vincitori di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, sia nell’ambito della musica classica che del jazz. Concludendo il percorso di liceo e intensificando l’attività concertistica, si rivela in poco tempo unico nel suo genere intraprendendo un percorso che comprende sia la musica classica che quella jazz a livello professionale. Sono infatti molteplici le collaborazioni con artisti provenienti da entrambi i mondi come Nasheet Waits, Jason Palmer, Mario Marzi, Christian Lauba, Steven Feifke, Giovanni Tommaso, Fabrizio Meloni, Enrico Rava, Victor Morosco, Javier Girotto, Mauro Grossi, Anna Bulkina, Saxofollia, Stefano di Battista, Nico Gori, Massimiliano Messieri, Francesco Petreni e molti altri. Questi rapporti gli permettono di esibirsi su numerosi palcoscenici ed eventi non solamente italiani; tra questi troviamo: il Berklee Performance center a Boston, Bimhuis ad Amsterdam, Cheltenham jazz festival, Chigiana International Festival, Teatro La Fenice, Umbria Jazz, Umbria Jazz Winter, Veneto Jazz, Piacenza jazz festival, Bologna Jazz Festival, Ferrara Jazz Club, Teatro degli Arcimboldi di Milano, Web Notte di Repubblica TV, Livorno music festival, Jazz Italiano per le terre del sisma all’Aquila, Teatro Palladium di Roma, Monfràjazz Festival, Barga jazz festival, Festival Forfest (Repubblica Ceca), IseoJazz, PisaJazz, ValdarnoJazz, BorgoinJazz, Casa del jazz a Roma, Teatro Goldoni a Livorno […] Ha tenuto masterclass al XXVI Congresso internazionale del sassofono a Fermo, Accademia Italiana del sassofono, Saxophone Days a Udine e Fanano saxophone week (MO) Frequente l’attività da sideman in formazioni e progetti come il Nico Gori’s Tentet, Vittorio Solimene “Alexithymia”, Saxofollia, Il Sestetto Scorretto di Giacomo Serino, Five Angry Man […] In qualità di leader è fondatore del duo da camera insieme alla pianista Susanna Pagano, formazione con la quale vengono eseguiti brani di repertorio, trascrizioni e composizioni inedite per sassofono. SIMONI: TEOLIS, duo creato insieme al trombettista romano Iacopo Teolis. Lorenzo Simoni 4TET, quartetto dove esegue le sue composizioni originali insieme ad alcuni dei migliori giovani musicisti italiani. In veste di compositore, pubblica il suo primo lavoro “Candela” per sassofono solo sotto la casa editrice “DaVinci Publishing”. Mercoledì 8 novembre, Lello Panico Trio. Chitarrista, compositore, songwriter e didatta. Nell’arco della propria carriera ha suonato di tutto, dal rock al jazz, dalla musica brasiliana alla fusion e al funk, per tornare felicemente al suono del blues e al linguaggio della musica soul, suo primo e immenso amore, con consapevolezza e convinzione del principio secondo cui una chitarra elettrica, prima di qualsiasi altra cosa, suona il Blues.Originario di Caserta, muove i primi passi nell’ambito musicale negli anni 70. Come tutti i ragazzi di quella generazione si innammora del suono dei grandi chitarristi rock blues dell’epoca, da Jimi Hendrix a Eric Clapton, Led Zeppelin etc. Prima di allora, la musica che girava in casa era targata Beatles, Stevie Wonder, Ray Charles e tanti altri fantastici talenti che avrebbero poi formato Lello musicalmente.A fine anni 70 comincia ad ascoltare il jazz e, finalmente, a inizio anni 80 comincia a frequentare l’ambiente musicale napoletano. Ascolta e cerca di rifare i fraseggi di Charlie Parker, Wes Montgomery, Joe Pass, Oscar Peterson, Bill Evans e, insomma, tutto quel che gli capita di ascoltare.Cominciano i primi lavori in studio di registrazione e , contemporaneamente, svolge un’intensa attività live nei clubs cittadini.Nel 1989 registra il primo album a suo nome, prodotto da Gianfranco Salvatore. La band si chiama Lello Panico & Phoenix, l’album è intitolato Fronne (Gala Records). I musicisti ospiti sono Massimo Urbani, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Pippo Matino.Dopo diverse esperienze, nel 1993 registra il suo nuovo album per la Via Veneto Jazz di Biagio Pagano, The Secret. La line up è formata da John Patitucci, Joey Calderazzo, Rick Margitza, Stefano Di Battista, Pietro Iodice, Dario Rosciglione, Andrea Beneventano.

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Stilisticamente, nello stesso periodo, il suono della chitarra di Lello Panico è più vicino ai chitarristi blues che non ai chitarristi jazz e, poco dopo, avviene un cambiamento repentino.

