Le notti bianche, con Lorenzo Lavia e Marial Bajma Riva

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Un capolavoro della narrativa mondiale di fine Ottocento che ha come protagonisti un uomo ed una giovane donna che si incontrano durante una lunga notte insonne, la prima di una lunga serie, in cui – complice il buio – si raccontano e si confidano fino ad innamorarsi. Si muovono in un non-tempo e in un non-spazio legati da un filo indissolubile che è rappresentato dalla solitudine e dall’angoscia che abita le loro notti, per l’appunto, trascorse in bianco. Nelle lunghe chiacchierate hanno la possibilità di accedere a quel luogo segreto dell’anima che solitamente non condividono con altri all’infuori di loro. Estrapolando alcuni passaggi descrittivi e rendendoli espressivi e non solamente scenografici, i personaggi si muoveranno con destrezza tra le vie di San Pietroburgo: la grande balena (come descritta dall’autore stesso) capace di ingurgitare nella sua pancia enorme qualsiasi avventore. La volontà del regista è quella di regalare al pubblico un’immersione profonda all’interno di un racconto che sveli l’interiorità dei protagonisti e al tempo stesso fornisca domande su quella di chi la osserva. Come di fronte ad una lente deformata, vedremo un uomo ed una donna conoscersi, legarsi e separarsi, azzerando l’unità temporale e vivendo nell’arco di un’ora e mezza quello che loro hanno vissuto nel corso di quattro nottate.

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