Il “Mood Städlin” si evolve: a dieci anni dall’apertura, il tempio della mixology diventa anche ristorante

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C’è un motto che risuona tra le mura industriali tra Portuense e Trastevere: “Senza fretta, ma senza sosta”. È la filosofia della famiglia Coticoni che, per festeggiare il primo decennio di Städlin, ha deciso di regalare alla sua fedele community una metamorfosi completa. Quello che conoscevamo come uno dei cocktail bar più vibranti della Capitale, oggi ridefinisce la sua identità trasformandosi in un “contenitore fluido” dove la cucina d’autore incontra i grandi classici del bancone.

Varcare la soglia del nuovo Städlin è stata una sorpresa. Nonostante il rinnovamento sia profondo, si percepisce immediatamente che non è andata persa quell’energia urbana che lo ha reso un’icona. La sensazione è quella di entrare in un club internazionale, dove però l’accoglienza è tutta italiana, calda e premurosa. Gli spazi, che conservano l’estetica contemporanea cara ai frequentatori abituali, si sono arricchiti di una nuova area ristorativa che riesce a essere, allo stesso tempo, vivace e intima.

La vera chicca che abbiamo avuto modo di scoprire è la sala privata esclusiva: un ambiente ricercato con il proprio angolo bar e una postazione DJ dedicata. È la soluzione perfetta per chi cerca privacy senza rinunciare al battito della musica, un dettaglio che dimostra quanto il locale sia stato pensato per ogni esigenza, dalla cena di lavoro alla festa più sfrenata.

Ma veniamo al cuore dell’esperienza: provare il nuovo menu è stato un viaggio sorprendente. La mano di chef Davide Vitiello si sente in ogni portata; c’è una cura quasi maniacale nel bilanciare la tradizione con tecniche d’avanguardia. Personalmente, sono rimasto colpito dalla capacità di elevare sapori familiari: la zuppa di zucca con amaretti croccanti e manzo battuto al coltello è un abbraccio autunnale che non dimentichi facilmente, così come i loro supplì cacio e pepe con pere, una rivisitazione coraggiosa che conquista al primo morso.

L’evoluzione di Städlin nasce chiaramente dall’ascolto. La famiglia Coticoni — Andrea, Elisabetta, Edoardo e Mattia — ha saputo interpretare i desideri dei propri ospiti, trasformando un locale di tendenza in un punto di riferimento polivalente. Seduti al tavolo, tra un cocktail botanico studiato dal bar manager Daniele Arciello e un piatto di gnocchi alla zucca perfettamente eseguiti, ci si sente davvero parte di una grande famiglia.
È raro trovare a Roma un luogo che riesca a gestire con tale naturalezza il passaggio dal caffè del mattino alla mixology di ricerca, fino a una cucina di alto livello. Städlin ci è riuscito, confermando che la passione e la competenza possono trasformare un sogno in una realtà solida e coinvolgente. Uscendo, la sensazione è quella di aver vissuto non solo una cena, ma un’esperienza completa, di quelle che ti fanno venire voglia di tornare già il giorno dopo. Un’evoluzione che conferma come esistano ancora realtà capaci di sorprendere senza mai tradire la propria autenticità.

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