È stato pubblicato il Numero 0 del Bollettino Liste di Attesa dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), il nuovo strumento di monitoraggio trimestrale basato sui dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), presentata a maggio 2026. Il documento, con dati aggiornati al 30 giugno 2026, confronta il primo semestre 2026 con lo stesso periodo del 2025 e fotografa, tra le altre Regioni, la situazione del Lazio, che mostra un andamento in flessione sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici rispetto all’anno precedente, pur mantenendo valori superiori alla media nazionale.
Cos’è la PNLA e come funziona il monitoraggio
Il Bollettino nasce in coerenza con gli obiettivi del Decreto 73/2024 e monitora sistematicamente il rispetto dei tempi massimi di attesa per le quattro classi di priorità previste dalla normativa: U (Urgente, entro 3 giorni), B (Breve, entro 10 giorni), D (Differita, 30 giorni per le prime visite e 60 per gli esami diagnostici) e P (Programmata, entro 120 giorni). Il monitoraggio riguarda le 14 tipologie di prime visite specialistiche e i 22 accertamenti diagnostici individuati nel Piano Nazionale delle Liste di Attesa 2019-2021, con riferimento alle prenotazioni effettuate nell’ambito delle ASL di appartenenza dell’assistito.
Il quadro nazionale: prenotazioni in crescita
A livello nazionale, il numero complessivo delle prenotazioni è cresciuto, passando dai 13,3 milioni del primo semestre 2025 ai 14,9 milioni del primo semestre 2026. Nel dettaglio sono state prenotate 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici. La percentuale nazionale di rispetto dei tempi di garanzia è salita dal 76,4% al 78,5% per le prime visite e dall’82,8% all’84,6% per gli esami diagnostici.
Il Lazio in controtendenza sulle prime visite
Diversamente dal trend nazionale positivo, il Lazio registra un calo nella percentuale di rispetto dei tempi di garanzia per le prime visite, passando dal 94,6% del primo semestre 2025 al 91,6% del primo semestre 2026. Si tratta comunque di un valore che resta superiore alla media nazionale (78,5%), ma che segna un peggioramento rispetto all’anno precedente. Il Bollettino colloca il Lazio, insieme ad Abruzzo, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento, tra le Regioni che presentano un peggioramento rispetto al corrispondente periodo del 2025, pur partendo da percentuali elevate.
Anche gli esami diagnostici in leggero calo
Andamento simile per gli esami diagnostici: la percentuale di rispetto dei tempi nel Lazio scende dal 90,5% al 89,7% tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026. Anche in questo caso il dato regionale resta superiore alla media nazionale (84,6%), collocando il Lazio tra le 10 Regioni che confermano una percentuale di rispetto dei tempi già elevata nel 2025, superiore all’80%.
La distribuzione delle priorità in classe P
Il Bollettino evidenzia inoltre una marcata variabilità tra le Regioni nell’attribuzione delle classi di priorità in fase di prescrizione, un fattore che incide sulle percentuali di rispetto dei tempi di garanzia. Per la classe P (prestazioni programmabili entro 120 giorni), il Lazio registra un aumento della quota di prescrizioni in questa categoria, che passa dal 51,1% al 56,1% tra i due semestri, a fronte di una percentuale media nazionale del 38,1% registrata nel 2025.
Il commento del presidente della Regione, Francesco Rocca
Sui dati diffusi da Agenas è intervenuto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha sottolineato il posizionamento della Regione rispetto alla media nazionale:
«Ci sono risultati che non nascono dagli annunci, ma dalla dedizione quotidiana, dalle scelte difficili, dalle ore trascorse negli ospedali e negli ambulatori e dal lavoro portato avanti a testa bassa, spesso lontano dai riflettori. Il bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste d’attesa colloca ancora una volta il Lazio ai vertici nazionali: nel primo semestre del 2026, infatti, il 91,6 per cento delle prime visite specialistiche e l’89,7 per cento degli esami diagnostici sono stati garantiti entro i tempi indicati nelle prescrizioni. Per le prime visite il Lazio è sul podio nazionale, con risultati nettamente superiori alla media italiana, pari al 78,5 per cento; anche per gli esami diagnostici il dato regionale supera ampiamente la media nazionale dell’84,6 per cento».
Rocca ha poi rivolto un ringraziamento al personale sanitario: «Questi numeri confermano la solidità del percorso intrapreso e raccontano una sanità che sta reagendo, aumentando la propria capacità di risposta e cercando – ogni giorno – di avvicinarsi maggiormente ai bisogni delle persone. Il mio ringraziamento più sincero va ai medici, agli infermieri, ai tecnici, agli operatori sociosanitari, al personale amministrativo e a tutti coloro che, nelle nostre aziende sanitarie, rendono possibile questo risultato. Dietro ogni percentuale c’è il loro impegno, dietro ogni prestazione garantita nei tempi c’è un cittadino che ha ricevuto una risposta e dietro ogni passo in avanti c’è una comunità professionale che non ha mai smesso di credere nel servizio sanitario pubblico».
Il presidente ha quindi ribadito l’impegno a proseguire il lavoro avviato: «Naturalmente, non ci fermiamo. Perché ogni singola persona costretta ad attendere oltre il tempo clinicamente appropriato rappresenta per noi una sfida, oltre che un impegno ancora da mantenere. Continueremo perciò a lavorare con maggiore determinazione, perché il nostro obiettivo non è celebrare una classifica, ma garantire cure tempestive e accessibili a tutti».
Rocca ha infine risposto alle critiche sulla gestione della sanità regionale: «Esiste una differenza profonda tra la critica, che è sempre legittima, e la negazione sistematica della realtà. Chi continua a descrivere la sanità del Lazio come immobile o abbandonata dovrebbe avere l’onestà di confrontarsi con dati ufficiali e indipendenti. I problemi vanno affrontati senza nasconderli, ma gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti devono essere riconosciuti e rispettati. Il mio obiettivo è quello di riportare fiducia nei cittadini».
Le buone pratiche di altre Regioni
Il Bollettino dedica una sezione alle buone pratiche regionali, che l’Agenas intende porre in evidenza per favorirne la replicabilità in altri contesti territoriali. Tra i casi citati, la Regione Toscana ha adottato una misura per migliorare l’appropriatezza prescrittiva delle prime visite dermatologiche, utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per analizzare circa 350.000 prescrizioni e ridefinendo, con una Delibera di Giunta Regionale di marzo 2026, i criteri di priorità (RAO), escludendo la valutazione dei nei non sospetti tra i quesiti legati ai codici di priorità. La misura ha portato a una riduzione del 5% delle prescrizioni di prime visite dermatologiche e a un miglioramento dei tempi di attesa, dal 60,5% al 63,1%.
La Regione Piemonte, invece, ha sviluppato algoritmi per l’ottimizzazione della gestione delle agende, tra cui una funzione di “equiparazione delle priorità” attiva sul 97% delle agende regionali e un sistema di “rilascio automatico delle fasce orarie”. Queste soluzioni hanno permesso alla Regione di migliorare la performance delle prenotazioni con priorità B, passando da valori intorno al 50% a valori superiori al 95% nell’arco di un triennio.
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