IF/INVASIONI (dal) FUTURO torna al Teatro India

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Dal 31 agosto al 6 settembre Roma ospita IF_LEGACY*2026, tredicesima edizione del progetto multidisciplinare de lacasadargilla. Teatro, musica, installazioni, intelligenza artificiale, filosofia e laboratori per esplorare la fantascienza e interrogare il presente

 Dal 31 agosto al 6 settembre 2026 il Teatro India torna a trasformarsi in un laboratorio dedicato alla fantascienza, alla sperimentazione teatrale e ai grandi interrogativi del presente. Arriva infatti la tredicesima edizione di IF/INVASIONI (dal) FUTURO, il progetto multidisciplinare ideato da lacasadargilla, che quest’anno prende il nome di IF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY*2026.

Un’edizione che rappresenta un vero punto di svolta nel percorso del festival. IF_LEGACY*2026 diventa infatti l’“anno zero” di un progetto drammaturgico della durata di cinque anni, destinato a portare sulla scena l’intero ciclo narrativo dei sei romanzi di DUNE di Frank Herbert.

Il 2026 sarà dedicato ai primi due volumi della saga, DUNE e MESSIA DI DUNE, proposti attraverso un articolato progetto di teatro musicale, multimediale e immersivo.

DUNE diventa teatro: fantascienza per raccontare il nostro presente

Al centro della tredicesima edizione c’è il concetto di Saga, intesa non soltanto come forma narrativa, ma come strumento per confrontarsi con il “tempo profondo”, l’attesa e la capacità di costruire immaginari che vadano oltre la dimensione immediata.

La complessità dell’universo creato da Frank Herbert diventa così il punto di partenza per affrontare questioni estremamente contemporanee: crisi climatica, scarsità delle risorse, acqua, geopolitica, potere, fanatismo, controllo della mente, sfruttamento delle materie prime e rapporto tra uomo e ambiente.

Arrakis, il pianeta desertico attorno al quale ruota DUNE, diventa quindi anche uno specchio attraverso cui osservare il nostro pianeta.

La spezia, la risorsa più preziosa dell’universo immaginato da Herbert, e l’acqua, elemento essenziale e scarsissimo, permettono di costruire un ponte tra fantascienza e presente, interrogando il pubblico sul rapporto tra risorse naturali, sopravvivenza e sistemi di potere.

IF_LEGACY*2026 invade gli spazi del Teatro India

Per una settimana il Teatro India di Roma sarà attraversato da spettacoli multimediali, performance, melologhi sci-fi, installazioni immersive, workshop, laboratori di alta formazione, incontri tra filosofia e letteratura e un palinsesto radiofonico quotidiano.

La manifestazione prende il via lunedì 31 agosto con la prima puntata di RADIO IF_LEGACY, trasmessa dal vivo e disponibile on demand su Spreaker.

A cura di Silvio Impegnoso e dell’ensemble di IF_LEGACY*2026, la radio accompagnerà il festival con rubriche quotidiane, approfondimenti e ospiti dedicati ai temi affrontati dagli spettacoli.

CAPTCHA: il pubblico sfida l’intelligenza artificiale

Il 2 settembre iniziano le serate aperte al pubblico con CAPTCHA, progetto di Roberto Scarpetti, Alice Palazzi e Giacomo Albites Coen.

La performance prende le mosse dal celebre test di Alan Turing, l’“Imitation Game”, e porta direttamente gli spettatori all’interno dell’esperimento.

Il pubblico potrà formulare 30 domande a due interpreti presenti sulla scena. Uno risponderà attraverso contenuti elaborati da esseri umani, l’altro utilizzando risposte prodotte dall’intelligenza artificiale.

La sfida sarà capire chi è chi.

Un dispositivo teatrale che affronta uno dei grandi interrogativi della contemporaneità: siamo ancora capaci di distinguere l’intelligenza umana da quella artificiale?

ELECTRIC STATE, dodici minuti per raccontare la fine del mondo

Prima di CAPTCHA, nello spazio esterno del Teatro India, arriva ELECTRIC STATE, esperimento sonoro ideato da Anna Mallamaci, voce e testi, e Fortunato Leccese, musiche.

Dodici minuti di “canti della fine del mondo”, costruiti come un’esperienza di ascolto collettivo nella quale un ritmo elettrico attraversa simbolicamente un pianeta prossimo al collasso.

