Italo, contratto scaduto da 19 mesi

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Il Contratto Collettivo Aziendale di Italo è scaduto il 31 dicembre 2024 e, a distanza di diciannove mesi, il rinnovo resta al centro del confronto tra azienda e sindacati. FAST Confsal pone l’accento soprattutto sulla questione salariale, sulla riduzione dell’orario di lavoro e sulle condizioni organizzative, definendo una vertenza che assume sempre più una dimensione industriale.

FAST Confsal-Italo, il contratto aziendale scaduto da 19 mesi

Diciannove mesi senza rinnovo e un confronto che, secondo FAST Confsal, non riguarda più soltanto gli aspetti contrattuali, ma investe direttamente il modello organizzativo e industriale di Italo.

Il Contratto Collettivo Aziendale di Italo, scaduto il 31 dicembre 2024, non è stato ancora rinnovato e, secondo quanto evidenziato dal sindacato, i valori retributivi applicati ai lavoratori sarebbero ancora quelli dell’agosto precedente.

Nel frattempo è cambiato il quadro di riferimento del settore ferroviario: il CCNL Mobilità – Attività Ferroviarie è stato rinnovato nel 2025, con il completamento degli incrementi economici nel giugno 2026.

Una situazione che, secondo FAST Confsal, avrebbe determinato un crescente divario tra le condizioni economiche applicate in Italo e quelle previste dal contratto nazionale di riferimento.

Trattativa Italo, confronto su turni e organizzazione del lavoro

Nell’ultimo incontro tra le parti, riferisce FAST Confsal, la società avrebbe confermato l’esistenza di margini economici e normativi, collegando tuttavia eventuali avanzamenti della trattativa all’accoglimento di ulteriori esigenze di carattere organizzativo.

Il sindacato dichiara di aver scelto la strada del confronto, affrontando diversi temi che incidono sull’organizzazione quotidiana del lavoro: dalle assenze titolate alla durata delle prestazioni, passando per turni, riserve e programmazione dei servizi.

Questioni che FAST Confsal considera legittime all’interno dell’organizzazione di un’impresa ferroviaria, ma che devono essere valutate anche per gli effetti prodotti sulla qualità della vita dei dipendenti.

Per il sindacato, eventuali modifiche organizzative dovrebbero quindi essere accompagnate da maggiore prevedibilità della programmazione, riposi adeguati, riconoscimenti economici concreti e da una riduzione dell’orario settimanale di lavoro.

Il salario al centro della vertenza FAST Confsal-Italo

Il principale punto di distanza resta però quello economico.

FAST Confsal sostiene la necessità di procedere all’adeguamento dei minimi retributivi, senza che questo venga subordinato a nuove concessioni sul versante gestionale e organizzativo.

Il sindacato richiama inoltre il quadro normativo sul cosiddetto “salario giusto”, ritenendolo un ulteriore elemento a sostegno della richiesta di allineamento dei trattamenti economici.

Proprio la differenza tra le retribuzioni applicate in Italo e quelle previste nel comparto ferroviario diventa così uno dei punti centrali della trattativa.

FAST Confsal chiede un prospetto comparativo delle retribuzioni, insieme alla copertura economica del periodo di vacanza contrattuale e alla definizione di importi, decorrenze e criteri verificabili per il nuovo accordo.

FAST Confsal: il divario retributivo può diventare una questione industriale

Nella posizione espressa dal sindacato, il protrarsi della situazione potrebbe avere conseguenze che vanno oltre la trattativa aziendale.

FAST Confsal evidenzia infatti la possibilità che il permanere del divario rispetto ai parametri contrattuali di riferimento possa determinare verifiche sull’accesso dell’impresa ai benefici previsti dalla normativa.

È anche per questo che la vertenza viene definita sempre più “industriale”: non soltanto una discussione sugli aumenti salariali, ma un confronto che coinvolge competitività, organizzazione del lavoro, sostenibilità sociale e relazioni industriali all’interno di una delle principali aziende ferroviarie italiane.

Dai macchinisti al personale di stazione: tutte le categorie coinvolte

La trattativa interessa un perimetro professionale molto ampio.

Sono coinvolti macchinisti, train manager, hostess e steward, personale di stazione, operatori di impianto, addetti alla protezione asset, personale delle sale operative, coordinamenti e staff.

La posizione di FAST Confsal è quella di arrivare a un’intesa capace di mantenere un equilibrio tra le diverse professionalità, evitando che il miglioramento delle condizioni di una categoria venga finanziato attraverso sacrifici richiesti a un’altra.

Allo stesso modo, il sindacato chiede che il risultato della trattativa produca miglioramenti effettivi e misurabili delle condizioni economiche e normative.

Riduzione dell’orario e minimi nazionali, possibili convergenze tra i sindacati

Le distanze con la società vengono descritte come ancora significative. All’interno del fronte sindacale, tuttavia, FAST Confsal segnala un possibile avvicinamento delle posizioni su due questioni considerate strategiche: l’adeguamento automatico ai minimi nazionali e la riduzione dell’orario di lavoro.

Una convergenza che potrebbe incidere sul prosieguo del negoziato, a condizione, sottolinea il sindacato, che si traduca in una posizione sostanziale e non rappresenti esclusivamente una tecnica negoziale.

Dopo diciannove mesi dalla scadenza del contratto aziendale, la trattativa entra quindi in una fase delicata. Al centro rimane la ricerca di un equilibrio tra le esigenze organizzative dell’impresa e la richiesta dei lavoratori di recuperare potere d’acquisto, ottenere maggiore certezza nella gestione dei turni e migliorare complessivamente le condizioni di lavoro.


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