a cura di Pierpaolo Di Leva
Lecce-Roma 0-4. Copia e incolla. Sette giorni dopo il poker rifilato alla Fiorentina, la Roma di Gian Piero Gasperini ripete il risultato e la prestazione al Via del Mare, chiudendo la pratica in venticinque minuti e portandosi a casa il secondo 4-0 consecutivo. Doppietta di Donyell Malen, primo gol stagionale di Matías Soulé, sigillo di Rodrigo Mora nella ripresa. Sei punti, otto gol fatti, zero subiti: i giallorossi sono a punteggio pieno e in vetta alla classifica grazie alla differenza reti.
Ghilardi all’ultimo minuto, poi la Roma parte a razzo
La serata nasce con un contrattempo: nel riscaldamento Evan Ndicka avverte un problema fisico e rientra negli spogliatoi in anticipo. Gasperini deve rimescolare la difesa all’ultimo e lancia Daniele Ghilardi al fianco di Mancini e Hermoso, confermando Lulli sulla destra e Soulé al posto di Mora alle spalle di Malen con Dybala. Un cambio forzato che si rivela una scelta vincente.
Bastano quattro minuti per indirizzare la partita. Gaspar sbaglia clamorosamente in uscita, Malen non perdona e insacca: è il quarto gol in meno di cento minuti di campionato per l’olandese. Al 23’ arriva il raddoppio, ed è la giocata più bella della serata: Wesley lo serve in profondità e Malen supera Falcone con uno scavetto morbido, da centravanti che ha ritrovato tutta la fiducia del mondo. Due minuti dopo Soulé ribadisce in rete una respinta del portiere leccese e chiude di fatto i conti sullo 0-3.
Malen show: cinque gol in due partite
Dopo la tripletta all’Olimpico, il numero 14 sale a quota cinque reti in due giornate e sfiora più volte la terza anche a Lecce: al 32’ Falcone gli nega il gol sul cross di Lulli, nel recupero del primo tempo il suo piatto destro su imbucata di Dybala esce di un soffio. Non segna soltanto: recupera palloni, apre spazi, partecipa al pressing. È il giocatore che in questo momento fa la differenza in Serie A, e Gasperini lo sa bene.
Il Lecce, reduce dalla vittoria di Venezia, si affaccia dalle parti di Svilar solo al 38’ con Geubbels, ma il portiere giallorosso resta lucido e devia. Nel frattempo Soulé sfiora il gol con un destro a giro e Dybala impegna Falcone dal limite. Il primo tempo si chiude con la Roma vicina alla perfezione: tre gol, dominio territoriale e un possesso palla che a fine gara segnerà il 66 per cento.
Mora entra e segna, esordio per Molina e De Roon
La ripresa è gestione pura, con il caldo del Salento che costringe Chiffi a un cooling break al 70’. L’unico brivido arriva al 61’, quando il Lecce colpisce un palo in un batti e ribatti in area ed è Hermoso a salvare sulla ribattuta. Un minuto dopo Gasperini manda in campo Nahuel Molina e Rodrigo Mora, e il portoghese ci mette cinque minuti per lasciare il segno: al 65’ Mancini gli serve un pallone da due passi e Mora firma il poker, il suo primo gol italiano.
C’è spazio anche per Castro e Pisilli, e nel finale per il debutto di Marten De Roon, che rileva Dybala all’84’. La Roma continua a creare fino alla fine, con un uno-due spettacolare tra Mora e Dybala all’80’, e chiude con quindici conclusioni contro le sette dei padroni di casa. Dall’altra parte il Lecce di Di Francesco non trova mai il modo di rientrare in partita.
Una squadra che ha assimilato Gasperini
Dopo un anno di lavoro, questa Roma sembra aver interiorizzato il calcio del suo allenatore: aggressione alta, verticalità immediata, catene laterali che funzionano. Ghilardi, scelto all’ultimo, gioca una partita di grande personalità proponendosi anche in avanti; Lulli conferma quanto di buono visto con la Fiorentina e rende la concorrenza di Molina tutt’altro che scontata; Dybala, senza segnare, orchestra ogni azione da trequartista totale.
Il vero esame arriva ora. Sabato sera all’Olimpico si presenta l’Atalanta, la squadra che Gasperini ha costruito per quasi un decennio e che oggi ritrova da avversaria. Sarà la prima big della stagione e il primo banco di prova credibile per capire se questa partenza è un fuoco di paglia o l’inizio di qualcosa di serio. Intanto, però, la classifica dice Roma prima. E a Roma si comincia a sognare.
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