Italia e Burkina Faso: una nuova era di cooperazione economica e strategica

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Sotto la guida determinata di S.E. Cyrille Ganou/Badolo, Ambasciatrice del Burkina Faso in Italia, una delegazione di imprenditori italiani ha intrapreso una missione di prospezione economica destinata a segnare un punto di svolta nelle relazioni tra i due Paesi. Dal 20 aprile al 2 maggio 2026, l’obiettivo è chiaro: trasformare l’interesse diplomatico in una presenza industriale solida, sfidando le narrazioni esterne e puntando sulla trasformazione locale delle risorse.

L’avvio e la costruzione di una base comune

La missione ha mosso i suoi primi passi con un approccio pragmatico, immergendosi immediatamente nel tessuto amministrativo burkinabé. Attraverso gli incontri con la Maison de l’Entreprise e l’Agenzia per gli Investimenti (ABI), la delegazione ha analizzato le procedure per la costituzione di società e gli incentivi fiscali messi a disposizione dal Governo. Un momento simbolico di grande impatto è stata la partecipazione al lancio delle attività per i 700 afro-discendenti tornati in Burkina Faso, un evento che ha sottolineato il clima di apertura e la volontà del Paese di accogliere iniziative economiche internazionali in un contesto di stabilità e accoglienza.

Il ruolo dell’Assemblea e la visione della sovranità

Il cuore politico della missione si è sviluppato durante il secondo giorno, quando gli investitori sono stati ricevuti presso l’Assemblea Legislativa del Popolo (ALP). Il Presidente, il Dott. Ousmane Bougouma, ha illustrato come l’Assemblea operi per tradurre in testi normativi e azioni concrete la visione strategica del Capo dello Stato, il Capitano Ibrahim Traoré. Questa visione, che costituisce la bussola dell’attuale corso politico, è fermamente orientata alla sovranità economica e agli investimenti produttivi. L’istituzione legislativa gioca dunque un ruolo chiave nel dare forma giuridica e operativa a questo progetto di sviluppo nazionale, garantendo un quadro solido agli investitori stranieri.

Il confronto è proseguito con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Aboubakar Nacanabo, il quale ha fornito rassicurazioni tecniche sulla continuità dei progetti e ha proposto un meccanismo di valutazione annuale per monitorare i progressi. Questo impegno reciproco mira a superare la percezione di insicurezza che spesso accompagna il racconto del Paese all’estero, sostituendola con una realtà fatta di resilienza e opportunità concrete.

Progetti industriali e innovazione tecnologica

Entrando nel vivo delle operatività, la delegazione ha incontrato i responsabili dei settori chiave per lo sviluppo nazionale. Con il Ministro dell’Energia e delle Miniere, Yacouba Zabré Gouba, si è discusso del vasto potenziale energetico del Paese, mentre sul fronte della transizione digitale l’attenzione si è concentrata sulla sicurezza dei dati. Il progetto di rimpatrio dei dati nazionali e la creazione di nuovi data center rappresentano pilastri fondamentali per la completa digitalizzazione della pubblica amministrazione burkinabé, in linea con gli obiettivi di autonomia tecnologica.

Particolarmente significativo è stato l’interesse per l’agroindustria, esemplificato dal progetto della Salerno Company. L’azienda italiana punta alla realizzazione di un impianto per la produzione di imballaggi metallici, essenziali per la conservazione del pomodoro e per la valorizzazione della filiera agricola locale, trasformando il potenziale agricolo in valore aggiunto industriale.

Cultura e prospettive future

Oltre agli affari, la missione ha dedicato spazio alla memoria storica e alla cultura, visitando il Mausoleo di Thomas Sankara e il Museo Nazionale. Questi momenti di immersione hanno permesso agli investitori di comprendere meglio le radici di un Paese che si definisce “degli Uomini Integri”.

La missione si sposta ora verso la città di Sya (Bobo-Dioulasso), in coincidenza con la Settimana Nazionale della Cultura. Qui, tra scambi con gli operatori economici locali e autorità regionali, la delegazione italiana continuerà a esplorare nuove strade per partenariati che siano, come auspicato dal Ministro degli Affari Esteri Karamoko Jean Marie Traoré, “fruttuosi e reciprocamente vantaggiosi”.


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