Il sogno realizzato di Gianluca «È Roma che ha fatto la magia»

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di Edlin Paolone

 

 

Protagonista con Daniela Poggi in Dillo al Mare di Riccardo Sesani, tra gli interpreti di Karate Man di Claudio Fragasso, entrambi in sala a fine anno: è il travolgente esordio del giovane attore romano Gianluca Potenziani, scoperto dalla Ipnotica Produzioni. Che dice: “La mia città ha fatto la differenza”.

 

 

 

Ventinove anni, fisico scolpito, lineamenti gentili, modi riservati e il sorriso di chi già conosce e sa comprendere la vita, le sue responsabilità. È l’attore romano Gianluca Potenziani, talento emergente che la Ipnotica Produzioni di Alberto De Venezia ha voluto in due suoi film di imminente uscita: Dillo al Mare di Riccardo Sesani e Karate Man di Claudio Fragasso.

L’intervista avviene nel suo delizioso appartamentino in zona Tiburtina. I colori dominanti, i tessuti degli arredi sono caldi come l’accoglienza che mi riserva; vivaci come il suo temperamento, che trasuda di una bella voglia di fare, di apprendere.

Mi guarda curioso mentre attende la prima domanda, come se fosse lui a voler sapere di me.

 

Complimenti, Gianluca: un esordio col botto.

«Grazie… Sì, il mio sogno più grande si è materializzato così, quasi di colpo… A volte faccio ancora fatica a rendermene conto fino in fondo, a ricostruire… a raccontare com’è andata.»

 

Proviamo. Come hai iniziato?

«Il cinema è il mio amore di sempre. Da bambino avevo una mimica teatrale, facevo ridere tutti in famiglia, e ogni volta mia madre diceva “tu di mestiere dovresti fare l’attore!”. Ero piccolo ma avevo già grandi sogni al proposito, camminavo per le vie dove avevano girato le scene dei miei film preferiti ed ero incantato da quei posti; calpestavo felice quel suolo dove prima di me erano passati celebri artisti; e mi dicevo: anch’io, un giorno, sarò come loro

 

Roma, quindi, ha aiutato.

«Roma è casa mia, sono nato e cresciuto qui. E questo ha fatto tutta la differenza. È una città che dà tantissime emozioni, sembra di stare sempre in un set cinematografico, non solo per lo scenario unico in cui si è calati ma anche per la particolarità della gente, che è magnifica. Per un aspirante attore questo è il paradiso: a Roma vivi fianco a fianco con i personaggi dello spettacolo, respiri la loro stessa aria, li incroci per strada. Vai alle prime dei film e in sala siedi assieme ai protagonisti; vai al ristorante e c’è un gentilissimo Christian De Sica – è capitato a me – che sorride al tuo saluto e ti stringe la mano… Ci sono tantissimi episodi che potrei raccontare. Io tra l’altro per un po’ ho lavorato come autista per i Cinecittà Studios, portavo là attori e cantanti per i vari eventi che vi si svolgevano… Ci sono stati dei begli incontri.»

 

Per esempio?

«Il mio primo cliente fu Fabrizio Moro, un artista che mi colpì molto. Ero emozionato ad avere sul sedile passeggero un cantante internazionale del suo livello e non riuscii ad aprire bocca. Andò diversamente con l’attore Alessio Boni: un uomo generoso, attento. Si stabilì subito una bella empatia e trovai il coraggio di mostrargli il vero Gianluca. Gli confidai che speravo di diventare anch’io, un giorno, un grande attore, e lui mi rivolse delle parole che da allora mi ripeto ogni volta che voglio darmi la carica: “Se ci credi andrai avanti. Solo chi ha il coraggio di affrontare le proprie paure e vivere fino in fondo i propri sogni può ambire al successo. Non sarà facile, ma neanche impossibile”. Alla fine della corsa mi salutò con un bell’arrivederci, come dando per scontato un nostro ulteriore incontro: il suo modo gentile e raffinato di augurarmi di farcela.»

 

Torniamo a quel ragazzo che cammina sognante per le strade di Roma. Va sempre dritto alla meta, o a volte gli capita di perdersi?

Gianluca riflette, serio. «Vede, io credo molto nel destino. E credo che il destino si annunci a noi in tanti modi. Ci viene incontro, sempre; se mai siamo noi che arretriamo. Mamma, con quella battuta sul fatto che ero un attore nato, senza saperlo mi stava già dicendo la verità. Però ci ho messo un po’ per capirlo. E poi ci è voluto altro tempo perché non trovavo il coraggio. Ci giravo intorno, facevo altro. Poi un giorno mi sono detto: perché non realizzare i propri sogni, o per lo meno provarci? Così ho fatto il primo passo: mi sono iscritto ad una scuola per fotomodelli. Ma il mio desiderio di fare cinema era ancora lì, forte, pressante. Allora mi sono deciso ed ho lasciato quella scuola per passare all’Accademia Artisti. Lì ho cominciato finalmente a studiare recitazione. Avevo per docenti Luca Ward, Carlo Principini… ed eccomi qua.»

