La Giunta Capitolina ha approvato una proposta di delibera che rivoluziona le regole per costruire e ristrutturare nella Capitale. Ecco cosa cambia per cittadini, imprese e professionisti del settore.
Roma fa sul serio sul fronte della sostenibilità urbana. La Giunta di Roma Capitale ha approvato una proposta di delibera che modifica in profondità il Regolamento Generale Edilizio del Comune, introducendo nuovi obblighi e incentivi per rendere la città più resiliente ai cambiamenti climatici. Il provvedimento, intitolato “Adesione agli obiettivi di mitigazione e adattamento climatico di Roma Capitale”, dovrà ora ricevere il via libera definitivo dall’Assemblea Capitolina.
“Abbiamo approvato un provvedimento ambizioso che punta ad innovare il modo di progettare la città: mai più interi quartieri che diventano isole di calore”, ha dichiarato il Sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando come il provvedimento contenga “un pacchetto di semplificazioni per gli interventi di risparmio energetico e idrico a beneficio delle famiglie e una serie di incentivi per gli interventi che raggiungono prestazioni ambientali migliorative”. Un’azione che, secondo il primo cittadino, si inserisce coerentemente nel più ampio lavoro sul clima portato avanti dalla città, in linea con la Strategia di adattamento e il Piano Clima.
Cosa prevede il nuovo Regolamento Edilizio di Roma
Il cuore della riforma è l’introduzione del cosiddetto “Titolo III bis”, un nuovo capitolo del Regolamento Edilizio che fissa requisiti minimi obbligatori per tre categorie di interventi: ristrutturazioni urbanistiche, nuove costruzioni e ristrutturazioni edilizie rilevanti — ovvero quelle che superano il 15% del volume dell’edificio esistente.
La delibera nasce dalla necessità di allineare la normativa comunale all’accelerazione impressa negli ultimi anni dalle direttive europee e dalla legislazione nazionale in materia di prestazioni energetiche e ambientali degli edifici.
L’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha inquadrato il provvedimento in una cornice più ampia: “Questa delibera si inserisce in una serie di interventi che l’Assessorato all’Urbanistica ha promosso per aggiornare le regole dello sviluppo urbano, a partire dalle Norme tecniche di attuazione e dal nuovo Piano dei servizi”. Secondo Veloccia, la sfida climatica deve diventare “non più solo un elemento migliorativo, ma un obiettivo ordinario nei progetti di trasformazione della città”.
Suolo, verde e acqua: i nuovi obblighi per chi costruisce
Tra le novità più significative figurano precisi requisiti sulla permeabilità dei suoli e la qualità degli spazi aperti. Chi costruisce o ristruttura in modo rilevante dovrà garantire che almeno il 50% della superficie libera del lotto rimanga permeabile e destinare almeno il 20% di quella superficie a verde di piena terra, con la messa a dimora di alberi ad alto e medio fusto.
Sul fronte idrico, diventa obbligatorio il recupero delle acque meteoriche per l’irrigazione e altri usi compatibili. Anche i parcheggi cambiano volto: dovranno essere realizzati con pavimentazioni permeabili, alberature o coperture fotovoltaiche, e i parcheggi a raso superiori a 1.500 mq dovranno coprire almeno il 50% dei posti auto con pannelli solari.
Energia, materiali e mobilità sostenibile
Il regolamento semplifica e incentiva gli interventi di efficienza energetica. Tra le misure più rilevanti:
- Esclusione dal calcolo della SUL per gli isolamenti termici con spessori superiori ai minimi di legge
- Obbligo di utilizzo di almeno il 15% di materiali da recupero, riuso o riciclo
- Nuove dotazioni minime per parcheggi bici e colonnine di ricarica per veicoli elettrici
- Requisiti aggiornati per la raccolta differenziata negli edifici
Gli incentivi per chi va oltre il minimo
La delibera non si limita a fissare obblighi: premia anche chi sceglie soluzioni più ambiziose. Come sottolinea l’assessore Veloccia, “la lotta alle isole di calore, la permeabilità dei suoli, la messa a dimora di alberature di medio e alto fusto, la depavimentazione, l’ombreggiamento degli spazi e il risparmio energetico e idrico costituiscono non solo standard minimi da garantire, ma rappresentano la base per incentivi urbanistici e fiscali” previsti dal nuovo regolamento.
Gli edifici a energia positiva, gli impianti geotermici, i tetti verdi, i sistemi di fitodepurazione e le Nature Based Solutions per ridurre l’effetto isola di calore potranno beneficiare di incentivi volumetrici — ovvero premi di cubatura — oppure, dove non applicabili, della riduzione del contributo di costruzione.
Le linee guida tecniche a supporto dei professionisti
Per supportare progettisti e imprese, la delibera introduce un allegato tecnico denominato “Linee guida per i requisiti prestazionali degli edifici”. Il documento fornisce riferimenti tecnici e qualitativi aggiornabili nel tempo, in modo da adeguarsi all’evoluzione delle normative europee e nazionali senza dover ogni volta modificare il regolamento principale.
Un percorso condiviso con professionisti e associazioni
La delibera è frutto di un lavoro interdipartimentale coordinato dal direttore dell’Ufficio Clima Edoardo Zanchini, con il coinvolgimento dei Dipartimenti Urbanistica e Ambiente. Il testo è stato elaborato anche attraverso un percorso di consultazione che ha visto la partecipazione di ordini professionali, associazioni di categoria dei costruttori e associazioni ambientaliste.
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