a cura di Pierpaolo Di Leva
Serie A 2026/27, 10ª giornata – Stadio Olimpico, Roma – Arbitro: Andrea Colombo
Lazio-Cagliari 2-1. Sotto di un gol, stanca dopo la goleada di Reggio Emilia, contro un avversario ben organizzato. Eppure la Lazio di Gennaro Gattuso trova ancora una volta il modo di vincere: Gustav Isaksen pareggia il gol di Nzola, Andrea Pinamonti, entrato dalla panchina, firma il sorpasso a sette minuti dalla fine. È la sesta vittoria consecutiva, e con la sconfitta dell’Inter nel derby contro il Milan vale il primo posto in solitaria: per la prima volta in questa stagione, la vetta della Serie A ha un solo padrone.
Il Cagliari colpisce in contropiede
Gattuso ha confermato lo stesso undici visto contro Juventus e Parma: Mandas in porta, Floriani Mussolini, Šutalo, Provstgaard e Nuno Tavares in difesa, Frattesi, Belahyane e Taylor in mezzo, Isaksen, Noslin e Zaccagni davanti. Dall’altra parte il Cagliari di Fabio Pisacane, reduce dalla sconfitta all’Olimpico contro la Roma, si è presentato con un piano chiaro: difesa compatta e ripartenze.
La Lazio ha preso subito in mano il pallone – chiuderà con il 73 per cento di possesso – e al 20’ ha avuto la prima vera occasione: Isaksen ha servito Taylor, che ha fatto proseguire per Zaccagni, ma il destro del capitano è stato bloccato in due tempi da Caprile. Un minuto dopo è arrivata la beffa. Belahyane non ha gestito bene un pallone sulla linea di fondo, Fadera ne ha approfittato e ha servito al centro Nzola, che con un tocco sotto misura ha portato avanti i sardi.
La perla di Isaksen riporta la Lazio in partita
Il Cagliari ha perso Fadera per infortunio al 32’, sostituito da Kofler, e la Lazio ha alzato il ritmo. Al 36’ è arrivato il pareggio: Noslin, appena si è allargato, ha servito Isaksen, che con un mancino di gran classe ha battuto Caprile. Per il danese è un altro gol pesante in un momento di forma straordinario: è stato il migliore della Lazio anche nei momenti più complicati della partita, e RomaToday gli ha assegnato 7,5 in pagella.
Gattuso cambia tre uomini, la Lazio assedia
Nella ripresa il Cagliari si è chiuso ancora di più, e Gattuso al 55’ ha deciso di cambiare volto alla squadra con un triplo cambio: dentro Pinamonti, Dele-Bashiru e Pedraza al posto di Zaccagni, Frattesi e Nuno Tavares. La Lazio ha continuato a fare la partita, Taylor ha sfiorato il vantaggio e il Cagliari ha accumulato cartellini gialli, a testimonianza della fatica fatta per contenere i biancocelesti. Al 75’ Diogo Leite è entrato al posto di Provstgaard, all’81’ Cataldi ha rilevato Belahyane.
Pedraza inventa, Pinamonti decide
Il forcing si è concretizzato all’83’, e porta la firma di due subentrati. Isaksen ha pennellato un cross perfetto sul secondo palo per l’inserimento di Pedraza, la cui battuta si è trasformata in un assist per Andrea Pinamonti, bravissimo a spiazzare Caprile da due passi. Nell’esultanza l’attaccante si è tolto la maglia, rimediando un giallo, ma poco importa: il suo gol vale il primo posto.
Negli otto minuti di recupero il Cagliari è rimasto anche in dieci per la seconda ammonizione di Obert, e la Lazio ha gestito senza rischi fino al triplice fischio.
Una Lazio da primato: cosa dice la vittoria sul Cagliari
Dieci giornate, nove vittorie, un pareggio, ventotto punti e la vetta solitaria della classifica. Numeri che raccontano un avvio di stagione storico, costruito con continuità e con una rosa in cui tutti si fanno trovare pronti: contro il Cagliari, la vittoria è arrivata grazie alla panchina, con Pedraza e Pinamonti protagonisti del gol decisivo. Gattuso, che alla vigilia aveva indicato quota 40 punti come primo traguardo, ha azzeccato i cambi e ha visto una squadra capace di vincere anche nelle giornate meno brillanti.
Restano, come già in altre occasioni, alcune distrazioni difensive da correggere, come quella che ha portato al gol di Nzola. Ma la Lazio ora guarda tutti dall’alto, con quattro punti di vantaggio sulla Roma. Domenica 8 novembre la attende la trasferta al Maradona contro il Napoli: un test vero per capire quanto lontano può arrivare questa squadra.














