Martedì 30 settembre e mercoledì 1° ottobre 2025 presso il Centro di Formazione ELIS di Roma, si è svolta la selezione dei quattro finalisti che, insieme ai colleghi del Nord Italia, si sfideranno nella finalissima in programma la prossima primavera. Antonio Silvestro, classe 1997, dopo diverse esperienze nel settore ristorativo è approdato nel 2021 all’Hotel Due Torri dove l’incontro con lo chef Crisci gli ha aperto nuovi orizzonti gastronomici grazie a un approccio alla cucina che si basa su studio e sperimentazione quotidiana al fine di accrescere il proprio bagaglio tecnico. Nel corso della competizione, che ha concesso ai concorrenti quattro ore per la presentazione di due ricette, una a base di pesce e l’altra di carne, Silvestro si è distinto qualificandosi primo con entrambe le ricette presentate.
L’attenzione ai criteri di selezione – presentazione, originalità, gusto e comportamento nel backstage- e le due creazioni hanno conquistato la giuria mettendo in luce non solo il talento, ma anche il profondo legame con il territorio e la tradizione campana. Il primo piatto presentato è stato il “Plin con genovese”. Un omaggio alla tradizione campana a cominciare dalla forma del plin che richiama volutamente lo zito napoletano, con una doppia farcia di genovese e parmigiano. Servito con salsa di parmigiano, cipolla di Montoro e olio al cipollotto nocerino, rappresenta un ponte tra cultura gastronomica locale e tecniche di cucina contemporanea. A seguire Silvestro ha presentato “Wellington di ricciola”. La ricetta che prevede che la creazione sia servita fredda, costruisce tutta la sua architettura sul tema del recupero e della sostenibilità, con ingredienti a km 0 e zero sprechi. Sebbene protagonista sia la tartare di ricciola maturata avvolta in un patè di pollo, due sono gli elementi che danno profondità e personalità a questo piatto che racchiude tutta la potenza della terra e del mare campani: l’inserto fatto con il friariello, tipico broccolo napoletano che conferisce una nota amara persistente e volutamente ricercata per costruire una sorta di sorprendente contrasto, e il fondo di ricciola ottenuto da teste, lische e tagli di scarto che ne esaltano il carattere. Completa il tutto un flan di melanzane e una sfera fritta di broccolo e patate.
La filosofia di Silvestro si inserisce perfettamente nello spirito di Witaly, promotore del format, che da sempre promuove la sostenibilità. La cucina che respira ogni giorno all’interno dell’Oltremare sotto la guida di Alfonso Crisci è infatti un esempio virtuoso: orti di proprietà che garantiscono la quasi totalità del fabbisogno del ristorante, prodotti a km 0 e un’organizzazione che mette a sistema le diverse realtà dell’hotel – dal ristorante gastronomico Oltremare al bistrot Donna Emilia sul rooftop, fino alla banchettistica – con un obiettivo comune: cucina etica e sostenibile.
“Sono incredulo e felice – ha sottolineato Antonio– e dedico questo traguardo al mio chef Alfonso Crisci. Per me lui non è solo un mentore ma un fratello maggiore al quale mi lega un profondo sentimento di affetto e stima. La cucina per me è sempre stata una passione ma accanto allo chef Crisci ho trovato il modo di nutrirla. Ogni giorno, tutti noi della brigata, impariamo qualcosa di nuovo e infine stimolati a proporre qualcosa che dia modo a quanto ho appreso di venire fuori. Questo significa metterci alla prova e allo stesso tempo conquistare fiducia in noi stessi, quella fiducia che mi ha permesso di mettermi in gioco in una competizione così importante”. Ed è proprio grazie a questa importante qualificazione che Antonio Silvestro porta la sua firma e quella dell’Hotel Club Due Torri tra i protagonisti della scena gastronomica nazionale, in attesa della finalissima di primavera.
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