Le dimissioni di Zingaretti slittano al 10 novembre, si va verso il voto il 12 febbraio

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Il governatore attenderà il giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione (per l’esercizio 2021) prima di lasciare.Non è più l’approvazione del provvedimento Collegato al Bilancio la deadline per le dimissioni di Nicola Zingaretti da presidente della Regione Lazio. L’assemblea regionale voterà l’ultimo atto consiliare il prossimo martedì 8 novembre (inizialmente l’ok era previsto entro oggi) ma – secondo quanto apprende l’agenzia Dire – il governatore, anche per una forma di cortesia istituzionale verso la Corte dei Conti, attenderà il giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione (per l’esercizio 2021) da parte dei giudici contabili della sezione di controllo del Lazio prima di lasciare.

L’adunanza si svolgerà il 10 novembre nell’aula delle Sezioni Riunite e, come si legge sul sito della Corte, interverrà lo stesso Zingaretti dopo l’introduzione del presidente della sezione regionale di controllo, Roberto Bendetti, cui seguiranno le relazioni dei magistrati Giuseppe Lucarini, Laura D’Ambrosio, Mauro Nori e Marinella Colucci e la requisitoria del Procuratore regionale della Corte, Pio Silvestri.
Questo slittamento delle dimissioni da parte di Zingaretti apre uno scenario nuovo sulla data del voto nel Lazio. Finora l’ipotesi più accreditata era quella del 5 febbraio, perché legata all’addio del presidente subito dopo l’ok del Consiglio al Collegato previsto, come detto, per oggi. Adesso invece inizia a prendere sempre più corpo, tanto da essere considerata da molti al momento l’ipotesi più probabile, la data del 12 febbraio per lo svolgimento delle elezioni. Perché questo accada, basterebbe che Zingaretti si dimettesse l’11 novembre. Ventiquattro ore dopo ci sarebbe la pubblicazione sul bollettino della Regione e da quel momento decorrerebbero i tre mesi entro i quali si deve andare alle urne, come prevede lo Statuto del Lazio.

Le spinte per arrivare alla seconda domenica di febbraio sono tante. Anche da pezzi dell’opposizione di centrodestra, eccetto FdI che vorrebbe votare il 5. Non va dimenticato che entro un mese dal voto vanno presentate le liste. Pertanto svolgere le elezioni il 12 febbraio consentirebbe ai partiti di stabilire i propri candidati non durante le feste di Natale ma dopo. Inoltre, questo termine darebbe a tutti un mese pieno per lo svolgimento della campagna elettorale.

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