L’amore per i grandi songwriters americani e la sua vena compositiva lo portano ad abbracciare in pieno la musica elettrica. Lavorando in studio con musicisti come Luca Trolli, Enrico Solazzo e Joe Lepore, decide di mettere su una band elettrica Blues oriented. Conosce il cantante americano Shawn Logan e insieme fondano la band Blue Messengers, per la quale scrive tutto il materiale originale. Il grande Biagio Pagano accoglie entusiasticamente questa nuova direzione di Lello e, nel 1997, produce il primo album della band intitolato appunto “Blue Messengers”. Contiene 10 brani tutti originali. Le recensioni sono entusiastiche e la band comincia una lunga serie di concerti in lungo e largo per l’Italia. Nel 2000 arriva il secondo album della band intitolato “Blues To Gray” inanellando un numero di concerti impressionante per una band italiana di Rock Blues.Nel 2001 viene chiamato da Stefano Mastruzzi a far parte del corpo insegnanti del St. Louis College Of Music in qualità di coordinatore del dipartimento di Chitarra Rock, Blues & Jazz.

Archiviata l’esperienza con i Blue Messengers, Lello Panico forma una nuova band con Tim Fritz, bassista cantante di New York, ex Popa Chubby Band. La band è denominata Lello Panico & The Fritz Gang e l’album registrato nell’estate del 2003 per la Baol Music di Biagio Pagano, è intitolato “Out Of Blue”. Oltre Lello Panico e Tim Fritz la band è composta da Lucrezio de Seta (batteria) e Enrico Solazzo (piano e organo).

Nel 2005 pubblica il metodo per chitarra blues intitolato Fulloptional Guitar (Carisch / St. Louis). Dopo anni passati a suonare il blues in giro per mezza europa, nel 2006 Lello incontra Tollak Ollestad, armonicista cantante e pianista di grande talento, nell’ambito dell’Euro Bass Day di Verona. Musicalmente è un vero e proprio colpo di fulmine. Lello Panico forma la band Blue Noise con Luca Trolli (Drums) e Francesco Puglisi (Bass) e comincia a scrivere a 4 mani con Tollak i brani che formeranno l’ossatura dell’album Glory Days (Alice Records). Gli ospiti chiamati a raccolta da Tollak sono di tutto rispetto e si chiamano Robben Ford, Jimmy Haslip e Russell Ferrante (Yellow Jackets). Grazie al lavoro di Dario Rosciglione in veste di produttore nel 2009, con questa grande band, Lello Panico calca il palco del 1° Maggio in diretta televisiva nazionale al fianco del grande Robben Ford davanti a quasi un milione di persone.Nell’estate del 2013, in 5 giorni registra il suo primo album interamente strumentale dopo 20 anni (l’ultimo era The Secret). Raduna una band di ottimi musicisti e, senza l’apporto di ospiti “famosi”, tira fuori una manciata di brani elettrici che rispecchiano in pieno tutte le esperienze musicali di una vita. L’album si intitola Fifty Years Ago, pubblicato per Camilla Records di Stefano Mastruzzi. Giovedì 9 novembre, Sara Berni Q&A Project. “Q&A Project è il titolo del mio nuovo album e della band che lo rappresenta. Q&A, letteralmente “Questions & Answers”, sono le Domande e le Risposte che hanno fatto da leitmotiv nella mia vita. Una continua ricerca interiore ed esteriore che ha avuto una sola scelta: trasformarsi nel mio progetto di musica originale. La direzione musicale e gli arrangiamenti del mio nuovo lavoro sono di Luca Mannutza con il contributo di Luca Bulgarelli che ha anche missato e masterizzato questo meraviglioso album.Un viaggio tra ingenuità che cadono e nuove sfide, miracoli quotidiani e bellezza, sonni, sogni, e risvegli, maestri umani e non, attese che finiscono.Ad accompagnarmi sul palco ci sono quattro musicisti che non hanno bisogno di presentazioni: Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al basso, Giovanna Famulari al violoncello,Lucrezio De Seta alla batteria. Valerio Vantaggio ha invece inciso le batterie del disco. Ho rubato al Jazz questi cuori, mani, e menti straordinarie, per dare a ciò che potrei chiamare “Nu Soul” il vestito più adatto ed eclettico, tinto di blues, funk, rock, pop, musica indiana, gospel, e tutte le influenze crossover che la mia anima negli anni ha toccato. E navigare tra mondi diversi fino a crearne di nuovi”. (Sara Berni). Cantante, autrice musicale e teatrale. Per anni leader dei Bianca Blues & i 7 Soul, fonda nel 2014 la Sara Berni Blues Band, considerata dall’House of Blues italiana la migliore band rappresentativa del genere per il nostro paese e da allora programmata ogni mese. Scelta per rappresentare il Blues nel Festival dell’Arte Americana in Italia “OnStage!Festival”, tra le collaborazioni vanta Dean Bowman, solista degli Screaming Headless Torsos e Tom Griesgraber, con il suo basso stick.