 

Serve una scuola per diventare attori?

«Secondo me, sì. Penso che ogni giovane che voglia intraprendere questa carriera faccia bene a frequentare corsi qualificati per confrontarsi e sperimentare se stesso, e per essere seguito da docenti pronti a insegnargli bene il mestiere, ma soprattutto capaci di fargli tirare fuori il suo vero carattere, quello che ognuno ha dentro di sé. E questo aiuta anche ad affrontare la vita con stile.»

 

Il debutto di Gianluca è stato direttamente da protagonista, come interprete maschile principale in Dillo al mare. Le riprese sono avvenute nel settembre dello scorso anno a Ronciglione, sul lago di Vico.

«Un’esperienza unica. C’è molta differenza tra pensare ad una cosa e ritrovarti a viverla, perché sai che a quel punto non puoi sbagliare. Ero teso, molto ansioso, sentivo la paura che avvolgeva il mio corpo, ma con il sostegno di tutti sono riuscito a superare quello scoglio. Mi sono confrontato con una bravissima attrice, Daniela Poggi, che considero una maestra per me: un’artista autentica, generosa, sollecita nel dare consigli preziosi…»

 

Daniela Poggi ci ha detto cose molto belle di te. “Ha umiltà, gentilezza, pazienza, e sempre il sorriso sulle labbra. Un bel viso espressivo. Una gran voglia di imparare e crescere artisticamente.”

«Davvero?»

Gianluca sorride, felice.

 

Dillo al mare sarà presto su piattaforme come Amazon Prime Video e anche nelle sale cinematografiche, «con la speranza di portare armonia nelle persone e far capire che l’amore può essere l’arma vincente su ogni problema».

 

E poi? Cos’è successo dopo quella prima esperienza?

«Subito dopo sono stato chiamato per un ruolo nel film Karate Man di Claudio Fragasso. Lì ho sperimentato il dovermi calare in corde caratteriali molto diverse dalle mie: interpretavo un ragazzo arrogante e prepotente.»

 

Come ti sei preparato?

«Metodo Stanislavskij: m’immergo nei panni del personaggio, vi entro con tutto me stesso usando delle mie tecniche psicologiche, scavando nel mio passato, in base al ruolo. A volte riaprire delle porte che hai chiuso da tempo non è facile, ci vuole molto coraggio e molta forza. Io dico sempre che la vita è il nostro miglior insegnante, che può essere buono ma anche abbastanza severo. Perciò uso ogni mia esperienza come preparazione, non esiste miglior lezione.»

 

Credi in te stesso?

«Per forza. Per essere convincenti in questo mestiere prima di tutto ci vuole molta autostima. Che non vuol dire sentirsi perfetti. Anzi, in un certo senso più si mostrano le proprie imperfezioni e più si risulta naturali.»

 

Progetti per il futuro?

«Adesso mi aspetta un’altra bellissima esperienza professionale: il film Tesori che si girerà nel 2021 con la regia di Maria Pia Cerulo. Io e Maria Pia abbiamo già instaurato un bellissimo rapporto, ormai la considero una seconda mamma. Reciterò al fianco di Anna Galiena, Sebastiano Somma, Lucio Allocca.»

 

La tua scalata al successo è ufficialmente iniziata, Gianluca. Chi vedi, ora, quando sei davanti allo specchio?

Ride (ha una risata bellissima, come quella dei bambini) e scuote la testa.

«Non noto grandi cambiamenti rispetto a un tempo. Se dovessi darmi una definizione… Quel che mi sento di dire di me, e ne sono orgoglioso, è che sono un bravo ragazzo. Lo ero prima e lo sono anche adesso. E questo lo devo alla mia famiglia, che mi ha insegnato i giusti valori, l’educazione e soprattutto l’umiltà.»

 

Cosa intendi per bravo ragazzo?

Si agita un poco sulla sedia, imbarazzato: evidentemente non è a suo agio nel parlare di sé in questi termini.

«Mah, per esempio… Tendenzialmente mi preoccupo più per le persone a cui voglio bene che per me. La mia grande passione è aiutare il prossimo, ogni volta che ne ho l’occasione… Ho anche adottato un homeless – e lo dico solo perché spero di diventare, nel mio piccolo, un’ispirazione per altri.»

 

In questo la celebrità serve.

«Esatto: puoi far arrivare un certo messaggio a tantissime persone alla volta, anche solo con l’esempio. Altrimenti essere famosi, di per sé, non ha un gran valore… Anche se devo ammettere che in certi momenti… quando il pubblico si alza ad applaudire alla fine di un film… oppure all’inizio, quando c’è la musica che ti avvolge e cominciano a scorrere i titoli di testa… e allora ti immagini che tra gli altri nomi ci sia anche il tuo, in grande, sullo schermo… e che anche tu sia là, assieme a quegli attori che hai sempre ammirato… Be’, sono brividi. Questa per me è ancora la cosa piu bella ed emozionante che ci sia.»

foto Monica Irma Ricci

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