A un mese dall’avvio della sperimentazione promossa dalla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, arrivano i primi dati sul progetto che vede la startup cleantech Bufaga collaborare con ATAC per migliorare la qualità dell’aria negli spazi della mobilità capitolina. L’iniziativa, avviata nel parcheggio di interscambio Laurentina, rappresenta uno dei primi test reali della tecnologia sviluppata dalla giovane impresa romana.
Il dispositivo installato a Laurentina
Il sistema E‑Bufaga è stato collocato in prossimità della biglietteria, un’area caratterizzata da un intenso transito di passeggeri. Il dispositivo è in grado di trattare fino a 3.500 metri cubi d’aria all’ora con un’efficienza di purificazione superiore al 90%. L’attivazione avviene in modo automatico e intelligente, sulla base delle condizioni ambientali, con l’obiettivo di ottimizzare i consumi energetici.
Oltre alla funzione di purificazione, il sistema integra un modulo di monitoraggio continuo che consente di misurare nel tempo l’impatto dell’intervento. I dati raccolti permettono di valutare l’efficacia della tecnologia e di fornire evidenze utili per eventuali applicazioni future. Il dispositivo include anche uno schermo digitale dedicato alla diffusione di contenuti informativi e messaggi sulla sostenibilità.
I numeri del primo mese
I risultati registrati nelle prime quattro settimane indicano un impatto già misurabile:
- compensazione dell’inquinamento da polveri sottili equivalente a quello prodotto da un’auto a benzina Euro 6 per circa 900 chilometri;
- generazione dell’equivalente di oltre 430.000 respiri di aria purificata, privi di particolato.
Secondo gli operatori coinvolti, questi dati confermano la capacità del sistema di incidere sulla qualità dell’aria in contesti ad alta frequentazione.
Le reazioni istituzionali
L’assessora alle Attività Produttive, Monica Lucarelli, ha evidenziato che Bufaga rappresenta il modello di innovazione che la Casa delle Tecnologie Emergenti intende sostenere: una startup che nasce all’interno dell’ecosistema e che arriva a testare la propria tecnologia in un contesto reale come quello della mobilità pubblica. Ha inoltre sottolineato che la sperimentazione dimostra come l’innovazione possa tradursi in un servizio concreto, capace di migliorare la qualità dell’aria e di produrre dati utili per orientare le politiche urbane.
Il direttore generale di ATAC, Paolo Aielli, ha osservato che progetti come questo non costituiscono soltanto una sperimentazione tecnologica, ma rappresentano anche un segnale dell’apertura dell’azienda alla città e alla valorizzazione dei propri spazi. Ha aggiunto che per ATAC l’innovazione passa anche dalla capacità di ascoltare e di generare valore culturale e sociale oltre al servizio di trasporto.
La presidente di Bufaga, Serena Mignucci, ha definito il progetto un passo importante verso città più sostenibili grazie all’innovazione tecnologica, sottolineando come la collaborazione tra pubblico e privato possa trasformare idee promettenti in soluzioni capaci di produrre un impatto reale sul territorio.
Un tassello del percorso CTE Roma
La sperimentazione rientra nel programma della Casa delle Tecnologie Emergenti, che punta a testare soluzioni avanzate in contesti urbani reali e a sostenere la transizione verso una città più sana, digitale e orientata ai cittadini. Il progetto Bufaga–ATAC si inserisce così in un percorso più ampio di innovazione urbana e di supporto alle startup ad alto potenziale.
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