Giustizia tributaria e intelligenza artificiale, Lussana: «La tecnologia sia supporto, non decisore»

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La presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria richiama la centralità del magistrato: formazione, trasparenza e affidabilità dei sistemi devono accompagnare l’innovazione digitale.

Innovare la giustizia tributaria senza rinunciare ai principi che garantiscono la tutela della persona e l’autonomia del giudice. È il messaggio lanciato da Carolina Lussana, presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria (CPGT), intervenuta alla Certosa di Capri nella tavola rotonda dedicata all’impatto della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale sul contenzioso tributario.

«La sfida che accomuna tutte le magistrature è innovare senza perdere i principi e guardare al futuro ponendo sempre al centro la persona», ha dichiarato Lussana. «La tecnologia da sola non rende la giustizia più efficiente: sono le competenze e l’organizzazione a trasformarla in un servizio migliore».

Il confronto si è svolto nell’ambito della giornata di studi interdisciplinare “Diritto del lavoro, digitalizzazione e giustizia”, promossa dal CED della Corte Suprema di Cassazione in collaborazione con il Dipartimento per l’Innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia e le principali istituzioni impegnate nella digitalizzazione.

Intelligenza artificiale nella giustizia tributaria: le opportunità

Per la presidente del CPGT, la digitalizzazione della giustizia tributaria è un percorso già avviato, che richiede una valutazione attenta delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Gli ambiti richiamati da Lussana riguardano l’organizzazione del lavoro, la ricerca giurisprudenziale, la qualità delle decisioni e l’effettività della tutela giurisdizionale. Obiettivi che richiedono strumenti adeguati, ma anche competenze e responsabilità chiaramente definite.

L’intelligenza artificiale può dunque affiancare il lavoro dei magistrati, mantenendo centrale la capacità del giudice di valutare il caso concreto e assumere autonomamente le proprie decisioni.

Le linee guida del CPGT sull’impiego dell’IA

Nel suo intervento, Lussana ha ricordato che il Consiglio di Presidenza ha accompagnato questo processo adottando, con la delibera n. 275 del 3 marzo 2026, le prime linee guida sull’impiego dell’intelligenza artificiale.

I principi indicati sono legalità, trasparenza, proporzionalità e autonomia decisionale del magistrato: riferimenti che, secondo la presidente, devono orientare l’introduzione e l’utilizzo dei sistemi tecnologici nella giustizia tributaria.

La disponibilità di nuovi strumenti deve quindi inserirsi in un’organizzazione capace di governarne il funzionamento e verificarne i risultati.

Affidabilità dei sistemi e trasparenza dei precedenti

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la necessità di definire prove di affidabilità prima della messa a disposizione dei sistemi. Queste verifiche, ha spiegato Lussana, devono essere costruite sulle particolarità del contenzioso tributario, coinvolgendo magistrati, professionisti e tecnici.

Particolare attenzione va inoltre riservata alla trasparenza nella selezione dei precedenti giurisprudenziali, per evitare il rischio di un conformismo giudiziario.

La presidente del CPGT ha richiamato anche l’esigenza di stabilire regole chiare nei contratti con i fornitori, così da consentire la verifica dei sistemi, e di investire nella formazione dei giudici.

La “riserva di umanità” e la responsabilità del magistrato

Il principio che sintetizza la posizione di Lussana è quello della “riserva di umanità”: il magistrato deve poter comprendere e verificare gli elementi sui quali fonda la decisione, assumendone la responsabilità.

«Il contributo dell’autogoverno deve servire a garantire la “riserva di umanità”: la certezza che il magistrato possa comprendere, verificare e assumere la responsabilità di ciò che decide», ha sottolineato.

Da qui il richiamo conclusivo: «La tecnologia deve essere uno strumento di supporto, non un decisore, preservando sempre la libertà di giudizio».

Il confronto tra magistratura e professioni

La tavola rotonda ha riunito rappresentanti della magistratura, dell’autogoverno della giustizia tributaria e delle professioni.

Tra i partecipanti figuravano Alfonso Bonafede, presidente della Commissione Programmazione e Coordinamento della Formazione e dell’Aggiornamento Professionale del CPGT; Remo Caponi, consigliere della Corte di Cassazione; Giuseppe Cassano, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Roma e Milano della European School of Economics; e Stefano Giaime Guizzi, magistrato della Corte di Cassazione e assistente di studio presso la Corte Costituzionale.

Hanno preso parte al confronto anche Tammaro Maiello, presidente della Commissione Informatica del CPGT; Michele Ancona, presidente di sezione della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia; Sergio Cutrona, presidente della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Ancona; Alessio Scarcella, consigliere della Corte di Cassazione e direttore del CED; e Luca Varrone, consigliere della Corte di Cassazione e componente dell’Ufficio del Massimario Tributario Nazionale.

Il mondo delle professioni era rappresentato da Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, e Rosa D’Angiolella, consigliera nazionale del CNDCEC con delega nell’area del contenzioso tributario.


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