Una performance che anticipa uno dei temi centrali dell’intera manifestazione: immaginare la fine non per arrendersi ad essa, ma per provare a costruire nuovi modi di interpretare il futuro.

Dal 3 settembre Roma entra nell’universo di DUNE

Dal 3 al 5 settembre sarà soprattutto l’universo di Frank Herbert a conquistare gli spazi del Teatro India.

Il focus dedicato alle arti visive IF_ART ospiterà MI CAPITA DI PENSARTI dell’artista Martina Biolo.

Opere in lattice, calchi di oggetti preesistenti, elementi naturali e tracce del nostro presente saranno distribuiti nel foyer, mentre una sorta di foresta in via d’estinzione entrerà nello spazio scenico di DUNE e MESSIA DI DUNE.

Una natura residuale che dialoga con il pianeta desertico di Arrakis e suggerisce, inevitabilmente, una riflessione sul possibile destino ambientale della Terra.

“Effetto Coriolis”: DUNE tra filosofia, acqua e risorse in esaurimento

Sempre il 3 settembre torna l’appuntamento filosofico e scientifico del festival con EFFETTO CORIOLIS. DI SPEZIE, DI ACQUA E DI ALTRE RISORSE IN ESAURIMENTO.

Dario Gentili e Felice Cimatti dialogheranno partendo dai temi sollevati dai romanzi di Frank Herbert, mettendo in relazione fantascienza, filosofia, ecologia e contemporaneità.

Il mondo immaginato da Herbert diventa così un dispositivo culturale per discutere di scarsità delle risorse e delle trasformazioni politiche e sociali che possono derivarne.

THE GOLDEN PATH trasforma la parete del Teatro India

Tra gli appuntamenti più suggestivi figura anche THE GOLDEN PATH, installazione visiva e sonora firmata da Alessandro Ferroni e Maddalena Parise.

È la prima tappa di un’opera destinata a svilupparsi durante tutti i cinque anni del progetto dedicato a DUNE.

Al calare della sera, la parete industriale del Teatro India si trasformerà attraverso immagini e paesaggi sonori ispirati a tempeste di sabbia, vermi giganti, creature del deserto, popoli, sorellanze e visioni del futuro.

Un modo per far uscire la narrazione dalla sala teatrale e trasformare l’intero edificio in parte dell’universo scenico.

DUNE PARTE I, DUNE PARTE II e MESSIA DI DUNE in prima nazionale

Il cuore di IF_LEGACY*2026 sarà rappresentato dal ciclo di spettacoli in prima nazionale, in programma dal 3 al 5 settembre.

DUNE PARTE I, DUNE PARTE II e MESSIA DI DUNE costruiscono un’esperienza teatrale immersiva nella quale narrazione dal vivo, scenografie materiche, immagini digitali, costumi, luci, musica elettronica, canto e strumentazione dal vivo concorrono alla costruzione dell’universo di Herbert.

Il progetto è di lacasadargilla, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, gli adattamenti di Roberto Scarpetti, la drammaturgia musicale di Gianluca Ruggeri, Veronica Aracri, Alessandro Ferroni e Ivano Guagnelli, gli ambienti visivi di Maddalena Parise, i costumi di Federica Terracina, le opere di Martina Biolo, la drammaturgia delle luci di Omar Scala e il disegno sonoro di Pasquale Citera.

La componente musicale vede Veronica Aracri al canto, Alessandro Ferroni agli Electronic Devices, Ivano Guagnelli al piano e Gianluca Ruggeri alle percussioni.

DUNE PARTE I: la lotta per Arrakis

Il 3 settembre va in scena DUNE PARTE I.

Arrakis è al centro di una gigantesca partita geopolitica. La Gilda Spaziale, la Sorellanza Bene Gesserit, la CHOAM e gli equilibri del Landsraad disegnano un sistema di potere nel quale la Casa Atreides viene travolta, lasciando come erede Paul.

Il giovane protagonista scoprirà progressivamente che Arrakis non è soltanto il pianeta della sabbia, dei giganteschi vermi e delle Tempeste di Coriolis, ma custodisce la risorsa più preziosa dell’universo: la spezia.

In scena Giacomo Albites Coen, Alessandro Averone, Marco Cavalcoli, Bianca Cavallotti, Tania Garribba, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Flavio Murialdi, Alice Palazzi, Giulio Petushi e Stefano Scialanga.

DUNE PARTE II: Paul e il popolo dei Fremen

Il 4 settembre la narrazione prosegue con DUNE PARTE II.

