Sindrome da rientro, i consigli del mental coach Claudio Belardo per tornare alla routine senza stress

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Le vacanze finiscono, la sveglia torna a suonare presto e le giornate scandite da relax e libertà lasciano nuovamente spazio a riunioni, email, scadenze e impegni quotidiani. Per molte persone il ritorno alla normalità può coincidere con quella che viene comunemente definita “sindrome da rientro” o Post-Holiday Blues.

Stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, calo della motivazione e una certa ansia legata alla ripresa dell’attività lavorativa possono caratterizzare i primi giorni dopo le ferie.

Un passaggio che, secondo lo psicologo e mental coach Claudio Belardo, può essere affrontato evitando soprattutto l’errore di pretendere da sé stessi un’immediata ripartenza a pieno regime.

Sindrome da rientro: perché tornare alla routine può essere difficile

Durante le vacanze cambiano ritmi, orari e abitudini. Si dorme diversamente, diminuiscono gli impegni professionali e aumenta generalmente il tempo dedicato alla famiglia, agli amici, ai viaggi e alle attività personali.

Il ritorno improvviso alla precedente organizzazione della giornata richiede quindi un nuovo adattamento.

La strategia suggerita da Belardo parte proprio dalla gradualità: anziché considerare il rientro come la brusca conclusione di un periodo di libertà, può essere utile interpretarlo come l’inizio di una nuova fase nella quale ridefinire priorità, abitudini e obiettivi.

Il “rientro morbido”: 24-48 ore prima di tornare al lavoro

Il primo consiglio riguarda l’organizzazione stessa delle ferie.

Quando possibile, sarebbe preferibile evitare di rientrare dal viaggio il giorno immediatamente precedente alla ripresa del lavoro, lasciando almeno 24-48 ore di transizione a casa.

Questo intervallo permette di recuperare progressivamente le normali abitudini, sistemare gli aspetti pratici del rientro e prepararsi mentalmente alla ripresa degli impegni.

Una piccola zona di decompressione tra vacanza e lavoro può rendere meno brusco il passaggio tra due ritmi di vita molto differenti.

Micro-obiettivi quotidiani per non essere travolti dagli impegni

Il secondo principio riguarda la gestione del lavoro.

Uno degli scenari più comuni al rientro dalle ferie è trovarsi davanti a email accumulate, telefonate, riunioni, pratiche e scadenze. Cercare di recuperare tutto immediatamente rischia di aumentare la sensazione di stress.

La proposta del mental coach è quella di suddividere le attività in micro-obiettivi quotidiani, stabilendo priorità realistiche e procedendo progressivamente.

Portare a termine piccoli compiti consente infatti di percepire con maggiore chiarezza i risultati raggiunti e di ricostruire gradualmente il ritmo professionale.

La parola chiave diventa quindi programmazione: distinguere ciò che è urgente da ciò che può essere affrontato nei giorni successivi.

Attività fisica e benessere: mantenere una routine anche dopo le vacanze

Il terzo elemento individuato da Claudio Belardo è l’attività fisica.

La ripresa lavorativa non dovrebbe significare l’abbandono completo degli spazi dedicati al proprio benessere. Inserire lo sport nella settimana può rappresentare un importante punto fermo nella nuova organizzazione quotidiana.

Non è necessario trasformare settembre in una corsa esasperata verso nuovi risultati. L’obiettivo è piuttosto costruire una routine sostenibile, nella quale lavoro, attività fisica e momenti personali possano convivere.

Proprio il periodo successivo alle vacanze viene spesso vissuto come una sorta di “secondo Capodanno”, nel quale fissare nuovi obiettivi personali e professionali.

Claudio Belardo: «Il rientro può diventare un momento di progettualità»

Secondo Belardo, uno degli errori principali consiste nell’associare automaticamente la fine delle ferie alla perdita della propria libertà.

«Il rientro in ufficio non deve essere vissuto come la fine della libertà, ma come un momento di progettualità – afferma il dottor Claudio Belardo –. Molte persone soffrono perché cercano di ripartire immediatamente al cento per cento delle proprie possibilità. Il segreto del mental coaching, applicato tanto agli atleti d’élite quanto ai professionisti in azienda, sta invece nella gradualità e nella capacità di conservare piccoli spazi di decompressione anche durante la settimana lavorativa».

Il punto centrale è dunque evitare una contrapposizione netta tra vacanza e quotidianità. Alcune delle abitudini positive sperimentate durante il periodo di riposo possono essere conservate anche dopo il ritorno al lavoro: una passeggiata, lo sport, una cena con gli amici o semplicemente del tempo senza smartphone e computer.

Dal Post-Holiday Blues a un nuovo inizio

Il ritorno dalle vacanze può diventare così un’occasione per interrogarsi sull’organizzazione della propria quotidianità.

Se le ferie servono a recuperare energie, il vero obiettivo dovrebbe essere evitare di consumarle nuovamente nell’arco di pochi giorni.

Gradualità, micro-obiettivi e spazi dedicati al benessere personale diventano quindi i tre pilastri indicati da Claudio Belardo per affrontare la sindrome da rientro e trasformare settembre in un momento di ripartenza.

Non semplicemente il ritorno alla vecchia routine, dunque, ma l’occasione per costruirne una nuova e possibilmente più equilibrata.


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