In uscita su WeShort il corto esoterico di Giuseppe Sciarra.

0
346
L’esoterismo è una dottrina spirituale che ha sempre trovato ampio spazio nel cinema sia mainstream che indipendente. Si resta però sempre sorpresi quando dei registi l’affrontano in maniera dichiarata e esplicita in un proprio lavoro, ancor più se il tema predominante dell’opera non ha nulla a che vedere con le discipline magiche. Ikos di Giuseppe Sciarra  prodotto da Cinetika Srls è un caso emblematico. Il corto del regista pugliese parla di bullismo e di un’infanzia al limite fatta di soprusi e pulsioni suicide eppure nel corto c’è anche altro, un simbolismo straniante e misterioso.
Sciarra mette in scena una serie di performance che sembrano dei veri e propri riti misterici  e di purificazione  che rimandano palesemente ai rituali iniziatici delle società segrete e occultiste.  Una scelta bizzarra  per un corto che parla di bullismo che non può non sorprendere e affascinare lo spettatore. Il tema della morte e della rinascita sin dal titolo, “Ikos” parola greca che vuol dire fenice, si accompagna a scene intense come la sepoltura del protagonista di notte quando c’è la luna piena, oppure quando vengono bruciate delle vecchie foto, come a voler estirpare il male per mezzo del fuoco come facevano in antichità.
“Ho sempre subito il fascino della magia ma non sono una di quelle persone che va dietro alle superstizioni o a un esoterismo da discount, piuttosto mi piace cogliere col cinema l’aspetto sacro e misterico delle cose, dei luoghi e dei simboli che ci circondano. Sicuramente in Ikos come in altri lavori compio un atto magico che è l’atto dell’arte, la più alta forma di magia. “
Giuseppe Sciarra
“Ikos” sarà disponibile  online sulla piattaforma WeShort. Il corto che ha avuto un forte impatto emotivo presso il pubblico durante le sue presentazioni ufficiali promette di essere non solo un viaggio nell’inferno del protagonista ma anche qualcosa di più ineffabile  che ha vedere con l’inconscio collettivo, con il sacrificio e con la resurrezione dopo la morte, una morte simbolica, quella di Giuseppe Sciarra.