Non ti scordar di me!

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Ho deciso di raccontare la nostra storia perché credo che sia un ottimo punto di partenza per sensibilizzare tanti cittadini e per aprire lo sguardo ad un mondo di cui molti non sanno neppure l’esistenza. Mi chiamo Sara, sono una ragazza di 20 anni e nella mia vita studio all’università. Ho sempre sognato un mondo migliore fuori da qualsiasi barriera sociale. A marzo dell’anno scorso ho percorso una strada che mi ha portato ad iniziare un lungo viaggio che per me non conoscerà fine. Trovai una donna senzatetto ai margini della strada, i nostri sguardi da subito si incrociarono, non fu facile conquistarla. Lei era senza documenti, abbastanza confusa e schiva ma dopo averla invitata a pranzo con me, dopo tante ore insieme e la mia costanza nell’assisterla le cose sono cambiate. Inizialmente era tutto molto complicato anche la cosa più semplice come buttare i suoi rifiuti nella spazzatura era un’impresa. Spesso mi guardava dubbiosa chiedendosi perché io stessi passeggiando con lei e volessi tanto aiutarla, poi dopo mesi un giorno mi ha abbracciata ed ha pronunciato : “Lablu!” che lei traduce come ti voglio bene. Ad oggi è  passato un anno e tra noi si è instaurato un rapporto molto solido di amicizia, un rapporto fuori dagli interessi e dentro il cuore. Premetto che è stato un percorso molto difficile e so che sarà ancora molto lungo, queste persone sono testarde e vivono nel loro mondo fatto di sogni per difendersi dalla realtà e scalfire la loro corazza non è facile. Ho iniziato a portarle da mangiare ogni giorno, poi ogni settimana la porto a pranzo fuori, il tempo passa e riesco sempre di più a interagire con lei. Inizialmente non capivo perché non riuscissi un minimo a scrollare le sue idee ma perché allo stesso tempo lei si fosse affezionata. Per capirla ancor meglio mi sono inserita nei volontari Sant’Egidio e vedendo anche tanti altri senzatetto ho capito perché si comportava in quel modo. Non le mancava né cibo né acqua , semplicemente le mancava sentirsi un essere sociale, le mancava sentirsi importante per qualcuno. Esistono tante persone buone ed è per questo che nelle nostre città i senzatetto sopravvivono. Ci sono  cittadini sensibili che anche con un semplice gesto alleviano il dolore e colmano il vuoto della solitudine  di molti senzatetto. Solo accendendo il mio cuore posso amare così tanto la mia vita. Son sicura che lì fuori ci sono tanti clochard proprio come Irina, magari schivi e testardi e che tanti di loro meritano una possibilità di rinascere come esseri sociali. Per creare un mondo migliore dobbiamo partire proprio da un lablu detto da un’ Irina o da un gesto di solidarietà. Abbattiamo le differenze sociali che quando sono contrastate da un vero sentimento non hanno ragione di esistere perché un sentimento è molto di più di uno status economico. Iniziamo partendo dal basso, dobbiamo curarci dei più deboli per creare una società più giusta e soprattutto più umana. Per parlare di giustizia è necessario precisare quante donne si trovino in una situazione così,  difficile da accettare ma sono davvero molte a non avere documenti né  diritti. Questo è un problema all’interno del problema in quanto trovo assurdo che si accetti una questione così anormale e che manchino le linee essenziali di uno stato di diritto. Esser donna non è mai stato semplice sin dai tempi più antichi, figuriamoci la vita di strada per una donna . Da donna chiedo ancora una volta maggiore sostegno alle donne nel mondo in quanto non è mai abbastanza, basta vedere quanti femminicidi avvengono ogni giorno. Voglio credere nel mio paese e nei principi a fondamento della nostra costituzione e quindi vorrei che lo stato non accettasse che tante donne possano vivere in una condizione tanto misera. Alcune sono troppo segnate per farcela da sole o per fidarsi, altre ancora non trovano né forza né  ragione per collaborare a combattere. Molte di queste donne hanno subito violenza prima ancora di finire in strada e hanno grande difficoltà a fidarsi degli altri. ed è difficile tollerare indiferrenza difronte ad alcune tematiche. Una maggiore attenzione da parte delle istituzioni a tante donne in difficoltà è necessaria. Tutti i senzatetto sono chiamati gli invisibili e io vorrei che invece siano visibili perché nessuno deve esser dimenticato.Tutti meritano di vivere e non di sopravvivere.

Sara Biondini