Paul e sua madre Jessica trovano rifugio tra i Fremen, il popolo del deserto. È qui che il protagonista entra in contatto con una società costruita attorno alla scarsità dell’acqua e alla capacità di sopravvivere in uno degli ecosistemi più estremi dell’universo.

Visioni profetiche, speranze millenarie, fanatismo e guerra iniziano però a intrecciarsi attorno alla figura di Paul.

In scena Giacomo Albites Coen, Bianca Cavallotti, Marco Cavalcoli, Cecilia Fabris, Silvio Impegnoso, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Alice Palazzi, Giulio Petushi e Stefano Scialanga.

MESSIA DI DUNE: il peso del potere

Il 5 settembre arriva MESSIA DI DUNE.

Sono trascorsi dodici anni dalla conquista dell’Impero. Paul governa un universo segnato dal jihad combattuto nel suo nome, mentre attorno al suo potere si stringe una rete di complotti.

La Gilda Spaziale, le Bene Gesserit, la CHOAM e il Landsraad tentano di rovesciare l’imperatore.

Il racconto diventa così una riflessione sul rapporto tra potere, mito, religione, responsabilità individuale e conseguenze della leadership.

In scena Giacomo Albites Coen, Bianca Cavallotti, Cecilia Fabris, Tania Garribba, Nico Guerzoni, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Paolo Minnielli, Alice Palazzi, Giulio Petushi ed Edoardo Sabato.

La chiusura il 6 settembre tra musica e Olga Tokarczuk

La manifestazione si conclude domenica 6 settembre con due appuntamenti speciali.

CHILD OF THREE. DESERT SUITE, performance musicale curata da Rodolfo Rossi/Ars Ludi, coinvolgerà bambine e bambini nella costruzione di una partitura fatta di suoni e rumori prodotti attraverso materiali naturali, prendendo spunto dal libro Il signor G di Gustavo Roldan.

A chiudere il percorso sarà GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI, melologo di e con Federica Rosellini, tratto dal romanzo della Premio Nobel per la Letteratura Olga Tokarczuk.

Al centro della vicenda Janina Duszejko, eccentrica insegnante in pensione che vive in un villaggio ai margini di un bosco vicino al confine con la Repubblica Ceca, dove alcuni cacciatori iniziano a morire in circostanze misteriose.

Una partitura per voce e musica elettronica in cui il mistero diventa occasione per interrogarsi sul rapporto tra uomo, animali, natura e disobbedienza.

Workshop e alta formazione: il Teatro India diventa laboratorio

Accanto agli spettacoli, IF_LEGACY*2026 propone un articolato programma di formazione.

Dal 31 agosto al 2 settembre torna PICCOLA BOTTEGA_2526, seconda annualità del workshop di scrittura per giovani autori e autrici curato da Roberto Scarpetti, in collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe. Il 31 agosto e il 1° settembre il progetto si apre al pubblico con PICCOLA BOTTEGA_2526_COLLAUDO.

Dal 31 agosto al 4 settembre Federica Rosellini conduce COSTELLAZIONI ERETICHE, laboratorio di scrittura scenica che prende le mosse da Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk e Orso di Marian Engel.

Dal 2 al 5 settembre è invece in programma ORBITAL, workshop intensivo di Marco D’Agostin ispirato al romanzo di Samantha Harvey. Negli ultimi 60 minuti di ogni giornata, ORBITAL_OPEN consentirà al pubblico di osservare direttamente il lavoro svolto in sala.

Infine, dal 3 al 6 settembre, torna CHILD OF THREE, workshop per l’infanzia condotto da Rodolfo Rossi/Ars Ludi e dedicato quest’anno agli ecosistemi e alla sperimentazione musicale attraverso materiali naturali.

Roma e il Teatro India guardano al futuro attraverso la fantascienza

Con IF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY*2026, la fantascienza supera i confini del genere e diventa uno strumento per leggere il presente.

La grande costruzione narrativa di Frank Herbert offre infatti al festival un terreno sul quale mettere in relazione ecologia, geopolitica, tecnologia, intelligenza artificiale, scarsità delle risorse, fanatismo, identità e potere.

Dal 31 agosto al 6 settembre il Teatro India diventa così un luogo nel quale teatro, letteratura, musica, arti visive e pensiero contemporaneo convergono attorno a una domanda fondamentale: quali futuri siamo ancora capaci di immaginare?


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