Nel 2000 apre il concerto di Sting a Città del Capo. Messa in onda molte volte in “The Finest Ingredients”(UK), programma dedicato alla migliore musica Soul mondiale; “Certificato di merito” dal Billboard Song Contest americano; prima modella-cantante per l’ Alta Moda; corista (live e discografia) e spalla per i più grandi artisti italiani; turnista per RDS, Radio Capital, Rai e Mediaset; prestavoce per la Dance internazionale; solista su Radio 2 RAI a “SuperMax” con Max Giusti. Tra i premi vinti Gospel Jubilee Festival, Teate Gospel Festival, Voceania. Tra le rassegne e i Festivals a cui ha partecipato FarfaVoice Music Fest, Montepulciano Blues Festival, Acustica, Jazz image al Colosseo, Festival chitarristico internazionale di Bergamo e Brescia,

Termoli Jazz Festival, Natale in Jazz Agrigento, Anno Domini Multifestival, Miss Italia, Le Città del Jazz (Teatro Sistina, Roma), “Jazz for Children” (Auditorium di Roma per “Save the Children”), Concerto per le donne rifugiate politiche in Italia.Testimonial della campagna per le adozioni a distanza della CIAI (Centro italiano aiuti all’infanzia), “VeganSoul” è stata la sua prima idea per devolvere a favore degli animali in difficoltà fondi per le loro cure attraverso la musica dal vivo. Artista rappresentante del rispetto per tutte le creature al Torino Veg Festival, Volterra Veg Fest, Festival Vegetariano di Gorizia, Rieti Veg Fest (con Veggie Channel di cui è anche Testimonial), e all’ Animal Aid, il più grande concerto a favore dei diritti degli animali, tenutosi in Piazza del Popolo a Roma nel 2015. 4 cd da solista all’attivo. Autrice e direttrice degli spettacoli teatrali “Chandra Devi: Viaggio Alla Scoperta Di Sé Stessi”; “Storie INCREDIBILI di Anima-LI DIVERSAMENTE ABILI” e, con Econauta, “Razza Bastarda, volti da tutto il mondo”.

Venerdì 10 novembre, Alberto Lombardi Electric & Acoustic Trio. Alberto Lombardi è stato in tour con Tommy Emmanuel nel 2022 e da anni

porta la chitarra acustica italiana in giro per il mondo. Ma nel frattempo ha pubblicato dischi di canzoni rock, l’ultimo prodotto col fonico di Springsteen e Rolling Stones Bob Clearmountain, e suona l’elettrica con diversi artisti italiani da più di 20 anni. In questo concerto Alberto unisce il mondo dell’acustica fingerstyle e dell’elettrica rock e passa da momenti di chitarra acustica sola (rileggendo dai Beatles alla tradizione italiana) a contaminazioni tra Fingerstyle e basso/batteria in classici del jazz, rock e soul (isn’t

she lovely, cantaloupe island, cause we ended as lovers), fino all’impatto della band elettrica che omaggia Hendrix, Clapton e Stevie Ray Vaughan. Il tutto tra cantato e strumentale e arricchito dalle canzoni e i brani originali di Alberto. Un concerto nuovo ed affascinante, ricco di sfumature diverse e supportato dagli ottimi Marco Rovinelli alla batteria e Menotti Minervini al basso. Sabato 11 novembre, Oz Noy Power Trio. Oz Noy negli ultimi tempi è acclamato protagonista della scena newyorkese, il suo sound è davvero unico ed è una fusione creativa e provocatoria di vari stili e generi…jazz, blues, rock, R&B. Oz Noy ha suonato, live e in studio, fra gli altri, con: Richard Bona, Chris Botti, Harry Bellefonte, Toni Braxton, Phoebe Snow, Gavin Degraw,Niel Rogers, Roger Glover, Cyndi Lauper, ed in numerosi spot e colonne sonore. Con lui sul palco,Jimmy Haslip bassista fondatore degli Yellowjackets, vincitore di numerosi Grammy Awards e Anton Fig batterista dei Bob Dylan, Peter Frampton, B.B.King, Kiss, Madonna, The Blues Brothers. Domenica 12 novembre, Blue Stuff Blues Band, special guest Daniele Sepe. I Blue Stuff nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, da sempre uno dei più attivi musicisti blues italiani. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band, fedelmente dedita al Chicago Style. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono Blue Stuff un esempio di vitalità musicale, che dimostra come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. Infatti, il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i Blue Stuff suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce la collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede, tra gli altri, la partecipazione del polistrumentista partenopeo Daniele Sepe. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri,affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.