Sono stati presentati questa mattina a Sabaudia, presso il Belvedere sul Lago di Paola, i risultati del monitoraggio microbiologico condotto dalla Goletta dei Laghi 2026, la campagna storica di Legambiente dedicata alla tutela delle acque dei bacini lacustri italiani. L’indagine, realizzata tra il 7 e il 9 luglio 2026 da tecnici e volontari di Legambiente Lazio, ha riguardato 24 punti distribuiti su dieci laghi della regione: Bolsena, Vico, Bracciano, Albano, Canterno, Fogliano, Turano, del Salto, Fondi e Sabaudia. Sul totale dei campioni analizzati, 18 (il 75%) sono risultati entro i limiti di legge, 5 sono stati classificati come “fortemente inquinati” e 1 come “inquinato”.
Le criticità maggiori: i laghi costieri di Latina
Le situazioni più problematiche emerse dal monitoraggio riguardano la provincia di Latina. Sul Lago di Sabaudia tutti e tre i punti campionati sono risultati “fortemente inquinati”: l’arrivo al lago del canale in fondo a Strada Selva Piana, il canale su via Orsolini Cencelli e il fosso sotto via dei Bersaglieri. I primi due punti presentavano criticità già negli anni passati, mentre il terzo è stato monitorato per la prima volta.
Anche sul Lago di Fogliano è “fortemente inquinato” l’unico punto campionato, alla foce del canale su Strada Litoranea 6260, in località Cicerchia: un dato critico dal 2018, con le sole eccezioni del 2021 e del 2024.
Sul Lago di Fondi, su due punti monitorati, il canale San Magno è risultato “fortemente inquinato”, in peggioramento rispetto allo scorso anno quando era entro i limiti. Il secondo punto, il canale San Vito a Monte San Biagio, ha invece mostrato un miglioramento, passando da “fortemente inquinato” a “entro i limiti”.
Viterbo e Vico: quadro sostanzialmente positivo
Nel Viterbese, sul Lago di Bolsena, su sei punti monitorati uno solo è risultato “inquinato” (la foce del fosso lungo viale Luigi Cadorna a Bolsena, che lo scorso anno era “fortemente inquinato”), mentre i restanti cinque sono entro i limiti di legge, confermando un trend positivo negli ultimi anni.
Sul Lago di Vico, entrambi i punti campionati sono risultati entro i limiti per la presenza di microrganismi di origine fecale, in linea con gli anni precedenti.
Bracciano, Albano, Canterno, Turano e del Salto: nessuna criticità
Nel Lago di Bracciano, i tre punti monitorati sono tutti entro i limiti, confermando l’assenza di criticità dal 2023. Anche i due punti del Lago Albano di Castel Gandolfo sono risultati entro i limiti: il primo, “fortemente inquinato” nel 2023, ha avuto un andamento altalenante negli anni; il secondo è entro i limiti dal 2020.
Il Lago di Canterno, in Ciociaria, conferma l’assenza di criticità dal 2016 su entrambi i punti campionati. Positivo anche il bilancio in provincia di Rieti, dove l’unico punto monitorato sul Lago di Turano è entro i limiti dal 2022, così come i due punti del Lago del Salto, risultati entro i limiti come lo scorso anno.
Le denunce di Legambiente su crisi climatica e pressione antropica
Oltre ai monitoraggi microbiologici, Legambiente ha nei giorni scorsi fatto tappa nei laghi di Canterno, Fondi, Albano e Turano per denunciare gli effetti della crisi climatica e della pressione umana sui bacini lacustri, nell’ambito del report “Laghi sotto pressione”. Al Lago Albano si registra una perdita di oltre 45 milioni di metri cubi d’acqua, con un abbassamento del livello superiore ai 6 metri (6,5 metri tra fine 2024 e inizio 2025). Al Lago di Canterno l’associazione segnala una forte eutrofizzazione, con il fondale che si solleva progressivamente a causa di fanghi provenienti dallo scarico del depuratore intercomunale di Fiuggi, Trivigliano e Torre Cajetani, un fenomeno che ha dimezzato la portata d’acqua dell’invaso, tanto da impedire ai canadair antincendio di rifornirsi per mancanza di fondale. Sul Lago di Fondi, dopo la proposta di un contratto di lago, l’associazione denuncia forti criticità legate alla mancanza di depurazione. Sul Turano, invece, la crisi climatica sta aumentando la pressione turistica giornaliera sulle rive.
L’ultima tappa regionale della campagna è in programma il 23 luglio sul Lago di Vico, dove il circolo locale, insieme alla Riserva Regionale Lago, porrà l’attenzione sui livelli di fosforo e sulla carenza di ossigeno nelle acque, legati all’uso intensivo di fertilizzanti chimici in agricoltura.
Le dichiarazioni di Legambiente
“È positiva la fotografia che emerge dai monitoraggi della Goletta dei laghi 2026 sui laghi laziali”, ha dichiarato Stefano Raimondi, portavoce Goletta dei laghi e responsabile biodiversità Legambiente, sottolineando la diminuzione delle criticità storiche. Raimondi ha però evidenziato che “non si può dire lo stesso… dei laghi costieri latinensi e i canali che li alimentano (Fogliano, Fondi e Sabaudia) che continuano a mostrare forti criticità legate alla scarsa o mancata depurazione”.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha parlato di “un grande successo per l’ambiente e della nostra campagna” per il calo delle criticità nella maggior parte dei laghi, segnalando però “un aumento delle problematiche sui laghi pontini”. Riferendosi in particolare a Sabaudia, dove tutti i prelievi hanno dato esito di acqua fortemente inquinata, Scacchi ha precisato che l’associazione “non consegna patenti di balneabilità o valutazioni sullo stato complessivo dei laghi”, ma ha ribadito la necessità di affrontare “i troppi scarichi non depurati che entrano qui e in tutti i laghi pontini”. Legambiente ha annunciato l’invio di un esposto con i risultati del monitoraggio ai Comuni coinvolti, ai gestori del servizio idrico, ai parchi, ai carabinieri forestali, alle autorità di bacino, ai consorzi di bonifica, alle Province e alla Regione.
La metodologia del monitoraggio
I campioni raccolti da Goletta dei Laghi sono stati analizzati per i parametri microbiologici di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, secondo i criteri stabiliti dal Dlgs 116/2008 e dal decreto attuativo del 30 marzo 2010 sulle acque di balneazione. Sono classificati come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio. I punti di prelievo vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli locali di Legambiente e dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Legambiente precisa che i monitoraggi non sostituiscono i controlli ufficiali e non certificano la balneabilità dei punti campionati.
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