Il discorso del presidente Mattarella: “Giorni travagliati, ma non potevo sottrarmi

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Il tema della dignità è al centro del discorso del Capo dello Stato in Aula alla Camera dei deputati, dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione

Dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, con il contemporaneo sparo dei 21 colpi di cannone dal Gianicolo, il Capo dello Stato Sergio Mattarella pronuncia nell’Aula di Montecitorio, davanti al Parlamento in seduta comune, allargata ai delegati delle regioni, il discoro del suo secondo mandato. “Signori presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno fatto la loro scelta. È per me una nuova chiamata – inattesa – alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi“.

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QUASI 40 MINUTI DI DISCORSO, PIÙ DI 50 APPLAUSI E OVAZIONE FINALE

Quasi quaranta – per la precisione 37 – i minuti del discorso. Una fragorosa e prolungata standing ovation ha salutato il messaggio dato ai grandi elettori e al Paese dal capo dello Stato riconfermato per il suo bis. La lunga standing ovation finale dell’Aula della Camera per Sergio Mattarella è durata 4 minuti e 25 secondi. L’ovazione finale è stata l’ultima di numerosi altri momenti in cui la platea dei grandi elettori si è alzata in piedi per applaudire. Gli applausi totali sono stati circa 50 (moltissimi bipartisan). Alla fine del discorso il presidente della Repubblica, che aveva tolto la mascherina per parlare, ha rivolto alcuni sorrisi e fatto cenni di ringraziamento.

IL RICHIAMO RIPETUTO ALLA DIGNITÀ

È ‘dignità’ la parola chiave del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il giuramento dinanzi alle Camere. La dignità è “la pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile“, dice il Capo dello stato richiamando implicitamente la Costituzione, che all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Dice Mattarella: “Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società”.

Il presidente della Reppublica elenca le varie manifestazioni di questo principio fondamentale della Carta. A cominciare dal lavoro. “Dignità – dice – è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ciascuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita”. “Dignità – dice ancora – è opporsi al razzismo e all’antisemitismo, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ciascuno di noi”.

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Il Capo dello Stato ricorda che “dignità è impedire la violenza sulle donne, profonda, inaccettabile piaga che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio. La nostra dignità – spiega ancora Mattarella – è interrogata dalle migrazioni, soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti la dignità umana degli altri. È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani”.

Una parte rilevante del discorso è dedicato ai giovani: “Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale“. Ma dignità è anche “rispetto per gli anziani che non possono essere lasciati alla solitudine, privi di un ruolo che li coinvolga”. Dignità, aggiunge poi, “è contrastare le povertà, la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone”.

Le donne sono al centro del messaggio del presidente Matarrella. Perché “dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità“. Dignità, sottolinea poi, “è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza. Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare, e capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita”.

Infine un richiamo alla dignità di “un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, dalla complicità di chi fa finta di non vedere. Dignità – conclude il presidente – è garantire e assicurare il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente“.

“INCERTEZZA PROLUNGATA AVREBBE MESSO A RISCHIO IL PAESE”

Le attese degli italiani, osserva Mattarella, “sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di grandi difficoltà. Leggo questa consapevolezza – aggiunge il presidente rieletto – nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana. È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato. Sono stati giorni travagliati per tutti, anche per me“, spiega Mattarella.

“Nel momento in cui i presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle urgenze – sanitaria, economica e sociale – che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze“, ammonisce il Capo dello Stato.

“PARLAMENTO LUOGO PIÙ ALTO DELLA VOLONTÀ POPOLARE

“Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l’unità della Repubblica – ha proseguito il Capo dello Stato – Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel luogo più alto della rappresentanza democratica, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione“.

MATTARELLA ‘STRIGLIA’ I PARTITI: “RISPONDANO A DOMANDE DEI CITTADINI”

Un passaggio del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle Camere è riservato al ruolo dei partiti. Nei confronti del Parlamento il Capo dello Stato ha appena detto che è “cruciale come luogo della partecipazione”. L’invito ai partiti è ad essere all’altezza delle domande che emergono dalla società civile. “La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto”.

“I partiti – aggiunge Mattarella – sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali. Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica. Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può favorire una stagione di partecipazione“.

“COSTITUZIONE ANCORA RIFERIMENTO PER MIA AZIONE”

Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della Costituzione, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi. La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione”.

“MIO PENSIERO A CHI È IN SOFFERENZA”

“Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte concrete al loro disagio”.

“LOTTA CONTRO IL VIRUS NON È CONCLUSA, VACCINI AIUTANO LA RIPRESA”

Mattarella parla anche della pandemia: “La lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi ma non ci sono consentite disattenzioni. È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che aiutano a proteggere noi stessi e gli altri. Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro”.

