Morto Gigi Proietti, aveva 80 anni

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Gigi Proietti e Carmelo Bene durante la conferenza stampa per la presentazione dello spettacolo ''La cena delle beffe'', a Roma il 22 gennaio 1974. ANSA

Ricoverato da giorni in una clinica romana per accertamenti, era stato colpito ieri da un grave scompenso cardiaco. Da subito le sue condizioni erano apparse molto serie. Proprio oggi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. In una carriera lunga oltre 50 anni ha spaziato dal cinema al teatro. Memorabile il successo di ‘A me gli occhi, please’.
‘Nelle prime ore del mattino – spiega la famiglia – è venuto a mancare all’affetto della sua famiglia Gigi Proietti. Ne danno l’annuncio Sagitta, Susanna e Carlotta. Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie’.

Mattatore a teatro, showman assoluto, maestro per i più giovani, direttore e organizzatore, Gigi Proietti aveva pubblicato un’autobiografia dal titolo ‘Tutto
sommato – Qualcosa mi ricordo’, (Rizzoli). E se lui ricordava
qualcosa l’Italia ricorda moltissimo dell’eterno Mandrake di
Febbre da cavallo (o se preferite, Il maresciallo Rocca della tv
e il Gastone teatrale) che dall’Accademia al teatro
d’avanguardia, dal teatro Tenda al varieta’ e alla tv ha
attraversato oltre mezzo secolo di spettacolo italiano.

E’ arrivato ad ottant’anni con una storia ricca, di vero attore, di maestro di tecnica, di
personaggio di grande ironia e carisma, amatissimo dal pubblico
piu’ evoluto come dalla grande platea degli spettatori
televisivi. Un personaggio pubblico, quindi, ma che ha sempre
difeso la sua vita privata fino all’ultimo, nei momenti positivi
e in quelli negativi come il ricovero in terapia intensiva della
notte prima dei suoi ottanta, in piena era covid, ma per un
attacco di cuore che non era il primo.
Nato a Roma il 2 novembre 1940, appassionato musicista e
cantante fin
dalla giovinezza, durante l’universita’ si avvicina al teatro
sperimentale. Nel 1970 trionfa nel musical ‘Alleluja brava
gente’. Da allora, la sua carriera e’ una serie di successi a
teatro, al cinema e in televisione.. E’ anche doppiatore , tra
gli
altri di Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman ma anche
del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto
divertente ma faticoso”) fino a Enzo, il saggio golden retriever
protagonista di Attraverso
i miei occhi. Poi regista e poeta teatrale. In circa 50 anni di
attivita’ ha cosi’ collezionato 33 fiction, 42 film, 51
spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver
registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Una
carriera teatrale, da A me gli occhi please, passando per
Shakespeare, che aveva riassunto in uno spettacolo Cavalli di
battaglia scelto per festeggiare nel 2016 i suoi 50 anni in
scena coronati dalla direzione quindicennale dell’elisabettiano
Globe Theater di Roma. Anche se molto prima la sua scuola, e la
sua vocazione di maestro, si era espressa al Brancaccio, di cui
fu direttore dal1978, insieme a Sandro Merli, per dare vita ad
una fucina di talenti tra cui figurano Flavio Insinna, Chiara
Noschese, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Massimo
Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Francesca
Reggiani, Gabriele Cirilli e Sveva Altieri. Attori che come lui
sanno attraversare i generi e che hanno conquistato il cuore del
pubblico televisivo come ha fatto Proietti, prima come
conduttore (suo un Fantastico 4 nel 1983) poi come protagonista
di fiction fortunatissime come Il Maresciallo Rocca, arrivata a
conquistare anche 16 milioni di telespettatori, poi L’avvocato
Porta sempre uscito dalla penna di Marotta e Toscan, Una
pallottola nel cuore e molto altro.
”Raccontare la propria vita non e’ cosa da tutti – scrisse
sempre nella sua autobiografia – Certo, chiunque puo’ ricordare
gli episodi, cercare di
storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come
cambiano le cose. Ma l’odore della poverta’ misto a quello del
sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che
non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le
chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c’era? I
‘faccio un goccio d’acqua’ sui muri ancora freschi di calce, la
partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali,
le chiacchiere dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo
rivivere in chi legge?”, per arrivare a concluder che ”forse
non e’ stato neppure come lo ricordi tu, perche’ nel ricordo hai
enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso”. Ora nel
bellissimo cameo del Mangiafuoco nel Pinocchio di Garrone,
tornerà ancora una volta al cinema, si proprio lui che si
lamentava sempre di aver fatto in fondo pochi film, con Marco
Giallini e la regia di Edoardo Falcone in “Io sono Babbo
Natale” annunciato, sempre che i cinema riescano a riaprire, per
il 3 dicembre. E saluterà come piaceva a lui, in commedia

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