Una nuova, fondamentale tappa nel percorso di riforma del gioco d’azzardo pubblico e legale italiano, in particolare per il comparto online. Pochi giorni fa, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato ha tenuto un incontro per illustrare la bozza di aggiornamento del cosiddetto “Decreto 666”, durante il quale è stata offerta una panoramica dettagliata sulle modifiche tecniche necessarie per allineare il mercato alle nuove disposizioni legislative, focalizzandosi su trasparenza, innovazione tecnologica e tutela dell’erario.
“Tra i pilastri del nuovo provvedimento ci sono le regole per i giochi in modalità ‘live’, un segmento in forte espansione che porta l’esperienza del casinò fisico direttamente sugli schermi digitali. Per loro – commentano gli esperti della redazione di Senzadeposito.org – è prevista una disciplina molto più rigorosa per le sessioni in streaming: saranno previsti requisiti tecnici specifici e procedure di certificazione stringenti per tutti gli equipaggiamenti utilizzati durante le trasmissioni”.
L’obiettivo dei legislatori è quello di garantire che ogni sessione di gioco trasmessa in video sia priva di manipolazioni e certificata secondo standard elevatissimi. Importanti novità anche per la classificazione dei prodotti: i giochi di carte non in forma di torneo verranno inseriti ufficialmente tra i “giochi di abilità” mentre, sul fronte dei premi, il decreto mette ordine ai jackpot. Sarà infatti vietata la condivisione di montepremi tra concessionari diversi, permettendo la creazione di jackpot condivisi tra i vari siti appartenenti allo stesso operatore.
“Il sistema delle certificazioni viene rivisto: le specifiche tecniche non saranno più contenute nei decreti, ma in linee guida aggiornabili con maggiore rapidità”, sottolineano ancora da Senzadeposito.org.
Tema centrale del dibattito resta però il Return to Player, vale a dire la percentuale di raccolta che il gioco deve restituire ai giocatori sotto forma di vincita, che sarà sottoposto a nuovi e più stringenti controlli che imporranno agli operatori una vigilanza costante, anche se rimangono alcuni punti da chiarire: in particolare, si discute se i versamenti integrativi possano essere considerati vincite e, di conseguenza, se possano dedurre la base imponibile dell’imposta unica.
C’è poi la questione delle tempistiche. Nonostante la scadenza ultima per l’adeguamento sia fissata al 13 novembre 2026, infatti, l’Agenzia ha esortato gli operatori a non sottovalutare i tempi tecnici. La bozza del decreto passerà ora al vaglio dei concessionari per una fase di consultazione, prima di essere inviata al Consiglio di Stato per il parere definitivo. L’entrata in vigore è prevista 14 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
“Per gli operatori – concludono dal team di Senzadeposito.org – il margine di manovra potrebbe ridursi rapidamente a causa della complessità dei nuovi standard di certificazione richiesti, rendendo i prossimi mesi fondamentali”.
Mesi decisivi, insomma, per il futuro del gioco pubblico online in Italia.
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