La Manovra approda in Aula. Bonus, reddito di cittadinanza e pensioni: le novità

Dopo sette giorni la Commissione Bilancio della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti e dato il mandato ai relatori.

La Manovra approda in Aula: dopo sette giorni la Commissione Bilancio della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti e dato il mandato ai relatori Paolo Trancassini, Roberto Pella e Silvana Comaroli. Il provvedimento approderà, dunque, in aula giovedì 22 dicembre, alle ore 8, con votazioni non prima delle 11. Per venerdì 23 dicembre è atteso il voto di fiducia alla Camera. Tra Natale e Capodanno si concluderà la seconda lettura del testo al Senato.

Tra le misure non è stata approvata la norma sul Pos, tornano quindi le multe per i commercianti che rifiutano di accettare pagamenti con carte e bancomat. È stato prorogato il bonus mobili con un tetto che sale a 8.000 euro e i condomini avranno fino al 31 dicembre 2022 per presentare la Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) per poter beneficiare del superbonus al 110%. Per chi ha un mutuo, la manovra approvata dalla commissione, prevede che si potrà rinegoziare passando dal tasso variabile al tasso fisso (su mutui ipotecari in origine non superiori a 200mila euro e per chi ha un’Isee che non supera i 35mila euro).

LEGGI ANCHE: Via la norma sui Pos, limite di 7 mesi per il reddito di cittadinanza: ecco le modifiche alla manovra

Smart working proprograto fino al 31 marzo, ma solo per i fragili non per i genitori di figli sotto i 14 anni. Viene abolita la 18 App, la tanto contestata carta degli studenti viene sostituita da una carta cultura giovani con Isee a 35mila euro massimo e una carta del merito scolastico per chi prende 100 alla maturità.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza: lo perderà chi non accetta prima un’offerta di lavoro. Il congedo parentale retribuito all’80% viene esteso di un mese e sarà utilizzabile entro il sesto anno di vita del figlio da entrambi i genitori, in alternativa tra di loro. In tema di pensioni, cambia la norma che rivede per il 2023 e 2024 la rivalutazione automatica e salgono a 600 euro le pensioni minime per chi ha più di 75 anni ma solo per il 2023. Messa, infine, una soglia agli stipendi dei manager delle banche che sono state salvate grazie all’intervento dello Stato.