“L’ITALIA È UN GRANDE PAESE, RIPRESA DEVE CONSOLIDARSI”

“L’Italia è un grande Paese – ricorda il Capo dello Stato – Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno consentito di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese”.

“Viviamo in una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea. L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale”.

L’IMPEGNO IN EUROPA E NELLA NATO

“Rafforzare l’Italia significa anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta – osserva Mattarella – rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della pandemia. L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti. La Conferenza sul futuro dell’Europa non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale”.

“In aderenza alle scelte della nostra Costituzione, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Trattato dell’Atlantico del Nord, l’Unione Europea, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia”.

“Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato nell’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda. Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale – rimarca il Capo dello Stato – Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei Paesi alleati e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini. I popoli dell’Unione Europea devono esser consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e mediorientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità”.

I regimi autoritari o autocratici rischiano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, ben più solide ed efficaci”.

“AUMENTO DEI PREZZI PREOCCUPA”

“Nuove difficoltà si presentano. Le famiglie e le imprese dovranno fare i conti con gli aumenti del prezzo dell’energia. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi”. Per Mattarella, “la stabilità di cui si avverte l’esigenza è fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune”.

“I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini. L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno. Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati”.

“DA SANITARI, FORZE DELL’ORDINE, VOLONTARI E SINDACI L’ESEMPIO”

“L’esempio ci è stato dato da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle Forze Armate e dalle Forze dell’ordine, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza“.

“COSTRUIRE UN’ITALIA PIÙ FORTE E UNITA”

“Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti. Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza. È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte l’Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano. Un Paese che cresca in unità. In cui le disuguaglianze – territoriali e sociali – che attraversano le nostre comunità vengano meno”. Per Mattarella, occorre costruire “una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche”.

“I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari”.

“Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la coesione del nostro popolo. Un’Italia che sappia superare il declino demografico a cui l’Europa sembra condannata. Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione. Un’Italia impegnata nella tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, consapevole della responsabilità nei confronti delle future generazioni“.

IL RINGRAZIAMENTO A DRAGHI: “AMPIO SOSTEGNO DAL PARLAMENTO”

“Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale – è intensamente impegnato il Governo guidato dal presidente Draghi; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro”.

“CULTURA NON È SUPERFLUA, DIVENTI ANCOR PIÙ UNA RISORSA”

L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura. Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi”. Lo ricorda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso per il giuramento dinanzi alle Camere. “La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana. Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico”.

“SCUOLA ASSICURI PARI CONDIZIONI E OPPORTUNITÀ”

“Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità. Costruire un’Italia più moderna è il nostro compito”.

“AZZERARE MORTI SUL LAVORO”. IL RICORDO DEL 18ENNE LORENZO

“Dignità è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ciascuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita. Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro. Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere della nostra società”, sottolinea Mattarella.

“PARLAMENTO CRUCIALE, NO A COMPRESSIONE DEI TEMPI”

“Il Parlamento è cruciale come luogo della partecipazione”. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono accolte dai più lunghi e calorosi applausi di Montecitorio. Il Parlamento è il “luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo cresce nella società civile. Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie. Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società”.

Il Capo dello Stato spiega che “non compete” a lui “indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra democrazia. Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che – particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia sempre posto in condizione di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi”. Il presidente della Repubblica sottolinea che “appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione”.

“CITTADINI NUTRANO FIDUCIA E NON DIFFIDENZA NELLA GIUSTIZIA”

“I cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone. Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati – nota Mattarella – La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei”.

L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte. Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale – è il monito del Capo dello Stato -: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggior forza. Poteri economici sovranazionali, tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico“.

“Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della nostra società – mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia. Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività. Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione – l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini”.

Secondo il presidente della Repubblica, “è indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all’Ordine giudiziario. Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore. In sede di Consiglio Superiore ho sottolineato, a suo tempo, che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza”.

IL RICORDO DI SASSOLI

Il presidente della Repubblica chiude il suo discorso al giuramento con un ricordo di David Sassoli. “A questo riguardo – dice concludendo Mattarella – desidero ricordare in quest’aula il presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, David Sassoli. La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le istituzioni democratiche ai livelli più alti, è entrata nell’animo degli italiani. ‘Auguri alla nostra speranza’, sono state le sue ultime parole in pubblico. Aveva appena detto: ‘La speranza siamo noi’. Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica. Viva la Repubblica, viva l’Italia!“, termina il presidente rieletto.

Alla fine del discorso, la cerimonia di insediamento è proseguita con la visita all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite ignoto, il passaggio delle Frecce Tricolori, per finire poi con l’ingresso, a bordo della Lancia Flaminia decapottabile insieme al presidente del Consiglio Mario Draghi, al Quirinale e il discorso d’insediamento nel Salone dei Corazzieri.

fonte agenzia dire.it