ROSAMUNDA’S, IL PANETTONE FATTO A MANO PROFUMI E SAPORI DI UN TEMPO RIPRENDONO VITA NEL FORNO DI MAURIZIO STORNELLI

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Una percentuale del ricavato delle vendite andrà a sostenere il progetto “Io amo l’Etiopia” della Società di San Vincenzo De Paoli. Un’iniziativa a favore di bambine e bambini etiopi che necessitano di cure mediche in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Un panettone che racconta una storia di famiglia, ha il sapore della tradizione e custodisce i segreti dei maestri artigiani. Senza dimenticare la solidarietà. È la proposta per questo Natale di Rosamunda’s, il forno romano di via Giuseppe Zanardelli 24 e via dei Coronari 15 di Maurizio Stornelli, che lo distribuisce in esclusiva a Roma e nel Lazio.

Il dolce è opera dell’ingegno dello chef fermano Marco Massi, ambasciatore Caffarel e tecnologo dimostratore per il settore pasticceria, panificazione, gelateria e cioccolateria. Massi lavora con alcune delle più affermate aziende produttrici di materie prime a livello nazionale e internazionale ed è docente in tre scuole: la Chef Academy di Terni, l’Accademia Chefs a San Benedetto del Tronto e la Red Academy a San Vito Chietino. Il panettone per Rosamunda’s è stato ideato con l’intento di proporre una ricetta nuova, che al tempo stesso attinge ad alcune delle migliori eccellenze della tradizione dolciaria italiana.

Il dolce ha anche un’anima solidale. Una percentuale del ricavato delle vendite andrà infatti a sostenere il progetto “Io amo l’Etiopia” della Società di San Vincenzo De Paoli. L’obiettivo dell’iniziativa è trasferire in Italia bambine e bambini etiopi affetti da malattie acute e croniche che non possono essere assistiti sul posto. Una volta giunti a Roma con le loro famiglie, sarà l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a ospitarli e a prendersi cura di loro.

“Oltre alla solidarietà, l’altra principale caratteristica del panettone è l’artigianalità. Lo produciamo tutto a mano e richiede almeno 48 ore di lavorazione. C’è poi la ricerca quasi spasmodica delle materie prime: utilizziamo un burro belga delle Ardenne e, come aromi, pasta d’arancio siciliana e bacca di vaniglia. Per il panettone classico i canditi sono prodotti da una piccola azienda artigianale siciliana, mentre il cioccolato è frutto del blend di due diverse tipologie – una goccia al 57% e un dischetto al 61% – due fasce aromatiche diverse che danno a questo panettone un gusto unico”, spiega Stornelli.

Il patron di Rosamunda’s ha scelto di offrire soltanto prodotti di alta qualità nel solco della tradizione familiare. La madre Rosa, infatti, era fornaia a Paterno, in provincia di Avezzano, dove animava un mondo affascinante di pani e farine, un punto di riferimento per tutta la comunità. Il nome Rosamunda’s è ispirato proprio alla signora Rosa e all’universo di sapori e profumi semplici e genuini, di cibi e di ingredienti di qualità che il figlio ha ereditato e intende far conoscere al pubblico. Laureato in fisica, Stornelli interpreta il cibo integrando la tradizione e la storia della sua famiglia con l’approccio di tipo “scientifico” appreso nei suoi studi. Con questo spirito ha deciso di seguire le orme materne e di riprodurre su più larga scala la magia del forno materno, che gli ha permesso di crescere e studiare.

Il panettone di Rosamunda’s è disponibile anche farcito, un prodotto completamente naturale che non contiene additivi, conservanti o coloranti. Per questo, nell’impasto ci sono soltanto cioccolato, uvetta e canditi, mentre la crema – realizzata da un artigiano siciliano – è disponibile in un vasetto a parte per essere spalmata soltanto al momento del consumo. La novità di quest’anno è la ricetta con cereali e frutti di bosco. Grazie a una miscela di farine di segale, orzo e avena e ai semi di sesamo, lino e girasole, si ottiene un prodotto rustico, dal gusto particolarmente deciso e quasi fresco perché i frutti di bosco sono semi canditi. È infine disponibile il pandoro a tre impasti, con all’interno la pregiata bacca di vaniglia del Madagascar.