a cura di Pierpaolo Di Leva
Serie A 2026/27, 2ª giornata – Stadio Olimpico, Roma – domenica 30 agosto 2026 – Arbitro: Feliciani
Lazio-Genoa 1-0. Sei giorni dopo il colpo di Bologna, la Lazio replica il copione: un solo gol, sempre dello stesso uomo, e altri tre punti in cassaforte. Davide Frattesi segna al 25’ e regala a Gennaro Gattuso il secondo successo consecutivo, in un Olimpico che di festoso aveva ben poco. Sei punti su sei, porta ancora inviolata: numeri che nessuno, dopo la debacle di Coppa Italia con il Mantova, avrebbe scommesso di leggere alla fine di agosto.
Un Olimpico vuoto: seimila spettatori e lo sciopero della curva
La cornice è stata la vera nota stonata della serata. Per lo sciopero della tifoseria contro il presidente Lotito, l’esordio casalingo stagionale si è giocato davanti a circa seimila persone, in uno stadio con decine di migliaia di posti vuoti. Un silenzio surreale, che ha accompagnato per novanta minuti una squadra costretta a trovare energie soltanto dentro di sé.
Gattuso ha risposto al 3-4-1-2 di Daniele De Rossi con il suo 4-3-3: Mandas tra i pali, Floriani Mussolini e Nuno Tavares sulle fasce, Doekhi e Provstgaard centrali, in mezzo Rovella con Taylor e Frattesi, davanti Cancellieri e Zaccagni ai lati di Dia. Andrea Pinamonti, appena arrivato in biancoceleste, è partito dalla panchina.
Il gol al 25’: Nuno Tavares apre la strada, Frattesi la chiude
La Lazio ha preso subito il comando delle operazioni, senza però trovare spazi contro un Genoa compatto ma insolitamente remissivo. Il vantaggio è arrivato al 25’ dalla corsia mancina: Nuno Tavares ha saltato Ellertsson e ha messo in mezzo un pallone basso e perfetto per l’inserimento di Frattesi, che ha calciato di prima intenzione, centrale ma potente, sorprendendo un Bijlow tutt’altro che impeccabile.
È il secondo gol in due partite per l’ex Inter, che dopo il colpo del Dall’Ara si conferma l’uomo in più di questa Lazio. Al 45’ i due protagonisti dell’1-0 hanno provato a scambiarsi i ruoli: cross di Frattesi, scatto di Tavares e pallone sul palo. Poco dopo un retropassaggio sciagurato di Marcandalli ha rischiato di spalancare la porta a Zaccagni, con Bijlow a liberare come poteva.
Ripresa di gestione: Doekhi e Provstgaard non tremano
Nella ripresa la Lazio ha controllato senza affanni. Zaccagni ha sfiorato il raddoppio al 68’ con un destro da fuori di poco alto, Doekhi ha sprecato una buona occasione al 75’ con una scivolata imprecisa, mentre Pinamonti, entrato all’80’, si è girato in area con il movimento del centravanti vero mandando il pallone a sfiorare il palo.
Il Genoa ha avuto due sussulti veri: al 79’ con il giovane Meichtry, che dopo un dribbling in area ha calciato di poco a lato, e al 93’ con il colpo di testa di Frendrup, sul quale Mandas si è fatto trovare pronto. Troppo poco per una squadra che ha chiuso con appena un tiro nello specchio, nonostante il 54% di possesso palla.
Cosa dicono i primi sei punti di Gattuso
Due partite, due vittorie di misura, zero gol subiti. La Lazio di Gattuso non è ancora bella, e sarebbe ipocrita sostenere il contrario: contro il Genoa ha prodotto quindici conclusioni ma solo tre nello specchio, e ha lasciato agli avversari il pallino del gioco. Ma è cinica, organizzata e soprattutto solida, tre aggettivi che negli ultimi anni all’Olimpico si erano visti raramente insieme.
Le note più liete arrivano dalle fasce: Nuno Tavares è tornato a spingere con continuità fino alla sostituzione del 63’, mentre Cancellieri – corteggiato proprio dal Genoa in questi giorni di mercato – ha giocato una partita mobile ed elegante, meno incisiva soltanto negli ultimi venti metri. Da monitorare invece l’uscita anticipata di Rovella, sostituito da Belahyane già al 36’.
Il calendario ora propone la trasferta di Udine, prima del big match casalingo con il Milan. Sarà lì che si capirà se questa partenza vale davvero qualcosa. Intanto, però, la classifica dice sei punti e il tabellino dice Frattesi. Due certezze da cui ripartire.
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