A FIRENZE BOXE E PARKINSON

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Il pugilato senza contatto contro il Parkinson

il metodo utile a migliorare la qualità della vita

A Firenze la S.A.F. – Sempre Avanti Firenze – apre le porte alla solidarietà e alla cura del Parkinson con la boxe senza contatto

un ringraziamento all’Artista Elisabetta Rogai autore delle opere

 Il tempo, prima di tutto, la cosa più bella che ti insegnano quando entri in una palestra di pugilato per la prima volta è avere rispetto del tempo, e poi scopri il ring, tre minuti di lavoro e un minuto di riposo e poi determinazione, grinta e coraggio, questo sport è capace di tirare fuori tutte queste qualità insieme.

La boxe è uno sport che esalta la volontà di affrontare ogni evento, perché un pugile non scappa dal ring, non si nasconde per non replicare a un avversario, non evita di affrontare la situazione, se non attacca, almeno si difende, se non condivide, pensieri o pugni che siano, lo fa capire, ma c’è rispetto per sé e per gli altri, una sorta di comandamento da onorare nello sport in generale, nella boxe in particolare.

Ci sono delle idee, dei sogni che sono una regola di vita specialmente per un atleta e maggiormente nel settore pugilistico, disciplina che oggi si trova al centro di un progetto che coinvolge il settore in prima persona, gli effetti positivi dell’attività fisica come la cura – affiancata alla terapia farmacologica – per la riabilitazione dalla malattia del Parkinson.

In sintesi la malattia di Parkinson richiede un approccio multidisciplinare che, partendo dalla somministrazione dei farmaci affronti i problemi riabilitativi che, se opportunamente trattati, possono portare a un miglioramento dell’autonomia, e permettere anche la riduzione o, comunque, l’ottimizzazione della terapia farmacologica.

Opere dell’Artista  Elisabetta Rogai

“La Boxe per i processi di riabilitazione del Parkinson”

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