Coronavirus, a Tor Vergata percorsi dedicati non separati da quelli comuni.

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dalla D.ssa Maria Cristina Rosati riceviamo e pubblichiamo

Al Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata – Roma,
Dr.ssa Tiziana Frittelli
Al Direttore Sanitario del Policlinico Tor Vergata – Roma
Dr. Andrea Magrini
All’Assessore alla Sanità della Regione Lazio
Dr. Alessio D’Amato
Al Governatore della Regione Lazio
Dr.Nicola Zingaretti
Al Vice Ministro della Salute
Dr. Pierpaolo Sileri

Oggetto: Segnalazione di una criticità dell’organizzazione dei percorsi dei pazienti COVID nel
Policlinico Tor Vergata di Roma

La sottoscritta Maria Cristina Rosati segnala alla Vs. cortese attenzione una grave situazione di rischio di contagio biologico nel percorso effettuato dai pazienti COVID-19, all’interno del Policlinico Tor Vergata di Roma.

In tale struttura sanitaria ho potuto personalmente constatare che i pazienti COVID-19, nel
percorso che va dal Pronto Soccorso alla Torre di Degenza n.8 a loro dedicata, attraversano un lungo tratto di corridoio altamente rischioso per la mancanza di un’adeguata separazione fisica e i percorsi stessi sono individuati soltanto con dei nastri adesivi incollati sul pavimento (v. foto allegata).

Nel tratto in questione transitano continuamente, oltre a pazienti COVID, anche gli altri
pazienti interni ed esterni, i visitatori e il personale sanitario non protetto.

Come a tutti Voi è senz’altro noto, l’organizzazione della distribuzione dei pazienti COVID-19
all’interno degli ospedali deve comportare una separazione fisica di tali pazienti dagli altri pazienti e dagli operatori sanitari non protetti, come richiesto dalla circolare del 25 marzo 2020, prot. n. 7865 del Ministero della Salute, “laddove non risulti possibile la separazione degli ospedali dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID-19 da quelli NON COVID-19, i percorsi clinico-assistenziali e il flusso dei malati devono, comunque, essere nettamente separati” e “occorre individuare specifiche strategie organizzative e gestionali che, nel più breve tempo possibile, consentano la netta separazione delle attività COVID-19” dalle altre attività clinicoospedaliere,

La sottoscritta ritiene che tale grave situazione debba essere affrontata dalle S.V. affinché
vengano prese, nel più breve tempo possibile, delle opportune misure di sicurezza quali
un’effettiva separazione fisica dei percorsi riservati ai pazienti COVID-19 (ad esempio con pannelli separtori) e/o l’individuazione di percorsi alternativi: solo tali misure permetteranno di mettere in sicurezza i pazienti non-COVID, i visitatori (come la sottoscritta) e anche il personale sanitario che non è protetto.

La sottoscritta ringrazia per la cortese attenzione e invia i più cordiali saluti,
Dr.ssa Maria Cristina Rosati