Roma Antica e la sua conquista del mondo moderno tra scienza, diritto e navigazioni transoceaniche

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Venerdì 26 novembre, alle ore 18.30, presso la Fondazione Museo Venanzo Crocetti in Roma, l’Associazione M.Arte organizza un convegno dal titolo:

“Roma Antica e la sua conquista del mondo moderno tra scienza, diritto e navigazioni transoceaniche. Al centro dell’incontro è la presentazione del libro di Elio Cadelo dal titolo “L’oceano egli Antichi. I Viaggi dei Romani in America”.

Dopo i saluti della Presidente dell’Associazione M.Arte, Roberta Di Casimirro, interverranno:

Elio Cadelo, autore;

Alessio TRANFA: Il diritto e lo Stato per i Romani. Una preziosa eredità da custodire;

Pietrina Soprano: Cittadinanza e immigrazione nell’antica Roma, tra ius sanguinis e ius soli;

Giorgio Mori: “Suggestioni tardo imperiali”.

Elio Cadelo è giornalista, scrittore e divulgatore scientifico. Vanta importanti collaborazioni con  il “Corriere della Sera”,  “Il Mattino”, “Panorama”, “Scienza Duemila”, “Epoca”. Autore e coautore di numerose pubblicazioni quali: Sette Nobel per un futuro (Teknos), La Disoccupazione Mentale a Napoli (Longo), Un rito, un diavolo, due culture (Storia e Medicina Popolare); ha curato per Marsilio Editore Idea di Natura, 13 scienziati si confrontano. Ha ricevuto il Premio ENEA 1999 per la divulgazione e informazione scientifica e, nel 2007, il Premio Giovanni Maria Pace per la divulgazione scientifica, è stato membro del Gruppo di lavoro sulla Informazione e Comunicazione in Biotecnologia del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2013 ha pubblicato insieme a Luciano Pellicani Contro la modernità. Le radici della cultura antiscientifica in Italia (Rubbettino); nel 2020, L’ oceano degli antichi. I viaggi dei Romani in America. In ultimo, nel 2021 Il mondo chiuso. Il conflitto tra islam e modernità

Ne l’Oceano degli Antichi – I viaggi dei Romani in America l’autore esamina il grande sviluppo tecnologico e scientifico raggiunto dall’antica Roma, soprattutto nel campo della navigazione. Grazie al lavoro degli archeologi, stanno riaffiorando tecnologie che mai avremmo immaginato essere in possesso dei Romani e che permisero loro di dominare gli oceani.

Inoltre Elio Cadelo, rimuove la convinzione che gli Oceani fossero per gli Antichi uno spazio sconosciuto ed invalicabile. Dalla lettura del testo scopriamo che erano noti e navigati in ogni loro direzione e, cosa particolare, che i Romani arrivarono in America.

La tesi è suffragata da numerosi indizi che, a buon diritto, possiamo considerare una prova.

Scopriamo che frutti come l’ananas, piante come il mais, fiori come il girasole, considerate dagli scienziati di origine americana, non sono giunte in Europa dopo il 1492, l’anno cui tradizionalmente si attribuisce la scoperta dell’America, ma erano già note al tempo di Roma tanto da essere raffigurate in affreschi, mosaici e sculture.

E non solo piante: i Romani, secondo Cadelo, importarono dall’America anche animali tra i quali pappagalli, in particolare il pappagallo Ara, noto per i suoi colori, la sua grandezza e per la grande simpatia, anche questo raffigurato in affreschi di ville romane.

Nel volume vengono presentate numerose prove di scambi tra il Vecchio ed il Nuovo continente in epoca romana, tra le quali le analisi del Dna compiute sui farmaci fitoterapici rinvenuti in un relitto romano del primo secolo d.C. davanti alle coste toscane. Cadelo scrive che “Su quella nave viaggiava anche un medico e questo gli archeologi lo deducono dal fatto che sono state ritrovate fiale, bende, ferri chirurgici e scatolette sigillate contenenti pastiglie composte da numerosi vegetali, preziosissime per la conoscenza della farmacopea nell’antichità classica“. Le analisi del DNA dei vegetali contenuti in quelle pastiglie hanno confermato l’uso, già noto, di molte piante officinali, in epoca romana.
Secondo Cadelo anche se Plinio, Virgilio, Plutarco, Diodoro Siculo ed altri autori antichi accennano a terre aldilà dell’Oceano, non ci sono testi romani che parlano specificamente di questi viaggi perché i mercanti erano gelosi delle loro rotte commerciali e le tenevano segrete per escluderne i potenziali concorrenti. E poi, come scrive nella prefazione del saggio l’astrofisico Giovanni F. Bignami, recentemente scomparso, “L’importante per avere il merito di una grande scoperta è essere l’ultimo a farla, non il primo“.

Alessio TRANFA è avvocato del Foro di Roma e grande studioso e appassionato di Roma Antica, della Civiltà Etrusca e dell’Alto Medioevo. E’ creatore e amministratore del gruppo Facebook “Noi che amiamo Roma e la sua Storia” che conta migliaia di iscritti. E’ particolarmente dedito allo studio dell’ordinamento giuridico, sia pubblico che privato, di Roma Antica che costituisce (anche da qui il titolo del suo intervento) una preziosa eredità da custodire e divulgare.

Senza il Diritto Romano e senza il concetto universale di Stato Romano, il mondo oggi non sarebbe quello che è. La conoscenza e la comprensione di questo grande e irripetibile fenomeno storico, culturale, istituzionale, giuridico, scientifico, sociale ed economico chiamato “Roma Antica” è fondamentale per capire noi stessi e la nostra realtà quotidiana non solo in Italia, non solo in Europa, ma in tutto il mondo.

E’ autore di un saggio pubblicato sul quotidiano giuridico on line “Vaglio Magazine” intitolato “Le radici dell’Europa”. Questo saggio si incentra proprio sul fondamentale ruolo di Roma Antica nella nascita, nella formazione e in generale nella Storia del Vecchio Continente.

Pietrina Soprano è avvocato e docente di scuola superiore in discipline giuridiche ed economiche; referente del Ministero Istruzione per la legalità, il bullismo e il cyberbullismo; referente e coordinatore per l’insegnamento dell’educazione civica presso l’l’IPSEOA A. Celletti di Formia; studiosa di storia delle migrazioni ha organizzato e partecipato a convegni in materia. Nell’intervento programmato mette in evidenza lo status del cives romanus in uno al concetto di limes. I Romani tennero sempre ben difesi e presidiati i loro confini e ogni loro decisione di autorizzare ingressi, trasferire gruppi o interi popoli, fu assunta con pragmatismo, a difesa del proprio dominio. La disgregazione dell’Impero giunse proprio quando quei confini furono violati. Con essi era tramontata anche l’idea di cittadinanza, che nel momento della sua massima espressione, sgretolatosi il potere patrizio esclusivo, non più basata sulla stirpe, era divenuta espressione giuridica dell’inserimento del cittadino in un sistema complesso fatto di interessi economici, regole, opportunità, aspirazioni ideali. Idea che ben troviamo sintetizzata in quei mores maiorum, che avevano ispirato il mito universale di Roma, tramontati anch’essi con la fine dell’Impero e della millenaria avventura romana.

Giorgio MORI, avvocato, è professore incaricato di Diritto Romano per l’Università Europea di Roma, presenterà la sua relazione dal titolo “Suggestioni tardo imperiali”.